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Bronisław GEREMEK : "Il cadavere del comunismo continua ad infestare le vie e le pubbliche piazze”

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E’ con grande emozione e profonda tristezza che siamo venuti a conoscenza della morte, lo scorso 13 luglio, in un incidente stradale dell’eurodeputato ed ex Ministro degli Esteri polacco Bronisław Geremek. Grande Europeista e grande polacco, Geremek aveva giocato un ruolo chiave nel processo di democratizzazione in Polonia e nell’Europa post-comunista. Faceva parte dal 2004 del gruppo politico ALDE al Parlamento Europeo. Oggi ripubblichiamo l’intervista che ci aveva concesso poco più di un anno fa, quando il suo mandato di deputato europeo era momentaneamente sospeso nell’ambito della legge sulla “lustracja” (dal latino lustratio = pulizia) del governo polacco dell’epoca. In questo modo vogliamo rendere omaggio all’onorevole Geremek, che amava l’Europa e la democrazia.


14 luglio 2007

L’eurodeputato, nonché ex leader del sindacato polacco Solidarność, ha concesso un’intervista agli Euros du village. Recentemente al centro dell’attenzione mediatica in Europa a causa del rifiuto di sottomettersi alla legge sulla lustratio dei fratelli Kaczyński, Bronisław Geremek ritiene che i paesi dell’Europa centrale e orientale da poco entrati a far parte dell’Unione Europea non abbiano ancora vissuto una “modernizzazione culturale”. Molto critico riguardo alle tendenze “estremiste e integraliste” che minacciano oggi il potere politico in Polonia, Geremek torna sui motivi della sua opposizione frontale al governo. E sulla sua speranza di vedere l’Europa diventare “la più grande democrazia del mondo”.

La legge sulla lustratio e il “Caso Geremek”

Il 18 ottobre 2006, il Parlamento polacco approva la legge sulla lustratio e la decomunistizzazione. Quest’ultima impone a tutti coloro che ricoprono un posto di responsabilità nella funzione pubblica polacca, nei mass media e presso alcune imprese, di dichiarare se hanno o no collaborato con la polizia politica comunista (la Służba Bezpieczeństwa : SB). La legge riguarda tutte le persone nate prima del 31 agosto 1972 ed è entrata in vigore il 15 marzo 2007.

Non appena questa legge è stata formulata, il dibattito in Polonia si è subito acceso. In ambienti giornalistici Ewa Milewicz della Gazeta Wyborcza si rifiuta di compilare il formulario, seguita a ruota da Tomasz Lis, ex co-redattore del telegiornale per l’emittente televisiva nazionale TVN. Il giornalista Piotr Semka replica dalla redazione dell’altro grande quotidiano polacco, Rzeczpospolita, denunciando una messinscena da parte degli oppositori della legge sulla lustratio. Anche le Università si ribellano : il 21 marzo 2007, il Senato Accademico dell’Università di Varsavia (UW) condanna la legge sulla lustratio rimettendosi alla decisione della Corte Costituzionale. In seguito, il 23 marzo, 41 professori respingono la decisione del Senato per “non politicizzare il dibattito”. Il 19 aprile 2007, Geremek è il solo eurodeputato polacco a non aver firmato la dichiarazione. Il 23 aprile riceve un fax dalla commissione elettorale nazionale polacca (PFW), che si vendicava del suo rifiuto revocandogli il mandato elettorale da eurodeputato. Il 26 aprile Geremek pubblica un articolo in cui spiega il suo rifiuto della lustratio, che egli definisce “inaccettabile in un’Europa democratica” in quanto “l’Istituto Nazionale della Memoria è diventato il garante della polizia e ha ottenuto il diritto di emettere sentenze senza che la giustizia possa farsene carico.” Negando ogni tipo di convenienza politica, Geremek si augura solo che “le autorità riflettano, al fine di poter dare ascolto alle preoccupazioni morali dei cittadini”. Con la pubblicazione di questo articolo, l’uomo politico ha contribuito a mantenere vivo questo dibattito polacco sulla scena europea.

