Gli Euros : Può brevemente spiegarci le ragioni del suo voto favorevole ? Quali sono, secondo lei, i profili positivi della direttiva e quelli negativi o imperfetti (se ritiene ve ne siano) ?
E. Gardini : Innanzitutto ci tengo a ricordare che questa direttiva è migliorativa rispetto alla legislazione precedente che risale al 1986. Vengono infatti introdotte regole più rigorose e si stabilisce che i test sugli animali siano sostituiti da altri metodi, non appena questi siano disponibili. Il che significa che questa sperimentazione viene ridotta allo stretto necessario ed è destinata a diminuire sempre più. Per quanto riguarda poi i cosmetici, già nel 2013 scatterà il divieto alla commercializzazione di prodotti testati su animali.
D’altronde basta leggere quello che la norma riporta e che è consultabile sul sito del Parlamento Europeo, per rendersi conto che l’attenzione al benessere degli animali è una delle priorità che ha avuto il legislatore. Ma non possiamo non pensare a tutti quei malati che aspettano dalla scienza e dalla ricerca una soluzione alla loro malattia. Basta parlare con i ricercatori per capire che, purtroppo, oggi la ricerca sugli animali resta fondamentale. Simulazioni al computer e colture cellulari non bastano.
Naturalmente il testo è migliorabile. Ad esempio, io ho manifestato delle perplessità sull’art. 49 della direttiva dove scompare qualsiasi accenno ai comitati etici, che vengono invece sostituiti da più generici comitati nazionali per la protezione degli animali. Secondo gli addetti ai lavori questa indeterminatezza potrebbe sminuire il ruolo dei comitati etici già esistenti o in via di istituzione e non garantire la necessaria preparazione etica e scientifica, indispensabile quando si tratta di gestire materie così sensibili.
Gli Euros : A tal proposito, come vede il rapporto/priorità tra salute umana e salute animale ?
E. Gardini :In una risoluzione del Parlamento Europeo votata lo scorso 06 maggio sulla valutazione e la verifica del programma d’azione per il benessere degli animali 2006-2010 è stato messo in rilievo il nesso stretto fra salute degli animali e salute umana. Basti pensare a come un allevamento rispettoso del bestiame e standard di vita dignitosi rendono gli animali più sani e più felici, quindi meno bisognosi di antibiotici e altre medicine che mangiando verrebbero assorbiti dal nostro organismo. C’è poi da tenere a mente una cosa che il mio collega liberale svedese Marit Paulsen ha saputo dire così bene che mi limito a citare le sue parole : “ Dobbiamo evitare la ‘Disneyficazione’ degli animali. Nella mia fattoria avevo un maiale che adorava entrare in casa, stare seduto sul divano e guardare la televisione con noi…..Ma non gliene importava niente di chi vinceva una partita di calcio ! Ovviamente siamo ‘cugini’, e tutti gli animali hanno diritto a una vita dignitosa, ma c’è una differenza enorme fra….dignità umana e dignità suina !”.
Gli Euros : La legislazione italiana sulla vivisezione, in apparenza più restrittiva, verrebbe messa a rischio dalla direttiva ?
E. Gardini :No, perché le legislazioni nazionali, nel caso in cui siano maggiormente restrittive, non subiscono alcuna variazione. La direttiva europea stabilisce infatti gli standard minimi, quindi ben vengano le regole diverse se richiedono uno standard più alto. Pensiamo invece al caso di alcuni Stati Membri dove vige una legislazione meno stringente. Ora anche questi Stati si dovranno conformare alzando i loro standard per il benessere degli animali.
Gli Euros : Come risponderebbe alle ONG che hanno criticato la direttiva, sostenendo che sia stata scritta e fortemente voluta dalle potenti lobby del farmaco ?
E. Gardini :Molte ONG hanno collaborato attivamente alla realizzazione di tale direttiva. Vi é stato sempre un dialogo tra le associazioni di animalisti più rappresentative e le industrie farmaceutiche. Personalmente mi ha dato più fastidio l’atteggiamento di alcuni politici che hanno cavalcato queste critiche dando l’impressione di strumentalizzare senza scrupoli un tema così delicato per mettersi in evidenza e cercare facili consensi.
Gli Euros : Cosa pensa del trattamento molto critico che la direttiva ha ricevuto dai media italiani ? Perché le rarissime volte che parlano d´Europa per stigmatizzare le sue decisioni ? Questo non dimostra una volta che le istituzioni europee penano a comunicare con i cittadini ? Sembra che si parli di UE solo quando c´é qualcosa che non va...
E. Gardini :Purtroppo si parla poco di Europa. Si tratta di politica europea come se si trattasse di politica estera mentre, non mi stancherò mai di ripeterlo, le leggi decise a livello nazionale sono già da tempo al 75% recepimento di direttive e regolamenti europei e con il nuovo Trattato di Lisbona la percentuale salirà all’80%. Credo poi che ci sia difficoltà a interpretare un’Istituzione così complessa e il fatto che non se ne parli contribuisce ad allontanare il cittadino dall’Europa. Infine dobbiamo ricordare che a volte è stata proprio l’Europa a non mostrare il suo lato migliore presentandosi ai cittadini come un’istituzione che si limita a controllare la curvatura dei cetrioli.


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