Sembra difficile poter già dire cosa succederà e chi vincerà le prossime elezioni : i sondaggi cambiano di giorno in giorno a seconda delle ultime parole ed azioni delle figure politiche. Mentre l’Europa continua a commentare l’aggressione del portavoce di Alba Dorata contro una deputata del partito di Syriza (Partito di Sinistra Radicale), avvenuta la scorsa settimana durante un programma televisivo, lunedì Evangelos Venizelos ha incontrato a Roma il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti.

- Grece is waiting
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Marta Albertini https://wordsandcoffee.wordpress.com/
Durante la visita il segretario del partito socialista ha discusso delle varie e molteplici complicazioni politiche, ma soprattutto economiche, che il Paese ellenico si ritrova ad affrontare a quasi cinque anni dall’inizio della crisi.
Cosa promettono i partiti politici greci che nelle ultime elezioni non hanno saputo trovare un accordo per formare una coalizione e salvare insieme il loro Paese ? Ma soprattutto, sapranno mantenere le promesse che ogni giorno divulgano e diffondono attraverso i media ai cittadini ?
Syriza
Il lungo programma elettorale di Syriza per certi aspetti sembra essere ambizioso, per altri sembra davvero essere l’unico programma riformista.
Lunghe pagine del sito internet del partito ripercorrono tutte le idee e i progetti politici che Syriza, se vincerà le elezioni, ha intenzione di attuare. Dalla famosa cancellazione del memorandum con Bruxelles con conseguente arresto immediato della riduzione dei salari, tagliati proprio dal contratto stesso, alla lotta contro i politici corrotti. Dalla tassazione dei redditi alti, al cambiamento della legge elettorale per farla diventare effettivamente proporzionale. Un programma dettagliato, ma che dovrà affrontare la risposta dell’Europa nel caso di una vittoria : Bruxelles ha confermato che la cancellazione del contratto comporterà il blocco degli aiuti finanziari da parte dell’Unione Europea alla Grecia.
Nea Dimokratia e PASOK
Nea Dimokratia e PASOK, rispettivamente moderati di destra e partito socialista, invece, rimangono convinti che il memorandum, e quindi la linea dell’austerity, seppur con una revisione dei termini del contratto, sia l’unica soluzione possibile per far restare il Paese all’interno dell’Eurozona e portarlo al più presto fuori dalla crisi.
Entrambi assicurano che non ci saranno ulteriori tagli orizzontali per stipendi e pensioni, e sono d’accordo che dopo la ricapitalizzazione delle banche, il denaro verrà immesso nel mercato attraverso diversi canali. Le modalità di immissione del denaro nel mercato restano però differenti. PASOK intende creare le condizioni favorevoli allo sviluppo attraverso il sistema bancario, le piccole medie imprese e lo stato stesso. Nea Dimokratia, invece, predilige il canale unico, ovvero le piccole medie imprese, che andranno a generare il 70% di nuovi posti di lavoro.
Inoltre, il leader del partito di Nea Dimokratia, Antonis Samaras, ha proposto una grande coalizione con il partito socialista PASOK, storicamente nemico, per riuscire a governare pienamente al domani delle elezioni, in caso di una vittoria da parte di uno o dell’altro fronte.
Alba Dorata
Cosa promette, invece, Alba Dorata ? La cancellazione del debito e una rinegoziazione dei prestiti, con l’immediata cessazione del memorandum, l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti e l’applicazione delle leggi di rimpatrio di tutti gli immigrati clandestini. Inoltre, vorrebbero la nazionalizzazione delle banche che hanno ricevuto assistenza capitale dallo Stato e una maggiore garanzia nei confini della Grecia, con distribuzione di mine anti-uomo.
Dopo aver conquistato 440mila voti nelle ultime elezioni, i sondaggi ritengono che i voti ad Alba Dorata diminuiranno, anche a causa dell’aggressione in tv e delle violente proteste dei sostenitori del partito avvenute a fine Maggio a Patrasso. Tuttavia, si prevede che il partito manterrà un punteggio intorno al 4%, permettendogli quindi l’entrata nel parlamento ellenico.
I conti pubblici
Non meno importante, il 20 giugno le casse greche si ritroveranno senza un centesimo, in quanto gli ultimi settecento milioni di euro disponibili verranno utilizzati il 18 giugno per pagare stipendi statali e pensioni : come in Cenerentola, senza il secondo aiuto finanziario europeo di fine di giugno, allo scoccare della mezzanotte la carrozza della Grecia potrebbe diventare una semplice zucca priva di ogni valore. Chiunque andrà al potere dovrà risolvere questo enigma finanziario in brevissimo tempo, senza dover compromettere le promesse fatte ai cittadini fino al giorno precedente.
Cosa succede in Europa ?
Lo scorso 6 Giugno a Bruxelles, di fronte alla Rappresentanza Permanente della Grecia presso l’UE molti leader europei hanno partecipato alla manifestazione “European Citizens For The Greek Vote”, sostenuta fortemente dallo stesso presidente dell’Unione Europea J.M. Barroso, il quale ha confermato l’importanza cruciale delle prossime elezioni in Grecia, sottolineato quanto la democrazia sia un “pilastro fondamentale della nostra cultura politica”. Gli europarlamentari che hanno partecipato alla manifestazione hanno voluto condannare l’astensionismo e l’euroscetticismo che, come armi, potrebbero distruggere tutto ciò che negli anni gli stati dell’Unione Europea hanno contribuito a costruire. La manifestazione, lanciata da un gruppo di giovani cittadini europei residenti a Bruxelles, contribuisce in maniera neutrale e volontaria alla creazione di un orientamento positivo e costruttivo per affrontare le difficoltà che l’Europa sta vivendo.
Protesta, paura o speranza ?
Quello che tutti si chiedono è se il voto di domenica prossima sarà ancora un voto di protesta o se il popolo si sia reso conto che dovrà essere lui stesso ha dettare una grande maggioranza di voti per un solo partito, visti i risvolti passati ed i tentativi fallimentari da parte dei politici di creare un governo di coalizione. Inoltre, cosa vorrà manifestare questa volta la decisione dei cittadini greci ? Sarà davvero un referendum indiretto che deciderà se uscire o meno dall’Eurozona ?
Troppe domande, forse, che ancora oggi non possono trovare una risposta sicura. Nemmeno i greci stessi sembrano essere certi di quello che avverrà. Da un lato, i mezzi di comunicazione sottolineano ogni giorno le conseguenze che l’uscita dall’euro creerebbe all’economia. Dall’altro la sfiducia che ancora oggi i cittadini riversano nelle figure politiche del passato, sembra quasi esprimere il desiderio di cambiare pagina a tutti costi e con tutti gli effetti disastrosi che questo potrebbe comportare.
Così, mentre l’Europa attende i risultati delle prossime elezioni per capire come muoversi e come comportarsi, la Grecia sta per bere il suo Phàrmakon, senza sapere se sarà una medicina che potrà portarla alla guarigione oppure un veleno che la lascerà tramortita al suolo in un istante.


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