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Gran Bretagna : riuscirà la Sterlina a salvare l’economia inglese ?

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…oppure il Regno Unito dovrebbe adottare l’euro per uscire dalla crisi ?

La Gran Bretagna ha offerto una politica creditizia generosa per cui venivano dati in prestito troppi soldi ai beneficiari, soprattutto all’industria manifatturiera e alle società immobiliari, partendo dal presupposto che i prezzi sarebbero continuati a salire. Questa politica di erogazione dei prestiti ha avuto successo, almeno nell’immediato, grazie a rapporti di fiducia basati su indicatori quali crescita economica, prezzi stabili soprattutto nel settore immobiliare. Ciononostante, a lungo andare questi indicatori economici non si sono rivelati così saldi come si era creduto. Di conseguenza questa mancanza di fiducia si è riversata anche nel settore monetario dove la Sterlina ha notevolmente perso di valore.


Perché la Sterlina è così debole al momento ?

Svalutazione è la parola che si nasconde dietro la debolezza della Sterlina, svalutazione sulla quale, tuttavia, la Bank of England (Banca d’Inghilterra) si è trovata d’accordo per migliorare la situazione in Gran Bretagna, con l’intento sia di correggere un’anomalia e di rendere l’economia britannica più competitiva sia di incentivare il settore delle esportazioni. Ma il rapido indebolimento della Sterlina ha portato nuovi problemi. Ad esempio, un continuo deprezzamento della moneta stimolerà l’inflazione, almeno temporanea, favorita dal costo di beni di consumo e servizi di importazione, dal costo di materie prime anch’esse importate e da input intermedi che, a loro volta, porteranno ad un aumento della disoccupazione.

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L’Eurozona

Ad oggi 16 paesi hanno adottato l’euro come valuta nazionale. Solo il Regno Unito e la Danimarca hanno negoziato un opt-out formale dalla moneta unica. Tutti gli altri paesi, non appena rispetteranno i criteri previsti, dovranno entrare nell’euro.

Di recente il Primo Ministro Gordon Brown si è espresso contro qualsiasi progetto politico volto a gestire il tasso di cambio della Sterlina. Ha inoltre reso noto che gli ultimi tentativi in tema sono falliti e che la Bank of England si stava occupando al momento dell’inflazione : “Questo è il miglior modo per stimolare una ripresa economica e metterei in guardia lui [David Cameron, leader dei conservatori] e il suo partito di fronte a qualsiasi politica che abbia come obiettivo la Sterlina".

Gordon Brown ha chiesto l’appoggio del governo per un maggior supporto a favore della moneta nazionale. Infatti la Sterlina ha perso il 20% nei confronti dell’Euro e ha raggiunto il valore più basso nei confronti del dollaro degli ultimi 20 anni. Ma i policy-maker continuano ad esser dell’opinione che una caduta della Sterlina abbia un impatto positivo sull’economia.

Come potrebbe reagire il governo britannico per combattere l’indebolimento della Sterlina ?

Il governo britannico potrebbe affrontare l’indebolimento della Sterlina in due modi diversi. In primo luogo dovrebbe ridurre l’esposizione del paese al settore bancario privato tramite un apporto di capitale.

Ciononostante, iniettando capitale nel settore bancario lo Stato avrà comunque una posizione di intervento nei confronti delle banche, ovvero una sorta di nazionalizzazione. Questo è ciò che è accaduto a Northern Rock e a Bradford and Bingley. Successivamente il governo britannico ha garantito una nuova emissione del debito a medio termine da parte delle banche del Regno Unito garantendo così tutti i depositi, commercio al dettaglio e all’ingrosso.

Tuttavia il problema principale riguardo alla nazionalizzazione di una banca si verifica quando una banca dichiara fallimento, in quanto lo Stato deve rimborsare tutti i debiti contratti dalla banca stessa. Se lo Stato non restituisce il capitale dovuto ai creditori, l’inadempienza dello Stato diventa un’adempienza sovrana.

