Approvato il budget UE 2014-2020

La querelle sul budget a lungo termine dell’Unione Europea è arrivata finalmente al capolinea.

Il Parlamento Europeo, infatti, durante la sessione plenaria di novembre ha approvato il quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’UE per il periodo 2014-2020 con 537 voti a favore, 126 contrari e 19 astensioni.


Il budget dell’UE per i prossimi sette anni ammonta a circa 960 miliardi di euro, in calo del 3,4% (35 miliardi di tagli) rispetto a quello del periodo 2007-2013. Nel corso dei negoziati, il Parlamento ha proposto un aumento del budget del 5% rispetto al precedente, mentre gli Stati membri hanno deciso di ridurre il bilancio di ben 9 punti percentuali, per ‘giocare – accusano gli esponenti dei Greens- sulle paure dei cittadini, dicendo che l’UE gli costa troppo’.

Nell’Europa a 28 il budget comunitario rappresenta solo meno dell’un per cento- precisamente lo 0,95% – di tutti i redditi nazionali lordi degli Stati membri e, rispetto al precedente QFP, tale quota si è addirittura assottigliata dello 0,12%. A conti fatti, ad ogni cittadino europeo l’UE ‘costa’ il prezzo di un caffè al giorno per un totale di 244 euro all’anno.

In termini di ricchezza nazionale il bilancio dell’Unione può sembrare modesto –ha dichiarato il Presidente della Commissione Europea Josè Barroso - ma non dobbiamo dimenticare che un solo esercizio finanziario dell’UE smuove più fondi — a prezzi correnti — dell’intero piano Marshall !

Nonostante l’accordo politico sul budget pluriennale sia stato già raggiunto a giugno, il Parlamento Europeo, dopo aver rinviato il voto, è riuscito ad ottenere qualche condizione che rende il budget meno rigido, come auspicato anche da Janusz Lewandowski, commissario europeo per la programmazione finanziaria. In particolare, è stata introdotta la possibilità di spostare stanziamenti di pagamento e di impegni spesa fra gli anni e tra le diverse categorie di spesa, per spostare risorse dove è necessario.

L’altro risultato conseguito dall’eurocamera riguarda l’inserimento della clausola di revisione intermedia, secondo cui entro la fine del 2016 la Commissione sarà tenuta a presentare un riesame del funzionamento del QFP 2014-2020, tenendo conto della situazione economica e delle più recenti proiezioni macroeconomiche, al quale seguirà eventualmente una proposta legislativa. Il fine politico è quello di non vincolare i futuri inquilini di Berlaymont e Parlamento per l’intero mandato.

Tra gli accordi votati all’interno del package del QFP, i MEPs hanno approvato, tra l’altro, 120 misure di semplificazione per i finanziamenti comunitari, come l’introduzione di norme comuni a tutti i fondi strutturali, principi contabili più semplici e obblighi di rendicontazione più mirati grazie al ricorso al digitale (e-cohesion).

In definitiva, la torta del budget europeo 2014-2020 sarà così ripartita : 38,90% per Agricoltura e Sviluppo Rurale ; 33,90% per le politiche di Coesione e competitività ; 6,40% spese amministrative, 6,10% per gli Affari internazionali e 1,60% per Cittadinanza, libertà, sicurezza e giustizia.

Ci sono altri strumenti di bilancio finanziati attraverso risorse proprie dell’UE, i soli che possono far sforare i massimali di spesa, come la riserva per gli aiuti di urgenza (quasi 2 miliardi), il Fondo Europeo di adeguamento alla globalizzazione (tagliato del 70% rispetto al 2007-2013, oggi pari ad 1 miliardo), il Fondo di Solidarietà (3,5 miliardi, dimezzato rispetto alla precedente programmazione) e il Fondo di flessibilità al quale sono destinati 2 miliardi, più del doppio rispetto al precedente QFP.

Grazie all’approvazione del Parlamento - ha dichiarato Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo e candidato alla guida della Commissione dal 2014 – i fondi UE saranno disponibili già dal 1° gennaio 2014.” E con un ché di rammarico, scrive sul suo blog per Huffington Post che “il Parlamento Europeo avrebbe preferito un budget pluriennale molto più ambizioso, mirato verso le principali sfide dell’Unione”.


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