“Health at a Glance 2012” : la spesa sanitaria pubblica è in caduta libera

Un tasso di spesa così basso non si aveva da anni e il trend negativo interessa tutti i Paesi comunitari

Dal lavoro congiunto di Commissione europea e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico è emerso che anche la spesa pubblica per la sanità in Europa è stata contagiata dalla crisi ed è scesa sotto lo zero, invertendo la tendenza positiva che si era verificata tra gli anni 2000-2009. Dati incoraggianti arrivano invece dall’aspettativa di vita alla nascita e dalla mortalità prematura. L’altro allarme è ora il crescente tasso di obesità.


Il 16 novembre scorso, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e la Commissione europea hanno pubblicato il Report “Health at a Glance : Europe 2012”, presentando al mondo e agli Stati comunitari la situazione complessiva della sanità in Europa e delle condizioni di vita e di salute del cittadino europeo. Il documento affronta diverse tematiche e gli argomenti spaziano dalla spesa pubblica per la salute fino ad arrivare agli stili di vita, dalla speranza di vita alla nascita fino alla mortalità infantile, dalle condizioni del Sistema sanitario di ogni Nazione alle qualità delle cure, il tutto per fornire un’indicazione chiara e precisa della situazione. Il Report prende in considerazione, oltre ai 27 Paesi dell’UE, anche altri tre facenti parte dell’EFTA (European Free Trade Association) e altri cinque candidati ad entrare presto nell’Unione europea, riportandone i dati relativi alle diverse aree di interesse redatte nel documento. Il rapporto analizza le variazioni nel tempo e le tendenze verificatesi nei Paesi in esame in riferimento a cinque tematiche di rilievo :

- spesa sanitaria e fonti di finanziamento ;
- condizione sanitaria della popolazione ;
- grado di qualità dell’assistenza a malattie croniche ;
- attività e risorse dei sistemi per l’assistenza sanitaria ;
- fattori di rischio per la salute.

Il lavoro arriva in un momento particolare dell’economia europea e sia Paola Testori Coggi, capo della Direzione Generale per la salute e la politica dei consumatori della Commissione europea, sia Yves Leterme, vice-segretario generale dell’OCSE, concordano nell’affermare che “la crisi economica sta aumentando la povertà, la disoccupazione e lo stress della popolazione, e tutti questi fattori sono collegati a un peggioramento della salute pubblica, a maggior ragione in un periodo in cui i budget sia pubblici che privati si riducono”.

La crisi si fa sentire

Dal voluminoso documento è emerso che nel 2010 la spesa sanitaria europea per persona è vistosamente crollata andando a toccare il segno meno. Il tasso di crescita registrato nell’intervallo tra gli anni 2000-2009 si è arrestato ed è passato da +4,6% a -0,6%. Il dato negativo ha messo in evidenza il problema economico degli ultimi anni : era dal lontano 1975 che il valore non scendeva sotto lo zero. A guidare il trend negativo sono state soprattutto l’Irlanda, che è passata da +6,5% nel periodo 2000-2009 a -7,9% nel 2010, l’Estonia, da +7,2% a -7,3% e la Grecia, passata da + 5,7% a -6,7%. Per quanto riguarda l’Italia, il nostro Paese si è inserito invece tra le Nazioni il cui trend è rimasto positivo e nelle quali il fenomeno ha assunto contorni più limitati. Pur scendendo di 0,3 punti percentuali e fermandosi sulla soglia del +1%, il tasso è comunque riuscito ad evitare il segno meno. Causa di questo risultato è stato il precedente livello di crescita medio che l’Italia aveva fatto registrare tra il 2000 e il 2009, 1,3%, il più basso dell’intera Europa.

A spendere di più in termini assoluti di spesa sanitaria pro capite sono stati l’Olanda (3.890 euro, 12% del proprio PIL), il Lussemburgo (3.607) e la Danimarca (3.439) seguiti a breve distanza da Austria, Francia e Germania con poco più di tremila euro a persona (circa 11,6% del loro prodotto interno lordo). La media europea si è attestata al 9%, lievemente in calo rispetto al 9,2% del 2009 e Romania e Bulgaria sono stati i Paesi con la spesa più bassa, circa 700 euro. Nonostante le spese sempre più contenute nei confronti dei finanziamenti alla spesa sanitaria, dal Report delle due istituzioni è emerso che si è arrivati a risultati accettabili in relazione al benessere della popolazione delle Nazioni analizzate. Infatti l’aspettativa di vita alla nascita è aumentata rispetto agli anni precedenti raggiungendo i 79 anni, sei anni in più rispetto ai dati del 1980. Ovviamente le situazioni sono diverse da Paese a Paese e l’Italia si trova ad occupare il secondo posto, subito dietro la Svizzera, avendo una speranza di vita media alla nascita che sfiora gli 82 anni (79,3 per gli uomini e 84,6 per le donne).