La stampa si è impossessata della vicenda chiamando in causa “l’estrema destra dei fratelli K.” (Courrier International), “la caccia polacca alle streghe”, “il maccartismo dei Kaczyński” (Die Zeit) e ancora la “realtà orwelliana” della Polonia post-comunista (El Pais). Il 1° marzo 2007 una petizione civica europea di sostegno a Geremek inizia a circolare. Al Parlamento Europeo, Daniel Cohn-Bendit, presidente del gruppo dei Verdi, incoraggia i suoi colleghi a difenderlo, denunciando “metodi staliniani e fascisti” mentre Graham Watson, leader britannico del gruppo liberale, dichiara “il diritto di Geremek ad opporsi alla caccia alle streghe di questo governo”. Martin Schulz, eurodeputato tedesco presidente del gruppo socialista, da parte sua, invita a “mobilitarsi contro l’evidente negazione dei valori europei da parte del governo polacco”.

La Francia, per bocca del Ministro per gli Affari europei, Catherine Colonna, assicura all’eurodeputato Geremek il suo sostegno e annuncia di aver “investito” del caso il Parlamento Europeo.

L’11 maggio 2007, la Corte Costituzionale Polacca pronuncia il verdetto : parziale invalidazione della legge lustratio. Una serie di articoli riguardanti in particolare giornalisti, dirigenti scolastici, rettori di università e dirigenti di imprese quotate in Borsa, è dichiarata incostituzionale. Per quanto riguarda poi il caso specifico di Geremek si legge : “un cittadino eletto a suffragio universale non può perdere il proprio mandato per essersi rifiutato di compilare la dichiarazione di collaborazione.”

L’INTERVISTA

Johan Robberecht : Onorevole Geremek, buongiorno. Alcuni anni fa, lei ha compilato un formulario quasi identico a quello richiesto nell’ambito della legge sulla lustratio che tutti gli eurodeputati polacchi, tranne lei, hanno firmato. Qual è il motivo di questa opposizione ? Sono gli altri che non hanno coraggio o in questo modo lei vuole far riflettere sulla decomunistizzazione ?

Bronislaw Geremek : Ho cercato di compiere un atto di rifiuto e per me non si tratta di un caso personale in quanto, sotto la legge precedente, quel tipo di formulario l’ho compilato. Questa volta si tratta di una nuova legge, che il Parlamento polacco ha approvato nel mese di febbraio e che costringerebbe 700.000 persone a compilare quel formulario, che non ha nessun senso dal punto di vista giuridico e che rappresenta invece un semplice atto d’obbedienza verso l’amministrazione. Mi rifiuto di credere che, in un paese democratico, si possano obbligare i giornalisti a questo atto d’obbedienza nei confronti dell’autorità pubblica, è una violazione della loro libertà d’espressione e della libertà in genere. Anche gli universitari, i professori e gli insegnanti vi erano sottoposti. Ancora una volta, la tradizione europea dell’autonomia, in cui sono i pari a decidere chi può insegnare e non la polizia né l’amministrazione pubblica è messa in discussione. In terzo luogo, anche i rappresentanti del mondo degli affari sono stati coinvolti, come ad esempio i dirigenti di società commerciali.

La vita di Bronislaw Geremek in alcune date

1932 : nasce in una famiglia ebrea di Varsavia 1943 : insieme alla madre, riesce a lasciare il ghetto di Varsavia, in cui è cresciuto 1948 : diventa un quadro del Partito “comunista” PZPR (Partito operaio unificato polacco) 1954 : consegue la Laurea in Storia presso l’Università di Varsavia 1956, 57, 62 : Viaggi di studio in Francia presso l’Ecole pratique des Hautes Etudes di Parigi 1960 : Dottorato in storia presso l’Istituto di Storia dell’Accademia delle scienze polacche 1960-65 : Dirige il “Centro di cultura polacca” dell’Università di Parigi 1968 : lascia il PZPR in occasione delle purghe antisemite polacche seguite alla repressione della primavera di Praga 1972 : Discute la sua tesi di dottorato sul tema dei “marginaux” parigini nei secoli XIV e XV 1980 : ritorna in politica insieme all’opposizione democratica. Diventa consigliere politico di Lech Walesa. Partecipa alla fondazione del sindacato : “Solidarność”. E’ tra i cofirmatari dell’accordo di Gdansk. 1981-82 : sperimenta la prigionia sotto il regime comunista 1989 : Eletto al Parlamento Europeo come deputato della sua regione : Suwalki (Mazurie) 1990 : aderisce al partito centrista polacco “Unione delle libertà / Partito democratico” “Unia Wolnosci / Partia Demokratyczna” : UW/PD 1992-1993 : Titolare della cattedra internazionale del collegio di Francia in : “Storia sociale : esclusioni e solidarietà” 1997-2000 : Ministro degli Affari esteri della Polonia 1998 : Presidente dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OCSE). Si pronuncia in favore di una rapida adesione della Polonia all’Unione Europea. Ottiene il “Premio internazionale Carlo Magno” assegnato ogni anno dalla città di Aquisgrana a personalità illustri, impegnate nell’unificazione europea 2001 : Diventa leader del partito UW/PD 2002 : Ottiene il “Gran premio della francofonia” per le sue opere in lingua francese. E’ tra i cofondatori del campus del Collegio d’Europa a Natolin (Polonia) 2004 : Viene eletto eurodeputato, funzione che ricopre ancora oggi dopo aver evitato la decadenza dei suoi diritti in seguito al rifiuto di firmare la legge sulla lustratio

