Lo scorso 23 novembre la commissaria europea alla cultura, l’istruzione, il multilinguismo e la gioventù, Androulla Vassiliou, ha presentato, a Bruxelles, i due nuovi strumenti di programmazione comunitaria per la mobilità e la cultura. Si tratta rispettivamente del programma « Erasmus for All » e « Europa Creativa ». In questo modo, la Commissione intende riunire sotto un’unica denominazione e, conseguentemente, sotto linee guida comuni, gestite da un’unica amministrazione, tutti i progetti che ancora in questo momento costituiscono piccoli satelliti di più ampi concetti. Ogni ulteriore decisione sulla proposta presentata dalla Commissione europea è adesso al vaglio del Consiglio dei 27 Stati membri e del Parlamento, cui spetta la decisione finale.
Il programma « Erasmus for All » raggrupperà tutti gli esistenti progetti internazionali legati all’istruzione, l’apprendimento, l’insegnamento, le politiche giovanili, tirocini, stages e, non da ultimo, lo sport. In particolare, Erasmus for All prenderà il posto dei sette principali piani esistenti che sono : Gioventù in azione, le organizzazioni legate al life long learning (quali Erasmus, Leonardo da Vinci, Comenius, Grundtvig), Erasmus Mundus, Alfa, Tempus, Edulink, e le linee di programma per le cooperazioni bilaterali tra paesi industrializzati. Secondo quanto dichiarato durante la conferenza stampa di Bruxelles della scorsa settimana, il rinnovamento dell’assetto tecnico delle due aree, mobilità professionale e creatività culturale, avverrà a partire dal 2014. Il programma Erasmus for All rientra nel più ampio progetto conosciuto come strategia « Europa 2020 », il quale prevede uno stanziamento di oltre 20 miliardi di euro per il settore della formazione culturale giovanile, nell’arco del periodo 2014-2020. Una cifra considerevole, soprattutto se paragonato all’attuale piano settennale di bilancio, rispetto al quale il nuovo stanziamento è superiore del 70% circa.
Rimanendo in tema di cifre, ecco alcuni dati che mostrano come, con il nuovo programma Erasmus for All, potrà avere accesso alle stesse opportunità internazionali un numero di ragazzi due volte superiore a quello di quanti attualmente possono godere dei benefici dei piani riservati ai giovani. 115.000 istituti di formazione, università, scuole superiori o istituti equiparati, e 4.000 tra imprese, aziende e agenzie, saranno a disposizione dei giovani nel loro percorso di crescita internazionale. Queste due realtà investiranno sui ragazzi grazie alla messa in opera, tra l’altro, di 700.000 tirocini e 330.000 master. Ciò permetterà a circa 22,2 milioni di studenti superiori di poter accedere a borse di studio per il completamento della loro formazione all’estero. Le stesse opportunità sono aperte a circa 135.000 studenti extraeuropei, che avranno la possibilità di spostarsi in Europa attraverso programmi di scambio interculturale. Anche 735.000 professionisti della formazione e dell’insegnamento troveranno all’interno del programma Erasmus for All piani espressamente dedicati al loro aggiornamento e perfezionamento professionale. Una particolare attenzione è rivolta anche al terzo settore, che grazie a 540.000 speciali borse per lo scambio e la cooperazione, potrà allargare il suo raggio di influenza in ogni aspetto sociale della vita, invogliando i giovani ad esserne parte attiva. Una novità riguarda le scholarship per i cosiddetti diplomi comuni. A 34.000 studenti sarà data la possibilità di ottenere questo speciale diploma dopo un percorso di studi superiore da compiersi, per tutta la loro durata, in almeno due diversi Paesi dell’Unione europea.
Così la commissaria Androulla Vassiliou ha voluto commentare la proposta della Commissione : « L’investimento nell’istruzione e nella formazione », ha dichiarato, « è infatti la cosa migliore che possiamo fare per il futuro dell’Europa. Un’esperienza di studio all’estero accresce le competenze delle persone, ne favorisce lo sviluppo personale, l’adattabilità e aumenta la loro occupabilità. Vogliamo fare in modo che un numero molto maggiore di persone tragga beneficio dal sostegno dell’UE a queste opportunità ».


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