Dati incoraggianti arrivano anche dai risultati delle mortalità prematura (ovvero il decesso prima dei settant’anni) che è diminuita drasticamente, mettendo in evidenza come i cittadini europei passino buona parte della propria vita in ottima salute. Il merito va alle migliori condizioni di vita e di lavoro, alla possibilità di maggior accesso alle cure mediche ed anche alle abitudini e ai comportamenti più salutari adottati dai cittadini dell’UE. Dunque il rapporto vuole evidenziare che, nonostante la crisi, le condizioni dello stato di salute non hanno subito alcuna conseguenza negativa e non sono peggiorate. La crisi ha comunque comportato la riduzione della spesa sanitaria pubblica e ciò è avvenuto tramite una serie di misure che hanno interessato diversi settori. Si è andati infatti ad agire :

- sui bilanci ospedalieri ;
- sugli stipendi degli impiegati che sono stati ridotti ;
- sui ticket, che sono stati aumentati e che le famiglie devono sostenere per ottenere specifici medicinali o per accedere a determinati servizi e prestazioni ;
- sulle spese di prevenzione, sono stati ridotti i finanziamenti ai programmi destinati alla prevenzione e alla ricerca ;
- si è cercato di rendere più efficienti le strutture attraverso la fusione di ambulatori ed ospedali ;
- si è deciso di mettere da parte, almeno momentaneamente, diverse campagne di sanità pubblica riguardanti settori chiave come la lotta al consumo di alcool, la battaglia contro il fumo, le campagne di informazione per la diffusione dell’attività fisica e sportiva e per una corretta alimentazione.

Europei obesi ?

I dati preoccupanti non riguardano però solamente la parte strettamente finanziaria ma anche la salute. Infatti dal lavoro congiunto OCSE-UE, oltre ai rilevamenti positivi su mortalità e stato di salute, è emerso anche un allarmante scenario : oltre la metà degli adulti europei è in sovrappeso e il 16,6% è addirittura obeso.

Rispetto agli inizi degli anni ’90, i valori sono raddoppiati in quasi tutti i Paesi e la percentuale di obesi varia da un minimo di 8% in Svizzera e Romania fino ad un preoccupante 25% in Gran Bretagna e Ungheria. Per quanto riguarda l’Italia, il nostro Paese è vicino alla soglia più bassa e la percentuale di persone in sovrappeso si attesta intorno al 10,3% dell’intera popolazione. Per porre un freno a questo fenomeno negativo, alcuni Stati come Francia, Finlandia e Ungheria hanno deciso di introdurre nuove tasse su bevande zuccherate e cibi grassi ma le polemiche non sono mancate e questo metodo è stato ritenuto non adatto a modificare le abitudini alimentari dei cittadini. Comunque dal rapporto è risultato evidente come il problema del sovrappeso e dell’obesità, e le patologie ad essi collegate, siano una realtà in forte espansione e c’è la necessità di un intervento immediato per invertire la tendenza. Infatti, come spiegano gli esperti, “insieme al fumo, l’obesità è uno dei principali fattori di rischio per malattie cardiache e ictus, che rappresentano più di un terzo (36%) di tutte le cause di morte in Europa nel 2010”.

Le preoccupazioni che affiorano dal documento riguardano dunque l’intero settore della Sanità in Europa, con una particolare attenzione alla spesa pubblica. Sia l’OCSE che la Commissione europea vivono con apprensione lo sviluppo degli scenari futuri, convinti che minori investimenti per la salute andranno ad intaccare la qualità delle cure nel lungo periodo. Sarà quindi utile monitorare e tenere sotto controllo l’impatto che la crisi, e le misure ad essa collegate, avranno nel breve e nel lungo periodo nei confronti degli obiettivi dei sistemi sanitari dei diversi Stati europei.


reagir   Imprimer   envoyer par mail   Auteurs
Espace réactions ()

Commissione europea
Secondo Viviane Reding: “La proposta della Commissione farà in modo che nella procedura di selezione degli amministratori senza incarichi esecutivi (...)

Auteurs

Claudio PIETROTTI

Iscritto al corso di laurea in Scienze della Comunicazione presso l’università di Roma Tor Vergata.
  I più letti I più commentati
Da un mese | Da sempre
Ci twittano
Facebook
A un anno dall’istituzione dell’European Cybercrime Centre, ritieni che la criminalità informatica in Europa venga combattuta con strumenti adeguati?

I blog georgafici e tematici del gruppo Euros du Village
FSE: €2,9mld per l'occupazione in Francia
di Vanessa Piacenti
19 novembre 2014

Parte il prossimo 30 novembre una serie di dibattiti aperti tra la Commissione europea e i cittadini sui temi dell’occupazione, della protezione dei cittadini e della sostenibilità. L’obiettivo è quello di rispondere insieme alla domanda: “Che Europa vogliamo nel futuro?”. Tutti possono interagire con i dibattiti su Twitter, utilizzando l’hashtag #dialogocittadini.

Dibattito sul futuro dell’Europa

Politica
Economia
Società e media
Sviluppo sostenibile
Affari interni
Affari esteri
Istituzioni e Bruxelles
Italia
UE 28
L’altra Europa
Mondo
© Groupe Euros du Village 2010 | Note legali | Sito realizzato con SPIP | Relizzazione tecnica e design : Media Animation & Euros du Village France