E non bisogna dimenticare che, se ci si rifiutava di firmare quella dichiarazione, la pena era il divieto di esercitare la professione. E ciò non a causa della collaborazione con la polizia segreta, ma a causa del rifiuto di firmare. Ho ritenuto che si trattasse di una violazione dello Stato di Diritto e sono contento che ora la Corte Costituzionale Polacca abbia invalidato questa legge con un voto a maggioranza. Ne sono pienamente soddisfatto. Il mio è stato un atto di disobbedienza civile, non amo ritrovarmi in certe situazioni, ma ero pronto a pagarne il prezzo. Era un atto di rifiuto morale e politico.

J.R. : Pensa che la decomunistizzazione in sé sia una cosa negativa ?

B. G. : No, credo che sia un atto di giustizia. Ma a condizione di essere giusta, di non coinvolgere degli innocenti e di non portare ad ingiustizie simili a quelle perpetrate dai comunisti. Il problema è che non si è trovata una buona filosofia di decomunistizzazione. La decomunistizzazione più importante è quella che riguarda le istituzioni. Bisogna abolire alcune istituzioni per liberarsi anche da una certa mentalità che si è formata all’epoca del comunismo. Quello che voglio dire è che il cadavere del comunismo continua ad infestare le vie e le pubbliche piazze dei paesi ex comunisti. In questo regolamento di conti con il passato, non abbiamo trovato la giusta via. Credo che questo processo di decomunistizzazione debba seguire dei principi :

 Primo : i crimini devono essere puniti.

 Secondo : in tutte le situazioni previste da questa decomunistizzazione, bisogna ricorrere alla giustizia, evitando il ricorso alla vendetta.

 Terzo : bisogna mantenere una prospettiva in cui il futuro del paese resta l’obiettivo principale, il fine ultimo delle azioni dell’autorità politica. Non bisogna quindi usare la Storia come un mezzo per controllare le coscienze.

Pierre Roca : Onorevole Geremek, pensa che la legge sulla lustratio rispetti i principi fondamentali dell’Unione europea e in particolare il rispetto dei diritti fondamentali e dello Stato di Diritto ? Se sì, ritiene che l’UE e nella fattispecie il Consiglio debbano prevedere delle sanzioni o almeno mettere sotto osservazione lo Stato polacco per questo tipo di leggi ?

B. G. : Mi sembra che la situazione polacca debba essere considerata un problema. Voglio dire che, allo stato attuale, in un paese democratico come la Polonia c’è solo la giustizia che è indipendente e che può prendere decisioni come questa. La condanna di questa situazione sulla scena pubblica europea sicuramente influisce sul comportamento dell’opinione pubblica polacca. Ma non credo che spetti all’Unione europea occuparsene dal punto di vista giuridico.

J.R. : In Polonia, i fratelli Kaczyński sono criticati per il ruolo politico riservato alla Chiesa cattolica, mentre all’interno dell’UE la Polonia è messa sotto accusa sempre più spesso per le posizioni del suo governo in materia di religione, di morale e di educazione. Cosa può fare la società civile europea per spostare il centro del dibattito verso la moralità politica senza peccare d’ingerenza ?

