L’UE, l’Italia e il Mali

Uno dei mali più grandi del nostro Belpaese : sembrerebbe che in periodo elettorale i candidati si guardano tra di loro, senza accorgersi di quello che accade all’estero. E se pensiamo al Mali, poi, il mio imbarazzo alla domanda “qual è la posizione di voi italiani” diventa più che legittimo. Qual è la nostra posizione ?


Beh, nel mondo se ne parla da mesi, pare che ci sia in corso una vera e propria strage. Ma agli italiani quella piccola porzione di terra chissà dove in Africa non interessa granché.

Che pensieri hanno formulato i nostri politici a riguardo ?

Bersani si è autocriticato : “Ci siamo trovati improvvisamente di fonte alla domanda su cosa fa l’Italia in Mali, quando non se ne è mai parlato negli ultimi tre mesi, mentre in giro per il mondo se ne parla. Questo è il problema italiano : parliamo solamente del mezzo metro che c’è tra me e Monti”. E fa quasi finta di dimenticarsi del suo più acerrimo avversario. Bene, ma come potrebbe comportarsi l’Italia ?

Se ne capisce un po’ di più quando si leggono le parole forbite di Grillo : “Il Mali ? Che caz..., che cosa mi ha fatto a me il Mali per cui devo dare l’appoggio logistico ai Mig francesi ? Se io fossi un logistico darei tutte le coordinate leggermente deviate. Andare contro i musulmani per avere una ritorsione qua ? E se ci sarà una ritorsione, la responsabilità di chi è ? Governo - chiede retoricamente Grillo - di chi è ?”. Ah, adesso è tutto chiaro. Il governo appoggia i francesi. Lo sapeva qualcuno ?

Berlusconi qualcosina in merito l’aveva detta : « Io mi asterrei da un intervento dell’Italia, l’Italia ha già dato, anche per un atteggiamento prudente visto che abbiamo le nostre centrali di estrazione vicine al Mali e potrebbero esserci attentati ». Alfano parla dei mali del Mali soltanto al telefono con Monti, ma non proferisce verbo alla stampa.

Casini gioca a fare il lessicologo, svegliandosi soltanto ieri : “Il Mali è un impegno utile per la comunità internazionale ma personalmente penso che poiché l’Italia è già in Afghanistan, in Libano e nei Balcani, forse se non andiamo in Mali non è male". Se non andiamo in Mali non è male ? Un impegno utile per la comunità internazionale ? Ma che significa ?

La sinistra tardiva, comunque, già mostra i primi segni di insofferenza. Da un lato Vendola che annuncia che l’intervento dei francesi è una forzatura del mandato ONU, lasciando intendere la volontà di non sostenerli. Dall’altro, un D’Alema bersaniano che gli risponde : “C’era il rischio di trasformare una parte del paese in una sorta di terra di nessuno base del terrorismo internazionale”. Per finire con il senatore Follini che twitta : “Mali, se Bersani dice una cosa e Vendola dice l’opposto, si comincia male, male, male".

Dunque : sembrerebbe di capire che la posizione generale sia maggiormente contraria ad un invio di forze in Mali. Alla fine l’Italia che fa ? Lo scopro da un’agenzia. Praticamente, il nostro contributo consterà in due aerei da trasporto C-130 e un aereo 767 per il rifornimento in volo, più 15-24 istruttori da inviare nell’ambito della missione Ue di addestramento.


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Ylenia CITINO

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