In secondo luogo, il governo britannico dovrebbe ridurre la minacciosa situazione in cui si trova il tasso di cambio (a) rendendo noto che la Gran Bretagna si sta impegnando a diventare membro dell’EMU (l’Unione Economica e Monetaria) il prima possibile e (b) “adottando una parità fissa nei confronti dell’Euro” (Buiter, 2008). L’accesso alle risorse della moneta unica sarebbe davvero di grande aiuto per l’economia britannica. Ma per entrare a far parte della zona Euro, la Gran Bretagna deve rispettare i cosiddetti cinque criteri di convergenza. Tuttavia, l’economia britannica odierna non rientra nel criterio concernente il debito pubblico (debito pubblico lordo inferiore al 60% del prodotto interno lordo annuo). Inoltre, non è conforme neanche al criterio di Maastricht concernente il disavanzo (disavanzo delle amministrazioni pubbliche inferiore al 3% del prodotto interno lordo). Malgrado tutto, il criterio relativo all’inflazione verrà probabilmente rispettato, poiché sia l’inflazione della Gran Bretagna che dell’Europa sembrano andare di pari passo.

Ma cosa significa esattamente “crisi finanziaria” ? Nel senso generale del termine, si verifica quando la domanda non corrisponde alle esigenze del mercato. Secondo Willem Buiter una “crisi finanziaria è una situazione in cui il rapporto tra probabili beneficiari e probabili venditori di titoli improvvisamente rimpiazza l’equilibrio di mercato attraverso una variazione dei tassi d’interesse o del prezzo di mercato dei titoli”.

I cinque criteri economici per l’adozione dell’Euro

I cinque criteri economici sono stati stabiliti dal governo britannico al fine di verificare che il paese sia pronto ad entrare nella zona Euro e nell’Unione Economica e Monetaria dell’UE per poter adottare l’Euro come propria valuta ufficiale. I cinque criteri sono i seguenti :

1. I cicli congiunturali e le strutture economiche sono compatibili in modo tale da favorire la cooperazione tra il paese e gli altri adottando tassi di interessi a tempo indeterminato ?

2. Se dovessero insorgere dei problemi, si avrà sufficiente flessibilità per risolverli ?

3. L’adesione all’EMU creerà condizioni favorevoli per le aziende che vorranno investire in Gran Bretagna sul lungo termine ?

4. Che impatto avrà l’ingresso nell’EMU sulla posizione competitiva occupata dai servizi finanziari della Gran Bretagna ?

5. In breve, l’ingresso nell’EMU stimolerà un maggior sviluppo, stabilità e una continua crescita del tasso occupazionale ?

Definizione : Accordi Europei di cambio (AEC o ERM)

Processo per cui gli stati membri di una comunità economica (come l’unione Europea) si impegnano a mantenere una parità di cambio tra le rispettive valute nazionali, le quali possono fluttuare entro un certo limite stabilito. Se il tasso di cambio tra due qualsiasi valute dovesse raggiungere tale limite, le banche centrali di entrambi i paesi interverranno per riportare i valori all’interno dei livelli prestabiliti.

Inoltre una crisi della Sterlina non necessita un regime di cambio fisso o stabilito appositamente. Può verificarsi anche in caso di fluttuazione come succede al giorno d’oggi, quando il suo valore esterno è determinato dal mercato.

La Gran Bretagna dovrebbe adottare l’Euro ?

La Gran Bretagna è sempre stata molto indipendente rispetto al resto dell’Unione Europea. La Sterlina rappresenta parte integrante di questa identità britannica ed è per questo motivo che il paese sembra esser piuttosto riluttante all’idea di adottare l’euro e di abbandonare la moneta nazionale. Negli anni passati la Sterlina è quasi sempre stata molto forte. Tuttavia, ha perso notevolmente di valore dall’inizio della crisi finanziaria, ciò che ha portato il governo Britannico a considerare l’Euro. Ciononostante, il paese deve affrontare difficoltà maggiori quali l’opinione pubblica e i criteri stabiliti dal Trattato di Maastricht.

