Parlamento Europeo : i retroscena a un mese dall’insediamento

I nuovi gruppi, i nuovi leader, i nuovi equilibri : strategie in corso in attesa della prima sessione

Dopo le elezioni i nuovi deputati europei hanno quasi un mese per decidere gruppi, commissioni e presidenti. Tra l’emergere di nuovi equilibri e il confermarsi di antichi la nuova assemblea prende lentamente forma


Complimenti ai nuovi eletti : e ora cosa li attende ?

Dopo le congratulazioni di rito ai deputati freschi di elezione, è il momento di cominciare a organizzare il nuovo Parlamento Europeo. A meno di un mese dalla prima sessione ufficiale, prevista per il 14 luglio, gli europarlamentari hanno non poche questioni da affrontare : in cima alla lista la costituzione delle delegazioni nazionali, dei gruppi politici e delle commissioni parlamentari.

Tra il 15 e il 19 giugno, i capi di tutte le delegazioni s’incontreranno a Bruxelles per confrontarsi sulle proprie priorità. Al termine di questo primo round di negoziazioni interne, e posto che tutto vada per il verso giusto, gli accordi raggiunti risulteranno soddisfacenti per tutte le parti. Quindi dal 22 giugno si comincerà a fare sul serio con la riunione dei gruppi politici.

La formazione dei gruppi politici : una piccola rivoluzione in vista

Il primo scoglio è rappresentato dalla costituzione dei gruppi politici per i quali serve un minimo di 25 deputati in rappresentanza di almeno 7 paesi membri. Nessun problema, beninteso, per i grandi gruppi tradizionali come il PSE ehttp://www.eurosduvillage.eu/ecrir... il PPE-DE ma per gli altri nulla può essere dato per scontato. Ad esempio, il gruppo « sovranista » Indipendenza e Democrazia (IND/DEM), con 18 europarlamentari eletti, di cui 13 britannici, è destinato a scomparire se non si apparenta ad un altro soggetto, eventualità tuttavia poco probabile.

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La composizione del nuovo Parlamento Europeo

E cosa ne sarà degli « Altri », quei 93 deputati che non hanno ancora scelto un gruppo ? Alcuni rimarranno probabilmente nei non-iscritti, come Jean-Marie e Marine Le Pen e Bruno Gollnisch, i quali non sono mai riusciti a far vivere alcun gruppo politico in seno al parlamento ad eccezione dell’episodica e disastrosa esperienza d’Identità, Tradizione e Sovranità.

Partito socialista Europeo (PSE) e PD : nasce l’ASDE

I 21 deputati italiani del PD quasi certamente entreranno nel gruppo del PSE che in quel caso verrà ribattezzato « Alleanza dei Socialisti e dei Democratici Europei » portando il numero dei propri iscritti a quota 182. Martin Schultz, eurodeputato tedesco e attuale presidente del PSE, è volato due settimane fa a Roma per le prime negoziazioni, poco dopo seguite dalla stipula di un accordo ufficiale con lo stesso segretario del PD Franceschini in quel di Bruxelles.

Partito Democratico Europeo : naufraga il progetto di Francois Bayrou

La creazione dell’ASDE si scontra con le ambizioni del Partito Democratico Europeo (PDE), fondato nel 2004 dal centrista francese François Bayrou e dall’allora leader della Margherita Francesco Rutelli. Durante la scorsa legislatura, il PDE contava appena 25 eurodeputati e, almeno in Parlamento, era associato al gruppo dei Liberal-democratici (ALDE). L’ingresso del PD nell’ASDE sommato alla debacle alle elezioni europee di MODEM, il partito presieduto dallo stesso Bayrou, infrangono le speranze di quest’ultimo di creare un gruppo parlamentare indipendente.

Lo strappo dei conservatori britannici

Per sua parte, il principale gruppo politico per numero, quello dei conservatori del Partito Popolare Europeo e dei Democratici Europei (PPE-DE), assiste impotente alla defezione dei suoi membri britannici. I 25 deputati del Partito Conservatore britannico che fino alla scorsa legislatura sedevano tra i ranghi dei Popolari europei s’apprestano a formare un nuovo gruppo conservatore, il Movimento per la Riforma Europea (MRE), dietro la spinta del loro leader David Cameron e delle sue ambizioni a guidare una formazione meno pro-europea che il PPE stesso.

