Petr Drulak
Peter Drulak è attualmente Direttore del Prague Institute of International Relations. Dopo una laurea in Commercio internazionale e un master in scienze politiche internazionali, ha studiato al Collegio d’Europa di Bruges, in Belgio, soggiornando successivamente in vari paesi (Germania, Stati Uniti, Italia). Ha discusso una tesi sull’implementazione della distensione della guerra fredda alla Prague University of Economics nel 2000. Già Direttore esecutivo del Czech Council on Foreign Relations, dal 2005 è anche professore associato alla Charles University e inviting professor alla Prague University of Public Administration and International Relations. Ha anche contribuito al lavoro editoriale di vari giornali e riviste specializzate.
Martin Caudron : Diversi membri dell’Unione Europea temono che la presidenza ceca del Consiglio dei ministri sarà caratterizzata da inefficienza e apatia a causa dell’euroscetticismo del suo presidente e primo ministro. Crede che questi timori siano esagerati ? In che modo possono le recenti elezioni regionali nel paese influenzare la posizione della Repubblica ceca nei confronti dell’UE ?
Petr Drulak : Il governo ceco si trova in una posizione difficile, sprovvisto di una maggioranza solida in parlamento e fronteggiato da un presidente dichiaratamente euroscettico. Tuttavia, certi timori sono un poco esagerati. L’amministrazione pubblica ceca si è preparata intensamente per il semestre e il governo farà del suo meglio per condurre una presidenza prolifica e di successo. Ovviamente non possiamo sapere quale sarà il risultato finale e il rischio di un fallimento è comunque presente, come lo è di ogni presidenza. Quanto alle recenti elezioni regionali, è vero che hanno portato un po’ di scompiglio nell’arena politica ceca. Sembra comunque che il primo ministro, che tuttavia non definirei euroscettico, sia riuscito a rafforzare la sua posizione incamerando un accordo con l’opposizione.
Martin Caudron : La Repubblica ceca è pronta ad assumersi un ruolo di guida nel far fronte a vertenze internazionali come le tensioni in Georgia, le negoziazioni sul cambiamento climatico in vista della Conferenza di Copenaghen del prossimo dicembre, la situazione in Kosovo o gli attuali confitti in Africa (Darfur, Congo) ?
Petr Drulak : L’Europa dell’Est, incluse la Russia e la Georgia, è tra le priorità della presidenza ceca, come lo sono d’altronde i Balcani e il Kosovo. Le questioni ambientali avranno anch’esse grande preminenza in particolare sui nodi del clima e dell’energia, nonché per quanto riguarda le negoziazioni “post-Kyoto”. L’Africa non è al contrario considerata una priorità, ma le crisi possono ovviamente imporsi sull’agenda della presidenza qualora si mostrino particolarmente serie, a prescindere dai piani inziali.
Martin Caudron : Qual è la posizione della Repubblica ceca in merito alla proposta del presidente francese Sarkozy di procrastinare la costruzione del sistema di difesa antimissile sul suo territorio ?
Petr Drulak : Il presidente Sarkozy ha successivamente chiarito che rispetta l’autonomia dei rapporti bilaterali di sicurezza tra la Repubblica ceca e gli Stati Uniti. La proposta non fa quindi in alcun modo parte dell’agenda. Ciò malgrado, non è chiaro da un lato se il progetto abbia l’appoggio della maggioranza nel parlamento ceco, dall’altro se esso ricoprirà la medesima importanza nei piani dell’amministrazione Obama.
Martin Caudron : Il presidente ceco Vaclav Klaus ha espresso vigorose critiche contro le misure, ampie quanto costose, varate da alcuni Stati membri come Francia e Inghilterra per combattere la crisi economica e finanziaria. Qual è oggi la posizione del governo ceco nei confronti del programma elaborato dalla Commissione Europea per rilanciare l’economia europea ? Il primo ministro è più favorevole del presidente all’interventismo statale ?
Petr Drulak : La Repubblica ceca non è stata colpita direttamente dalla crisi finanziaria ma lo sarà a breve dall’imminente crisi economica. Questo probabilmente cambierà la posizione dei leader cechi. Anche se il governo attuale guarda con favore al neoliberalismo, i neoliberali cechi si sono dimostrati sempre abbastanza pragmatici in passato.
Martin Caudron : Vi sono altre questioni che verranno trattate come priorità dalla presidenza ceca ?
Petr Drulak : Certamente la competizione in Europa, per esempio con una migliore regolamentazione, l’implementazione della direttiva servizi o l’avanzamento dei negoziati sul commercio internazionale (Doha round), costituisce la prima priorità. Inoltre, le priorità per quel che riguarda la politica estera dell’UE includono le relazioni transatlantiche e l’ammodernamento dei rapporti con Israele.
Martin Caudron : Come spiega il fatto che il parlamento ceco abbia deciso di non ratificare il Trattato di Lisbona in dicembre ? Pensa che la Repubblica ceca stia tentando di negoziare nuove condizioni con gli altri Stati membri in cambio della ratifica ?
Petr Drulak : Non credo. Il ritardo è stato causato da dispute interne al principale partito di governo, l’ODS (Partito Democratico Civico) del primo ministro Topolanek e del presidente Klaus.
Martin Caudron : Crede che l’opinione pubblica ceca sia orgogliosa che il proprio Paese assuma la presidenza dell’Unione, e che quindi il suo governo avrà l’opportunità di rappresentare l’Europa proprio nel primo semestre della presidenza di Obama ?
Petr Drulak : Non proprio. Fin qui l’opinione pubblica ceca non ha prestato molta attenzione alla presidenza Ceca.
(Traduzione a cura di Francesco Molica)


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« Les craintes vis à vis de la Présidence tchèque sont exagérées »
‘The fears over the Czech EU Presidency are exaggerated’

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