Energia e clima : l’Ue guarda al futuro

Al via una consultazione pubblica per stabilire gli obiettivi post 2020

Affinché si possa mantenere questo slancio anche dopo il 2020, è necessario avviare sin da subito una fase di riflessione e consultazione pubblica. Secondo l’Ue, infatti, programmare il futuro “contribuirà a incoraggiare gli investimenti nelle nuove infrastrutture e a stimolare l’innovazione nel settore delle tecnologie a basse emissioni di CO2”.


Era il 2009 quando la Commissione europea, tramite l’adozione di un’apposita direttiva, invitava tutti gli Stati membri a dar vita a una stretta collaborazione che avesse come fine ultimo il raggiungimento, entro il 2020, di 3 ambiziosi obiettivi :

- ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli registrati negli anni 90 ;
- raggiungere una quota complessiva di energie rinnovabili pari al 20% nell’ambito del consumo globale di energia ;
- far registrare una riduzione - sempre del 20% - nel consumo di energia primaria.

Tuttavia, stando agli ultimi dati Eurostat, il raggiungimento di tali traguardi non appare così scontato. Sebbene infatti l’Unione Europea nella sua totalità sembri essere sulla strada giusta, lo stesso non può dirsi per i singoli Stati : 15 Paesi non hanno raggiunto gli obiettivi fissati per il 2010 nel settore dell’elettricità e ben 22 Stati membri su 27 hanno mancato l’obiettivo in quello dei trasporti. “Tra le fonti di energia rinnovabile, inoltre, quella che finora ha avuto più successo è stato il settore fotovoltaico, mentre l’eolico ha tradito di gran lunga le stime (…). Allo stesso tempo, non è nemmeno garantito che l’UE nel suo complesso possa continuare a mantenere il trend dimostrato fino ad oggi, poiché a guidare questa buona partenza sono stati i Paesi leader nel settore delle rinnovabili e servirebbero investimenti che attualmente non sono garantiti, complici la crisi economica e i tagli ai bilanci”.

Per tutte queste ragioni la Commissione europea ha deciso di adottare il “Libro verde sul quadro 2030 per le politiche climatiche ed energetiche” e di avviare una consultazione online che si concluderà il 2 luglio prossimo. Scopo della proposta è quello di migliorare la strategia attuale, tenendo conto di 3 variabili imprescindibili : il mix energetico dell’UE, la difficile situazione economica attuale e la disponibilità futura di nuove tecnologie. L’iniziativa, che rappresenta il primo passo verso l’istituzione di un quadro strategico unionale da qui al 2030, invita pertanto tutti i cittadini a esprimersi su :

- quale tipo, natura e livello dovrebbero essere gli obiettivi da fissare per il 2030 in materia di clima ed energia ;
- come si può ottenere coerenza tra i diversi strumenti politici ;
- in che modo il sistema energetico può contribuire alla competitività dell’UE ;
- come tenere conto delle diverse capacità degli Stati membri di agire. Tutti i pareri espressi andranno ad alimentare le proposte che la Commissione formulerà a fine anno, i cui obiettivi rimarranno inalterati : ridurre le emissioni di gas serra, garantire l’approvvigionamento energetico dell’UE e sostenere crescita, competitività e occupazione.

Ricordiamo, infine, che nell’ambito della strategia di riduzione delle emissioni di gas serra, la Commissione sta anche raccogliendo pareri su come favorire lo sviluppo di tecnologie per la cattura e lo stoccaggio di CO2.

Alcune dichiarazioni

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Günther Oettinger, Commissario europeo per l’Energia, ha dichiarato : “È necessario definire il più rapidamente possibile il quadro strategico per le nostre politiche in materia di clima ed energia da oggi al 2030, in modo da garantire investimenti adeguati per una crescita sostenibile, prezzi competitivi e accessibili per l’energia e una maggiore sicurezza energetica. Il nuovo quadro strategico deve tenere conto delle conseguenze della crisi economica ed essere anche sufficientemente ambizioso per realizzare l’obiettivo a lungo termine di ridurre le emissioni dell’80-95% entro il 2050”.

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Mentre Connie Hedegaard, Commissaria responsabile per l’Azione per il clima, ha aggiunto : “La dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili provenienti dai paesi terzi aumenta ogni giorno determinando fatture energetiche sempre più care per i cittadini europei. Tutto ciò non è affatto positivo. Non è positivo per il clima ma non lo è neanche per la nostra economia e la nostra competitività. Per queste ragioni abbiamo deciso che per il 2050 auspichiamo una società europea a basse emissioni di carbonio. Abbiamo stabilito degli obiettivi per il 2020, ma per la maggior parte degli investitori il 2020 è già alle porte. È arrivato il momento di stabilire gli obiettivi per il 2030. Prima lo facciamo, maggiore sicurezza offriamo alle nostre imprese e ai nostri investitori. Più ambiziosi saranno questi obiettivi, maggiori saranno i benefici per il clima”.


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Simone BUSCHI

Laureato in Scienze della comunicazione, curriculum politico-istituzionale, presso l’Università di Roma Tor vergata. Iscritto alla specialistica in Scienze dell’informazione, della comunicazione e dell’editoria presso lo stesso (...)

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