B. G. : Credo che l’UE sia una comunità formatasi intorno a dei valori, non è solo un mercato unico, né solo un organismo di cooperazione economica : è una comunità. E in questa comunità bisogna anche rispettare la diversità. Tuttavia, quando nella Chiesa polacca si riscontrano fenomeni che si possono definire patologici o si assiste all’estremismo di alcuni mass media che si dichiarano cattolici, bisogna stare attenti. Non sono i vescovi polacchi a incoraggiare questi media. Al contrario : sono i media che disobbediscono alla Chiesa. Non credo si possa affermare che l’attuale governo dia più spazio alla Chiesa rispetto ad altri governi. Io sono critico nei confronti di questo governo non solo perché al suo interno ci sono estremisti e integralisti, ma anche perché si serve di una radio anti-europea, xenofoba, integralista, che nuoce alla Polonia e che ha il suo appoggio [1]. Credo anche che sia importante sapere che non solo le economie e le amministrazioni ma anche le culture dei nuovi Paesi membri dell’Unione stanno attraversando processi di modernizzazione culturale, processi che i paesi dell’Europa occidentale hanno vissuto cinquant’anni fa se non prima. C’è da aspettarsi un’evoluzione dal punto di vista culturale ; ci vuole pazienza ma bisogna anche essere esigenti.

J. R. Un’ultima domanda Onorevole Geremek : qual è il suo sogno europeo ?

B. G. : Il mio sogno europeo è un sogno che Victor Hugo definiva gli Stati Uniti d’Europa, un sogno che non si è realizzato sotto quel nome, bensì sotto il nome di Comunità. La parola “comunità” è la denominazione ufficiale dell’integrazione europea. Vorrei che fosse una comunità con una dimensione politica, economica e che sia anche una comunità di valori. Una società aperta, che accetti la diversità, la tolleranza e che agisca in questo senso. Inoltre, vorrei che questa comunità fosse un grande partner a livello globale. Il mondo ha bisogno di un’Europa con una sua base di valori, una sua democrazia e che sappia applicare lo Stato di diritto e rispettare i diritti umani più di ogni altro organismo politico mondiale. Credo che sia questa la strada giusta. Per quanto riguarda la Polonia, il mio sogno si è avverato, visto che la Polonia è membro dell’Europa. Il mio sogno per quanto riguarda l’UE è soprattutto che sia capace di uscire dall’atmosfera cupa che è calata in seguito alla crisi costituzionale, che ritrovi il suo spirito di promozione, che sia una civiltà dell’innovazione, una società aperta e che diventi la più grande democrazia del mondo.

(Traduzione di Noemi Galati)


[1] N.d.R : si tratta di Radio Maryja, la radio più ascoltata in Polonia, di stampo ultrareligioso e gestita dal Padre Redentorista Tadeusz Rydzyk.


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Johan ROBBERECHT

Diplômé de l’Institut d’Etudes politiques de Bordeaux et Diplom-Sozialwissenschaftler de l’Université de Stuttgart, Johan a été assistant stagiaire auprès de Kathleen van Brempt, députée Belge au Parlement Européen (mais quand il avait 19 ans, alors (...)

Pierre ROCA

Vice-président

Diplômé de l’Institut d’Etudes Politiques de Grenoble et du Collège d’Europe, Pierre vit au Danemark où il travaille pour une compagnie pharmaceutique danoise. Il a notamment été stagiaire auprès de Béatrice Patrie, députée socialiste française au (...)

traducteur

Noemi GALATI (traduttrice)

En décembre 2009 Noemi a obtenu son diplôme de maîtrise en « Traduction spécialisée et pour l’Edition » à la SSLMIT, à savoir l’Ecole Supérieure pour Interprètes et Traducteurs de Forlì (Université de Bologne). Ses langues d’étude sont le français et (...)
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Giampaolo su Un cambio di tattica all’interno di (...) | 31 gennaio 2012, 23:10 (7)

per essere un articolo è ben fatto , se ci fosse stato un pò piu di spazio si sarebbe detto di più. La questione morale è un tema importante e sempre d’attualità, ma piu se ne parla e meno risultati (...)

Francesco su Un cambio di tattica all’interno di (...) | 30 gennaio 2012, 14:34 (7)

ottima analisi e sintesi della politica del PCI, soprattutto del suo capo carismatico, riguardo la questione morale hai trattato un argomento molto delicato in modo perfetto (...)

aletave su Un cambio di tattica all’interno di (...) | 28 gennaio 2012, 19:50 (7)

Chiaro e illuminante, complimenti!

Lu su Un cambio di tattica all’interno di (...) | 24 gennaio 2012, 12:33 (7)

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