Secondo le ultime indiscrezioni, la nuova creatura dei Conservatori inglesi annovererà tra i suoi ranghi i 9 deputati di Občanská demokratická strana (partito democratico civico), formazione euroscettica e atlantista tra i cui leader v’è l’attuale Presidente della Repubblica ceca Václav Klaus, e i 15 membri del Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e Giustizia) dei gemelli polacchi Kaczynski. Mancherebbero ancora almeno quattro altre rappresentanze nazionali per formare un gruppo ufficiale : tra i papabili a entrare nel nuovo movimento vi sono ancora il nazionalista francese Philippe de Villiers e i 4 eurodeputati olandesi del Partij voor de Vrijheid (partito della Libertà), ma le negoziazioni sono ancora in corso.

Le Presidenze : pochi cambiamenti

La questione delle presidenze dei gruppi solleva per il momento pochi interrogativi dal momento che i presidenti della scorsa legislatura sperano di essere riconfermati e, dall’altro lato, non sono stati ancora ufficializzati possibili sfidanti. Martin Schultz ambisce di nuovo alla presidenza del gruppo ASDE, in attesa di essere promosso alla presidenza del Parlamento Europeo nella seconda parte della legislatura. Joseph Daul, deputato dell’UMP francese, dovrebbe essere riconfermato alla guida del PPE-DE. L’inglese Geoffrey Van Orden potrebbe diventare il nuovo presidente del Movimento per la Riforma Europea mentre Daniel Cohn-Bendit, proprio in virtù del successo elettorale della sua formazione, certamente manterrà la presidenza dei Verdi. Infine Graham Watson, attuale presidente dell’ALDE e figura di spicco dei Liberal-democratici britannici, potrebbe conservare l’incarico anche nel corso di questa legislatura, una piccola consolazione di fronte al quasi fallito tentativo negoziare l’appoggio del suo gruppo a Barroso con la poltrona di Presidente del Parlamento. L’ALDE è uscito piuttosto ridimensionato dalle ultime elezioni, perdendo circa il 20% dei suoi seggi, ovvero passando da 101 a 80 deputati.

Tutti gli interrogativi sul numero dei gruppi parlamentari come anche sui loro presidenti verranno comunque definitivamente sciolti il 26 giugno. La due settimane successive saranno destinate alle negoziazioni per le presidenze e le composizioni delle commissioni parlamentari e per la preparazione della prima plenaria della legislatura.

Il Parlamento Europeo avrà una maggioranza stabile ?

Il 14 luglio la prima plenaria del Parlamento Europeo, incaricata di eleggere il nuovo presidente dall’assemblea e i membri del bureau, verrà infine presieduta da Hans-Gert Pöttering, ovvero colui che per ultimo ha seduto sullo scranno più alto nella scorsa legislatura. In teoria, il regolamento prevedeva che a dirigere la sessione costitutiva fosse il deputato più anziano. In questo caso tuttavia il decano del Parlamento, almeno sotto il profilo strettamente anagrafico, risulta essere un certo Jean-Marie Le Pen, storico leader dell’estrema destra francese che, con uno dei suoi ultimi interventi nell’emiciclo in cui definiva le camere a gas « un dettaglio della Seconda Guerra Mondiale » (sic !), ha convinto i presidenti di gruppo a cambiare le regole interne.

