Antonio Tajani corteggia (con stile) gli europarlamentari
Antonio Tajani, Commissario in pectore all’Industria, ha concluso il suo hearing senza incidenti di percorso. Qualche perplessità sulle sue competenze e un atteggiamento piuttosto indulgente dei deputati nei suoi confronti non hanno comunque messo in questione un’audizione nel complesso positiva.
L’esame di Antonio Tajani è andato bene. A parte il plauso scontato del partito popolare europeo (si sono distinti per tempestività Mario Mauro e la spagnola Vera Pilar del Castillo), si registrano aperture positive anche dall’altra parte dell’emiciclo : socialisti e democratici daranno senz’altro disco verde al commissario italiano.
Europarlamentare di lungo corso, dal 1994 al 2008, il cinquantaseienne Tajani - dopo una militanza in gioventù nei ranghi dei monarchici italiani, una sconfitta come sindaco di Roma contro Veltroni nel 2001, la nomina a commissario UE ai trasporti nel 2008 per sostituire Franco Frattini richiamato nel frattempo in Italia per servire nell’attuale governo Berlusconi - corona con una buona prestazione di fronte all’europarlamento una carriera tutta svolta nell’alveo della formazione politica di Silvio Berlusconi (nel suo curriculum vitae annota di essere stato uno dei firmatari, insieme con l’attuale presidente del consiglio, dell’atto fondativo del partito Forza Italia).

- Tajani, replicando alle domande degli europarlamentari, ha fatto sfoggio d’idee e convinzioni che fanno sperare, se alle parole seguiranno i fatti, in una buona conduzione politica.
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Foto : Parlamento Europeo
Tajani ha ieri esposto ai deputati europei riuniti a Strasburgo il suo piano per una nuova politica industriale preminentemente focalizzata sulle piccole e medie imprese, sull’innovazione e sullo sviluppo sostenibile. Grande enfasi è stata data alla promozione della green economy in modo tale che venga promossa in accordo a politiche industriali idonee e al bisogno di promuovere attività di ricerca ed innovazione. “Lavorerò a stretto contatto con la BEI per verificare che i 30 miliardi di euro stanziati a loro favore siano davvero destinati alle piccole e medie imprese" ; ”le piccole e medie imprese sono la vera fonte di occupazione in Europa” ; ”quello tra l’industria e l’ambiente sarà un matrimonio d’interesse, d’altronde i matrimoni d’interesse funzionano meglio di quelli d’amore” : queste alcune delle frasi più significative dell’hearing.
Non vi è dubbio che nel risultato abbia giocato lo stile di un comunicatore efficace e consumato, ma si farebbe un torto al nuovo commissario nel ridurre l’intera questione alle sue sole abilità oratorie. In realtà Tajani, replicando alle domande degli europarlamentari, ha fatto sfoggio d’idee e convinzioni che fanno sperare, se alle parole seguiranno i fatti, in una buona conduzione politica. C’e anche da dire che il portafoglio di cui dispone richiede misure e interventi prevedibili ed estremamente necessari allo stato attuale dell’economia, trovando facilmente il sostegno di tutte le parti sociali.
Il tema delle piccole medie imprese, lo si diceva, ha dominato in modo sostanziale l’hearing, il loro sviluppo e la loro competitività costituendo uno dei fondamenti sui quali si basa il recupero della buona salute dell’economia, dell’occupazione, della convivenza sociale dei nostri paesi. Al riguardo, il commissario designato ha indicato innanzitutto come una delle prime priorità il miglioramento dell’accesso al credito per quest’ultime. Per Tajani, occorre anche eliminare i problemi burocratici che impediscono alle PMI di partecipare agli appalti pubblici, approvare la direttiva sui ritardi dei pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche, promuovere la normalizzazione per sfruttare pienamente il mercato interno e prevedere nelle valutazioni d’impatto un test specifico per le PMI. Altra ammirevole intenzione del Commissario designato quella di incontrare a breve il Presidente della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per individuare i modi utili per rinforzare i finanziamenti e le garanzie sempre per le piccole e medie imprese.
Un altro grande tema sollevato è quello dell’ambiente e della necessità di coniugarlo allo sviluppo sostenibile dell’economia : secondo Tajani la green economy dovrà essere il cuore della nuova politica industriale europea. L’innovazione, unitamente alla qualità dovranno consentire il successo di prodotti ecosostenibili capaci di competere a livello globale. Il commissario ha citato inoltre il mercato europeo dell’auto, il cui futuro sta nell’evoluzione verso nuovi standard qualitativi in materia ambientale e di sicurezza. Tajani non ha poi dimenticato il turismo, terzo settore per volume di affari e numero di addetti in Europa ; come stabilito nel trattato di Lisbona la UE dovrà puntare molto sul suo sviluppo, anche sfruttando l’occasione dei prossimi “grandi eventi” (es. Olimpiadi di Londra ed Expo Milano).
Un ultimo punto focale trattato da Tajani è il REACH ovvero il regolamento per la registrazione, la valutazione e l’autorizzazione all’uso delle sostanze chimiche. Il commissario in pectore, dopo aver espresso in merito un’opinione positiva, confermata dai due milioni e settecentomila dossier di preregistrazione arrivati in commissione, ha richiamato la necessità di far applicare il regolamento e di migliorarlo. Nelle tre ore abbondanti di interrogazioni non solo non c’è stato il “fuoco amico”, ma si è avuta l’impressione che anche il “fuoco nemico” sia stato piuttosto debole. In altri termini anche gli europarlamentari di opposto schieramento a quello cui fa riferimento Tajani sono sembrati non particolarmente incisivi nel grilling commissariale. L’opinione odierna dell’European Voice è ancora più drastica : domande preconfezionate da parte degli deputati amici, e scarsa sostanza nelle spiegazioni di Tajani, il quale affrontando concetti di grossa portata si e’ potuto nascondere abilmente dietro grandi statement. La sensazione è che la sua lunga carriera parlamentare, quasi quindici anni, gli sia valsa l’indulgenza degli anziani colleghi deputati. Una cosa e’ certa : per riuscire i tutti i suoi nobili intenti Tajani dovrà operare a stretto contatto con il Commissario alla Ricerca e all’Innovazione, all’Ambiente, ai Trasporti, al Climate Change e non solo. Il Barroso II dovrà fare un lavoro davvero di squadra in modo da portare avanti priorità politiche e iniziative legislative coerenti tra loro, impresa non facilissima.
Tajani sembra avere tutte le buone intenzioni ed ha corteggiato elegantemente gli europarlamentari affermando più volte la volontà a voler lavorare a stretto contatto con Strasburgo. Un’attitudine che piace sempre molto ai deputati a volte frustrati dall’impotenza politica. Vedremo una volta iniziato il gioco vero di cosa sarà capace il nostro connazionale.
(Foto logo : Parlamento Europeo)
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I giornali italiani hanno dedicato più spazio al hearing della Ashton che a quello del nostro Tajani. Imbarazzante !!!
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uno dei pochissimi articoli italiani che parlano del nostro tajani.
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E’ uno scandalo infinito : il giornale degli industriali ha dedicato, tra i pochi italiani, 3 righe e mezza il giorno dopo l’hearing. Commissario all’industria, italiano, ignorato sostanzialmente anche dal giornale degli industriali...
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