L’Alto commissariato Onu per i rifugiati (UNHCR) ha lanciato un appello all’Europa e ai Paesi del nord Africa vicini alla Libia a non respingere le persone in fuga dagli scontri. L’Italia è tra i Paesi « che potrebbero ricevere un maggior flusso di profughi dalla Libia », sia cittadini libici che rifugiati da altri Paesi, ha detto Melissa Fleming, portavoce dell’Alto Commissario per i rifugiati. Come si legge nel comunicato diffuso ieri : “l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati aveva registrato in Libia oltre 8.000 rifugiati mentre 3.000 richiedenti asilo erano in attesa di una decisione sul loro status. I loro paesi d’origine sono principalmente la Palestina, il Sudan, l’Iraq, l’Eritrea, la Somalia e il Ciad. L’UNHCR chiede a tutti i paesi di riconoscere i bisogni umanitari di tutti coloro che fuggono dalle violenze, dalle minacce e dalle altre violazioni dei diritti umani in Libia”.
Secondo fonti Ansa, la Capitaneria di porto di Lampedusa ieri mattina ha prestato soccorso a un barcone con 197 migranti. Sulle coste dell’isola pelagica sono già sbarcati quasi cinquemila clandestini dall’inizio di gennaio. Ma queste potrebbero essere solo avvisaglie del “vaso di pandora” che si è scoperchiato con la rivolta libica e nord-africana.
L’Italia non conti sullo smistamento
Ieri Catherine Ashton, Alto rappresentante per gli Affari Esteri dell’UE, si trovava a Il Cairo e nel suo discorso ha sottolineato come l’Unione Europea debba lavorare di concerto con l’Onu e le diplomazie degli Stati Comunitari. In base ai comunicati diffusi dall’agenzia Frontex, l’UE s’impegna a essere solidale con il governo italiano e disponibile a fornire materiale umano e mezzi finanziari, ma l’Italia deve attenersi alla legislazione europea per questo non ci sarà alcuna apertura nei confronti di una distribuzione del fardello dell’immigrazione proveniente dai Paesi del Nord Africa. Infatti in base alla normativa UE, la gestione degli immigrati, intesa come valutazione delle domande di asilo e rimpatrio degli illegali, spetta al paese in cui gli immigrati approdano. Per questo non trova nessuna sponda, in Europa, la sparata del ministro Bossi di « mandare in Francia e Germania » i profughi.
Sempre secondo fonti Ansa, i governi del nord Europa hanno intenzione di mettere sul tavolo del Consiglio affari interni e giustizia (Gai), che si terrà giovedì e venerdì prossimi, la disponibilità a considerare la questione delle rivolte nei Paesi arabi come « un problema europeo », ma fanno notare che “un paese di 60 milioni di abitanti non può avere problemi a fronteggiare qualche migliaio di migranti. L’Italia non ha voluto alcuno degli immigrati che sono arrivati a Malta. E a suo tempo la Germania non batté ciglio di fronte ai 300.000 che arrivarono nel paese al tempo della crisi nei Balcani« . Un aiuto politico per alleviare la pressione sull’Italia potrebbe semmai arrivare con la disponibilità ad una azione comune dei 27 nei confronti dei paesi di origine per »convincerli" a facilitare la riammissione degli espatriati. Intanto, solo 11 paesi UE hanno accordato mezzi e risorse umane alla missione Hermes 2011, lanciata da Forntex in supporto dell’Italia.
Le normative comunitarie, le richieste dell’alto Commissariato dei Rifugiati sembrano non aver smosso nemmeno di un millimetro le posizioni del nostro ministro della Difesa Ignazio La Russa che ieri sera ha dichiarato alle agenzie di stampa : “Resta necessario che l’Europa intervenga perche’ quella dell’immigrazione non e’ una questione solo italiana, ma ’’interessa tutta Europa : e’ inimmaginabile che tocchi solo a noi arginarla’’


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