Le ultime settimane ed il clima generale
Luglio si è dimostrato essere un mese caldo per i greci : la tensione politica ed economica vibra tutt’ora tra le vie importanti della capitale, nella quale si sono svolti incontri decisivi per trovare una soluzione comune in nome di una ricrescita e rinascita del Paese. È passato un mese dal giuramento del nuovo governo, un mese intenso di dichiarazioni, ma anche di incertezze tra i politici greci e l’Unione Europea, che solo nell’ultima settimana sembrano aver trovato una posizione comune. Infatti, per molti giorni le indecisioni sui tagli e sulle riforme da parte della Grecia avevano irrigidito ulteriormente le condizioni poste dalla troika. Inoltre, la difficile situazione economica della Spagna, costretta a chiedere un aiuto all’Unione Europea, le costanti e laceranti speculazioni che hanno distrutto il mercato spagnolo ed italiano negli ultimi giorni, hanno provocato una preoccupazione ulteriore sul destino della Grecia.
La scorsa settimana il Fondo Monetario Internazionale, secondo quanto ha dichiarato la testata giornalistica tedesca Spiegel, non sarebbe più disponibile ad aiutare economicamente la Grecia nel caso avesse bisogno di ulteriori finanziamenti. Dichiarazione che non è stata del tutto smentita dai rappresentati del FMI, i quali hanno sottolineato l’impegno e il rigore che il Paese ellenico deve dimostrare nel seguire le condizioni stabilite nel memorandum. Lunedì scorso, inoltre, l’agenzia di rating Moody’s ha allarmato la Germania, i Paesi Bassi e il Lussemburgo di un possibile declassamento alla fine del terzo trimestre. Una Germania avvisata, soprattutto per quanto riguarda l’aggravarsi della situazione economica di Grecia, Spagna e Italia, e dall’eventuale contagio che le banche tedesche potrebbero subire direttamente nel caso del fallimento di uno dei Paesi del Sud Europa.
La settimana decisiva
In questo clima di tensione, il nuovo governo greco sta cercando con ogni mezzo di provare a recuperare una credibilità del Paese, visto da alcuni stati dell’Europa e non solo, come una nazione ormai in balia di se stesso.

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E’ un’estate calda per la Grecia. Foto : Marta Albertini https://wordsandcoffee.wordpress.com/
Antonis Samaras negli ultimi giorni ha pronunciato ai greci una diminuzione della disoccupazione in quattro anni e un rilancio economico necessario per far ripartire lo Stato e per far evitare un’uscita dall’Eurozona. Lo stato greco deve attuare un taglio di 11,5 miliardi di euro per il periodo 2013-2014 : nella scorsa settimana i tre partiti della coalizione al governo hanno dichiarato che i tagli non avverranno attraverso licenziamenti pubblici, né attraverso pensioni e stipendi. Inoltre, hanno dichiarato che ci sarà una ricapitalizzazione della Banca dell’Agricoltura e l’abbassamento dell’IVA sugli alimentari. Lo stato non ha ancora stabilito tutte le misure per il recupero del denaro, per questo motivo sono ancora in atto riunioni con i membri della troika, la quale lascerà la Grecia probabilmente alla fine della prossima settimana per ritornare a portare a termine gli impegni di riduzione del deficit nei primi giorni di Settembre. Nel frattempo, sono stati attuati tagli nella spesa pubblica ed una regolamentazione del controllo finanziario : la riduzione degli stipendi dei politici e una probabile diminuzione dei membri del gabinetto porterebbero nelle casse 27 milioni di euro all’anno.
Ieri, il presidente della Commisione Europea José Manuel Barroso ha fatto visita ad Atene e ha incontrato il presidente del Governo Samaras. Barroso ha dichiarato che i greci devono sostenere questi sacrifici al fine di restare nella moneta unica, la quale rimane la sola opportunità per far rinascere il Paese. Inoltre, ha sottolineato l’esigenza da parte dello stato ellenico di dimostrare con i fatti l’impegno nell’attuare riforme necessarie per ottenere i risultati, aggiungendo che “La Grecia è parte della famiglia europea e dell’eurozona, e così resterà”. Samaras ha dichiarato che sono determinati a procedere con le privatizzazioni, le riforme strutturali e le misure per ridurre l’alta evasione fiscale. Durante l’incontro si è inoltre discusso dei fondi 2014-2020 che serviranno per attuare nuovi progetti di sviluppo necessari per accrescere la competitività in Grecia.
In questi giorni, si stanno susseguendo riunioni tra i membri del governo di coalizione e la troika che porteranno alla valutazione del pacchetto di 11,5 miliardi di euro e lo stato di attuazione del memorandum. Secondo Reuters, le autorità di regolamentazione europee avrebbero concesso gli aiuti statali per 18 miliardi di euro alle quattro più grandi banche greche per un periodo di 6 mesi, in modo da permettere allo stato greco di attuare il passaggio da una ricapitalizzazione ponte ad una definitiva.
C’è ancora tempo ?
La Grecia ora deve dimostrare che non sono le dichiarazioni o gli accordi a far rinascere un Paese, ma che i risultati arriveranno presto e che non esiterà ulteriormente a svolgere le riforme necessarie. Le esitazioni che gli altri stati dimostrano nei confronti della Grecia non dovrebbero far cadere le speranze della società ma dovrebbero spronare tutti i cittadini, e governo in primo luogo, a dimostrare al mondo che il Paese ha ancora la forza ed il coraggio di reagire, nonostante tutto. Le belle parole uscite dagli incontri di queste ultime settimane non devono volare via con il vento estivo, ma devono diventare fatti e risultati già nel primo autunno per cercare di dimostrare che bisogna dare alla Grecia ancora una possibilità per riprendersi. Lo deve l’Europa, ed essa stessa dovrebbe impedire quel continuo euroscetticismo che annienta velocemente la fiducia al Paese. Non servono conferme di appoggio e aiuti, non servono dichiarazioni di impegno e responsabilità, adesso servono fatti che dimostrino quanto la Grecia stia facendo ; servono azioni da parte dell’Unione Europea che siano davvero efficaci nel proteggere e salvare non solo la Grecia, ma tutti i Paesi dell’Eurozona che in questo momento storico soffrono. C’è ancora tempo ? Senza tutte queste esitazioni e paure, sì.


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