Anche se alcuni bookmaker alla fine del 2008 presagivano l’entrata della Gran Bretagna nella zona Euro, è una decisione difficile da credere nel prossimo futuro. Da un lato, gli euroscettici vedono la moneta unica come un trampolino verso un’Unione Europea consolidata, un concetto che hanno sempre strenuamente rigettato. Inoltre la Gran Bretagna gode di una posizione particolare grazie ai suoi rapporti transatlantici e si è sempre proclamata indipendente dal resto dell’UE. Dall’altro lato, Gordon Brown ha sempre rifiutato l’idea di entrare nella zona Euro : “la decisione di non farne parte è giusta sia per la Gran Bretagna che per l’Europa". In aggiunta il governo di Tony Blair aveva sottolineato che per entrare a far parte della zona Euro è assolutamente necessario rispondere ai “cinque criteri economici”, individuati dallo stesso governo britannico. Malgrado tutto solamente uno è stato rispettato. Analogamente, il governo ha promesso di effettuare un referendum relativo all’adesione della zona Euro una volta soddisfatti i cinque criteri. In ogni caso è assolutamente necessario che la Gran Bretagna rispetti questi criteri (sopradescritti) messi in evidenza dal Trattato di Maastricht e fondamentali per l’ingresso.

Poiché la Gran Bretagna non rientra ancora nei criteri dell’EMU, il paese stabilirà probabilmente un valore fisso nel rapporto tra Sterlina e Euro oppure una parità centrale con un margine di fluttuazione minimo con una percentuale non maggiore dell’1% per entrambi. Il Consiglio Europeo potrebbe infine non considerare i criteri di Maastricht, tenuto conto della situazione particolare in cui si trova la Gran Bretagna. Un valore monetario fissato tra Sterlina e Euro potrebbe aver senso solo se stabilito in totale accordo tra la Banca Centrale Europea e ciascun membro della zona Euro. La Sterlina subirebbe probabilmente un piccolo deprezzamento rispetto al valore attuale per evitare che la Gran Bretagna tragga beneficio da un vantaggio concorrenziale.

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Il tasso di cambio tra euro e sterlina.

Siamo ormai alla parità

La crisi della Sterlina potrebbe esser risolta in parte se il governo britannico riducesse l’esposizione delle proprie banche presentando una nuova linea politica e una nuova legislazione. Ciononostante, un processo di privatizzazione potrebbe apportare un alto rischio di crisi debitoria e di crisi della sterlina. In aggiunta, fissare il rapporto tra Sterlina e Euro non sarebbe solo un accenno all’ingresso formale della Gran Bretagna nella zona Euro, ma anche un segno della stabilizzazione della situazione finanziaria e macroeconomica del paese. Entrambi le decisioni risolverebbero l’insolvenza dominante e i rischi inerenti il tasso di cambio affrontati al momento dall’economia britannica.

I cinque criteri di convergenza (secondo la Commissione Europea)

Cosa viene considerato Stabilità dei prezzi, finanze pubbliche stabili, finanze pubbliche sostenibili, stabilità della convergenza, stabilità del tasso di scambio.

Come vengono misurati

Tasso d’inflazione dei prezzi al consumo : non maggior dell’1,5% rispetto al tasso dei tre Stati Membri di minore inflazione.

Disavanzo pubblico in percentuale rispetto al PIL. Valore di riferimento : non oltre il 3%

Debito pubblico. Valore di riferimento : non oltre il 60%

Tasso di interesse sul lungo termine : non maggiore del 2% rispetto al tasso dei tre paesi con la migliore stabilità di prezzi

Scarto dal tasso centrale : partecipazione all’ERM II (Accordi Europei di Cambio) per almeno due anni senza presentare casi di alta tensione.


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Marion Laboure

Diplômée en Gestion & Economie de l’Université Paris Dauphine et de la Wirtschaftsuniversität Wien en Autriche, Marion termine son master cette année à la London School of Economics and Political Science. Ses thèmes de prédilection sont les (...)

traducteur

Sonia CAFARELLA (traduttrice)

Sonia si è laureata nel 2007 presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori di Forlì, Università di Bologna (lingue : tedesco, inglese, francese e giapponese). Al momento sta frequentando il secondo anno della (...)

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