L’alleanza PPE/PSE per la presidenza dovrebbe tenere

Tradizionalmente, la presidenza del Parlamento Europeo è appannagio dell’asse PPE-DE/PSE, i due partiti vi si alternano ogni due anni e mezzo in virtù di una sorta di accordo ufficioso. La prima metà della legislatura, questa volta, dovrebbe spettare ai Popolari : Mario Mauro e l’ex primo ministro polacco Jerry Buzek sono i due nomi in lizza. Buzek (che ha già il supporto dei tedeschi e di tutti i paesi dell’Est) è anche in corsa per la poltrona di commissario europeo ; comunque, laddove non si riuscisse a trovare un compromesso tra i due sfidanti italiano e polacco, quasi di certo i Popolari investiranno la deputata greca Rodi Kratsa, attualmente vicepresidente dell’assemblea e ottimo candidato di compromesso. Per quel che riguarda la seconda metà della legislatura, il candidato più quotato è il socialista Martin Schultz. Molti analisti avvertono tuttavia che il tradizionale avvicendamento PPE-DE/PSE potrebbe questa volta essere perturbato dall’apparizione del MRE, dal rafforzamento dei Verdi come dalla tenuta numerica dell’ALDE. In ogni caso lo scopriremo il 14 luglio.

Il Movimento per la Riforma Europea : un outsider in grado di sconvolgere gli equilibri parlamentari ?

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Come voteranno i nuovi parlamentari europei ?

Come voteranno dunque i nuovi eurodeputati ? La formazione del MRE potrebbe modificare tutti gli equilibri in seno al Parlamento Europeo. Se il nuovo gruppo di David Cameron riuscirà (come ambisce) a raggruppare 60 membri in parte sottraendoli al PPE, solamente 82 voti separeranno quest’ultimo gruppo dall’ASDE. In questo caso i piccoli gruppi potranno giocare un ruolo diverso, più saliente, nell’assemblea. Nel corso della legislatura 2004-2009, gran parte dei testi europei sono stati adottati per merito di un’alleanza trasversale PPE-PSE. L’ALDE, i Verdi e il GUE entravano alle volte in gioco solamente in caso di disaccordo tra le due grandi famiglie permettendo cosi di far pendere l’ago della bilancia da un lato o dall’altro laddove le due rimanenti formazioni, UEN e IND/DEM erano largamente ignorati. Tutto potrebbe cambiare nella novella assemblea : i Verdi, il solo gruppo ad aver aumentato i propri membri, con ogni probabilità sarà fortemente corteggiato dall’ASDE o dal PPE, allo stesso modo che dall’ALDE.

I giochi restano ancora aperti : il PPE deciderà infine di allearsi con il Movimento per la Riforma Europea ? O preferirà rivolgersi all’ALDE o ancora all’ASDE per un nuovo accordo ? E l’ASDE sceglierà un’alleanza di lungo termine con i Verdi o con l’ALDE ? Il tempo ce lo dirà ma una cosa di già è certa : questo equilibrio assai instabile riscalderà molto di più le sessioni di voto a Strasburgo.

In attesa del ritorno dalle vacanze

Dopo una prima sessione che promette di essere particolarmente interessante, le commissioni parlamentari si costituiranno tra il 20 e il 23 luglio. Gli equilibri politici della plenaria saranno severamente rispettati in ciascuna di esse e le negoziazioni preliminari interne a ogni gruppo ne avranno già deciso la composizione. A titolo di novità la commissione parlamentare per le petizioni e quella per la pesca verranno “deneutralizzate”, ciò che significa che entreranno nelle quote delle due commissioni assegnate a ciascun parlamentare. Per converso, le commissioni per i diritti della donne e l’uguaglianza dei generi e per il controllo dei bilanci rimarranno neutralizzate.

Il 23 luglio, infine, i parlamentari andranno in vacanza disponendo di un mese per studiare i loro dossier e ricaricare le batterie. Appuntamento al 24 agosto con la seconda sessione : le sorprese non mancheranno.

(Traduzione a cura di Francesco Molica)

(Foto : @European Parliament/Pietro Naj-Oleari)


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Marie RAMOT

Diplômée de l’Institut d’Etudes Politiques de Strasbourg section Etudes européennes, Marie est allée s’expatrier à Bruxelles en 2005 pour se rapprocher des institutions européennes. Elle y a effectué un stage auprès de Marie-Line Reynaud, eurodéputée (...)

Mathieu COLLET

Président, directeur

Créateur d’Euros du Village, Mathieu dirige le projet. Il est également président d’Euros / Agency, agence de conseil en stratégies de communication créée en décembre 2011. Diplômé de Sciences Po Grenoble, d’un DEA de Sciences Politiques, et d’un Master (...)

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