Uscita dalla seconda guerra mondiale, l’Europa occidentale si lancia nella costruzione europea secondo il «metodo dei piccoli passi», ispirato da Jean Monnet e chiarito dal discorso del 9 maggio 1950 di Robert Schuman, ministro francese degli affari esteri, che propose in quell’occasione la creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA): «L’Europa non si farà in un colpo solo, né come una costruzione d’insieme: si farà attraverso della realizzazioni concrete che creino innanzitutto una solidarietà di fatto»
La Comunità economica europea (CEE), istituita dal Trattato di Roma del 1957, e poi l’Unione europea, a partire dal Trattato di Maastricht del 1992, hanno già contribuito per cinquanta anni alla riconciliazione dei popoli europei, mano a mano che si susseguivano gli «allargamenti» e gli «approfondimenti».
Passando da 6 Stati membri nel 1957 a 27 ai nostri giorni, l’Unione europea ha dato prova della sua capacità di attrazione, ma si trova ormai a dover affrontare le questioni delle frontiere e della sua stessa identità. Gli approfondimenti successivi hanno trasformato i «consumatori europei» in «cittadini europei» che godono di diritti e sono soggetti a doveri che possiamo supporre andranno ulteriormente consolidandosi in futuro.
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