L’obiettivo della politica europea di cooperazione allo sviluppo è la costituzione di strutture operanti sul lungo periodo negli Stati partner. Negli ultimi decenni, l’accresciuta pressione migratoria ha persino rafforzato l’interesse dell’UE a impegnarsi per lo sviluppo dei paesi poveri del pianeta, specie in Africa e in Asia.
La politica europea di cooperazione allo sviluppo esiste nei fatti sin dalla creazione della Comunità economica europea nel 1957, ma fu inserita nei testi dei Trattati solo con il Trattato di Maastricht del 1992. Ad oggi l’UE ha concluso accordi privilegiati con circa 150 paesi in via di svliuppo. La politica europea di cooperazione allo sviluppo, unitamente alle politiche nazionali degli Stati membri, rappresenta circa 30 miliardi di euro e il 55% degli aiuti pubblici allo sviluppo nel mondo. Uno dei punti di forza di questa politica è il partenariato con i paesi ACP (Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico), con i quali fu concluso già nel 1963 l’accordo di Yaoundé, poi rivisto nel 2000 con gli accordi di Cotonou. Al di là dei paesi ACP, l’UE ha egualmente creato una cooperazione con altre parti del globo, attraverso il Partenariato Euro-Mediterraneo (Euromed) o accordi bilaterali con paesi dell’Asia e dell’America latina. Oltre ai partenariati stabili, l’UE interviene puntualmente nelle aree di crisi.

FIRENZE 9-12 maggio 2012: quattro giorni di workshop interattivi, incontri, conferenze e mostre aperti alle idee e ai progetti di chi ha in testa un futuro migliore. Gli Euros sono stati invitati a partecipare a Liquid Lab e ad animare l’evento Europa 2.0, che avrà come tema centrale il mutamento della partecipazione politica nell’epoca del web 2.0. Europa 2.0 è un side event della conferenza «The State of the Union» organizzata a Palazzo Vecchio dall’Istituto Universitario Europeo e si svolgeranno in contemporanea, il 9 maggio dalle ore 10. Vi aspettiamo quindi il 9 maggio alle 10 a Murate, SUC Sala delle vetrate.