L’inizio dopo la fine ?

La Grecia sceglie l’Europa

Domenica 17 Giugno è stata la giornata più attesa e forse più lunga per la Grecia e l’Europa. Il voto decisivo del popolo ha voluto premiare lo storico partito di destra Nea Dimokratia, sperando che queste elezioni possano davvero portare veri e propri gesti di cambiamento in tutti i settori, ma soprattutto, che conducano la Nazione fuori da questa crisi esasperante.


Nea Dimokratia ha vinto le elezioni con oltre il 30% di voti, superando il partito di sinistra radicale Syriza, il quale ha guadagnato una seconda posizione (26%), mentre a seguirlo con il 12,5% troviamo PASOK, il partito socialista in carica fino a novembre 2011 e lo stesso che ha firmato il memorandum. Alba Dorata, che si prevedeva perdesse alcuni punti percentuali a seguito di vicende negative durante la campagna elettorale, ha ottenuto il 6,95%, risultato simile alle scorse elezioni, entrando a far parte del Parlamento ellenico.

Il leader di Nea Dimokratia, Samaras, ha ringraziato gli elettori che lo hanno sostenuto e ha promesso di rispettare gli impegni presii con i cittadini e di collaborare con i gli stati europei per affrontare le problematiche economiche di cui il Paese sta soffrendo. “I greci hanno scelto l’Europa” questo ha affermato il leader di ND, confermando immediatamente l’appartenenza della Nazione all’Unione Europea”. Inoltre, senza indugio richiama i partiti greci che condividono questo obiettivo ad “unirsi per formare un governo solido”. Un Europa che durante gli ultimi giorni aveva esplicitamente invitato il popolo greco a votare per Nea Dimokratia, in modo da mantenere saldi gli accordi previsti e non causare l’uscita del Paese dall’Eurozona. Un consiglio, che da molti è stato letto come un chiaro avvertimento, che è stato più volte espresso dal cancelliere tedesco Angela Merkel, dal Presidente francese François Hollande e dal Presidente del Consiglio Mario Monti. Proprio dall’Eurogruppo è arrivato un messaggio ottimista in Grecia, sostenendo gli sforzi che il popolo ellenico sta dimostrando per un futuro migliore, confermando gli aiuti previsti ed augurando al neo-eletto di formare un governo forte il prima possibile.

Alexis Tsipras, segretario di Syriza, sconfitto per alcuni punti percentuali, si congratula telefonicamente con l’avversario politico Samaras, sostenendo che ND ha il potenziale per creare un governo dato da un decisione popolare ; egli si dichiara pronto a svolgere il ruolo di oppositore attento e, soprattutto, deciso a bloccare “le misure di austerità e la vendita della ricchezza pubblica”. Tsipras si ritiene comunque orgoglioso del punteggio ottenuto, ed ha assicurato ai propri elettori che sin da oggi il partito continuerà a lottare per un miglioramento economico, ma prima di tutto sociale :“il futuro non appartiene alla paura, ma ai portatori di speranza”

Il leader del Pasok, Evangelos Venizelos, richiama alla responsabilità comune dei partiti per salvare il Paese, considerando l’appoggio di Syriza e della sinistra democratica. Venizelos ha assicurato “il ruolo di garante” che il suo partito avrà in un possibile governo di coalizione e ha commentato il risultato finale delle elezioni, come una “polarizzazione tra Nea Dimokratia e Syriza,” e di come entrambi abbiano giocato le loro carte in per il loro interesse, favorendo così un voto di paura. Venizelos conferma il suo appoggio alla seconda fase del memorandum, definendolo come unico modo per mantenere l’euro e portare la nazione ad una situazione migliore.

Non è ben chiaro se a convincere il popolo ellenico sia stata più la paura di una probabile uscita dall’eurozona o la rinnovata fiducia ad un partito storico, sorto alla fine della dittatura dei colonnelli nel 1974, e che ha promesso loro di restare nell’Euro, con alcune revisioni nel memorandum. Quello che è certo è il ruolo che ha voluto compiere l’Europa. Da un parte è giusto porre delle regole a quegli stati che per entrare nell’euro hanno fatto, letteralmente, carte false, e giusto poter indirizzare loro verso un politica più attenta e severa nei confronti di evasioni e spese esagerate. Dall’altra, però è sembrato poco neutrale consigliare ai cittadini greci chi votare, in cambio di una probabile salvezza. Un’Europa che sembra svolgere il ruolo di madre-educatrice con il “figlio” più capriccioso : se vuole la caramella (aiuti finanziari) la Grecia dovrà prima mangiare tutte le verdure (accettare ognuno degli accordi stabiliti a fine 2009).

Un punto su cui riflettere, perché a prescindere dal vincitore di queste elezioni, il momento più difficile per la Grecia sarà l’incontro tra il nuovo governo e la Troika. Solo allora si potrà definire che verso prenderà il futuro del Paese : un accenno di annullamento del contratto potrà far saltare gli aiuti finanziari. Saranno ammesse alcune modifiche, come un proroga degli impegni previsti, ma che dovranno essere approfondite e discusse al momento dell’incontro. Nel frattempo, il neo eletto Samaras dovrà iniziare a formare un governo forte e in tempi rapidi, dando segno ai cittadini di un cambiamento politico interno, pur cercando di resistere alla pressione che i mercati finanziari non tarderanno a far vedere.

Poco tempo, troppe situazioni e fatti da tenere sotto controllo per il nuovo governo ellenico. Riuscirà a gestire ogni cosa, senza alcun rischio per i cittadini ? Dobbiamo tutti attendere le prime mosse di Samaras e del parlamento stesso, prima di giudicarli.

Thomas Stearns Eliot in East Coker scrisse “in my beginning is my end / in my end is my beginning” e noi tutti speriamo che la Grecia possa ricominciare, e non più solamente a sperare, a rinascere.


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Marta ALBERTINI

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