La situazione nipponica sta alimentando in Europa timori e preoccupazioni, costringendo le autorità dell’Unione a prevedere un rafforzamento dei controlli delle centrali presenti nel vecchio continente. Il ministro dell’Ambiente austriaco, Nikolaus Berlakovitch, ha chiesto oggi ai suoi omologhi riuniti a Bruxelles di avviare una verifica su tutti gli impianti.
Secondo l’agenzia stampa Tmnews « I nostri vicini puntano tutti sull’energia nucleare - ha detto Berlakovitch - noi chiediamo la massima sicurezza per la popolazione austriaca e tutti i nostri vicini devono poterla garantire ai loro concittadini ». L’Austria, che ha detto no al nucleare nel 1978, « vuole siano effettuati test di resistenza per le centrali nucleari in Europa e ciò deve avvenire in tempi rapidi ».
L’Austria non è l’unica ad avere come fonte energetica quella sprigionata dall’atomo : in Francia si contano19 centrali e 58 reattori, Regno Unito vi sono anche li 9 centrali e 19 reattori, in Germania sono 12 le centrali e 17 i reattori, in Svezia sono 7 centrali e 16 reattori mentre anche in Spagna (6 centrali e 9 reattori ), in Belgio (2 centrali e 7 reattori), in Finlandia (4 reattori), Ungheria (4 centrali), Bulgaria (2 centrali), in Grecia (1 centrale), Lituania (1), Paesi Bassi (2), Romania (2), Slovacchia (4), Slovenia (1) e Repubblica Ceca (6) si sfrutta l’energia nucleare per far funzionare le industrie. Dopo la catastrofe climatica che ha portato a un disastro di dimensioni incalcolabili sia in perdite di vite umane sia in danni economici il ministro austriaco a chiesto oggi durante la riunione di Bruxelles, convocata dal commissario UE : « Le nostre centrali resistono ai terremoti ? Come funzionano i sistemi di raffreddamento dei loro reattori ? »
Lo spettro della paura dell’energia nucleare e dei suoi effetti è tornato ad aleggiare sull’Europa. L’Austria da molti anni contraria all’energia nucleare aveva denunciato a gran voce il suo essere “accerchiata da centrali” e per questa ragione nel 2009 ha criticato la decisione tedesca di prolungare l’utilizzo dei 17 reattori tedeschi. L’Austria si sta movendo da alcuni anni non solo contro il “fronte tedesco” ma anche contro le centrali di Slovenia e Slovacchia.
La questione si fa incandescente anche sul versante diplomatico : in Germania, il ministro per l’Ambiente Katherine Reiche ha annunciato per domani un incontro tra il cancelliere Angela Merkel, « i responsabili della sicurezza e i ministri competenti per valutare come rafforzare la sicurezza delle nostre centrali che è già molto alta ». L’omologo francese, Nathalie Kosciusko-Morizet, ha dichiarato che « la Francia, che sfrutta diversi impianti, chiede un livello di sicurezza più omogeneo possibile ».
L’Italia attraverso le dichiarazioni del Ministero per l’Ambiente , Stefania Prestigiacomo ha fatto sapere che : “La catastrofe in Giappone suscita molta preoccupazione in Italia desideriamo entrare nel sistema nucleare dell’Ue, ma aspettiamo di avere informazioni sulla situazione delle centrali dell’Ue« . Anche in Polonia, quanto accaduto in Giappone susciterà una discussione, ha detto il ministro Janusz Zaleski, ricordando che il Paese »sta lavorando al suo progetto nucleare".
La Commissione europea ha convocato per domani a Bruxelles una riunione con le autorità nazionali per la sicurezza nucleare e gli industriali del settore per fare un punto sulla situazione in Giappone.


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