Percorso storico del crocevia dell’Europa mediterranea
Nonostante il suo suolo calcareo e poco fertile, poco accogliente per i marinai di passaggio, la posizione geografica di Malta la rende il crocevia naturale del mar Mediterraneo, a una trentina di km dal sud della Sicilia e a 350 dalle coste tunisine e libiche. Chi voleva controllare l’Europa del sud doveva assolutamente dominare Malta. A partire dal neolitico, l’uomo si è stabilito sull’isola e ha contribuito a creare una nuova cultura. Ancor oggi si ritrovano numerosi siti di quest’epoca, tra i meglio conservati d’Europa. Poi Fenici, Greci, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni e Siciliani dettarono legge sull’arcipelago, ciascuno portandovi la propria cultura sociale, religiosa, urbanistica e politica. Malta, continuo oggetto di contesa, rappresentava il faro militare e culturale di ciascuna dominazione. Oggi è stupefacente contemplare i contrasti lasciati da queste civiltà al loro apogeo su un territorio così piccolo, dove i templi romani si affiancano agli insediamenti arabi.
Storia e religione
Nel 60 d.c., San Paolo naufraga sull’isola e introduce il cristianesimo nell’arcipelago ; la religione cristiana è attenuata durante le differenti occupazioni.
Carta d’identità
Nome : Repubblica di Malta
Popolazione : 400 000 abitanti
Superficie : 316 km²
Densità : 1200 abitanti per km²
Capitale : La Valletta
Lingue ufficiali : maltese e inglese
Moneta : Euro
Regime politico : Repubblica parlamentare
Ridiviene predominante nel XVI secolo, con i cavalieri Ospitalieri di S. Giovanni. Nel 1530 Carlo V, imperatore germanico e re di Spagna, che aveva ricevuto in eredità i territori di Napoli e della Sicilia, offre Malta all’Ordine degli Ospitalieri di S. Giovanni di Gerusalemme, con la missione di rendere sicuro il Mediterraneo. L’Ordine diviene allora Ordine di Malta e segna profondamente l’arcipelago. Nel 1556, sotto il regno del gran maestro Jean Parisot de la Vallette, viene fondata la capitale (che ha conservato il nome di La Valletta). I Cavalieri di Malta riuscirono a mantenere il loro ordine militare sino al 1798, non senza aver dotato Malta di splendidi edifici civili e religiosi che rappresentano oggi l’orgoglio della capitale.
Come gli altri, Napoleone si impossessa di Malta, che si trova sulla rotta delle sue spedizioni africane. Ma due anni più tardi i maltesi, esasperati dalle riforme napoleoniche (commercio, organizzazione amministrativa, rapporti con la Chiesa,...), invocano l’aiuto degli inglesi. Questi rifiuteranno successivamente di restituire l’arcipelago all’Ordine di Malta, e lo annettono all’impero britannico nel 1814. Ancora una volta, i maltesi devono accettare una dominazione straniera ; tuttavia la sopportano sempre più a fatica, e le rivendicazioni nazionaliste non cessano di aumentare. Queste riusciranno a strappare ai britannici qualche concessione, tra cui il riconoscimento della lingua, il maltese.
Infine, nel 1964, Malta diviene indipendente, pur restando nel Commonwealth (ciò che è ancor oggi vero, e ha rilevanza soprattutto dal punto di vista culturale). La proclamazione a repubblica arriva dieci anni più tardi, nel 1974.
Una difficile politica estera
Politicamente parlando, Malta è piuttosto giovane, anche se la sua storia ha più di 7000 anni. Situata tra Europa ed Africa, occupa una posizione al contempo strategica e difficile. A partire dagli anni 1970 Malta intrattiene strette relazioni con diversi paesi della sponda sud del Mediterraneo, specie con la Libia. Queste relazioni si sono rarefatte in corrispondenza del consolidamento dei legami con l’Unione europea. Contemporaneamente Malta ha deciso di optare per la neutralità : tale status, assunto nel 1981, è iscritto nella Costituzione del 1987. L’arcipelago presentò ufficialmente domanda di adesione all’Unione nel 1990. Tuttavia, l’obbiettivo non era ancora raggiunto : il partito laburista ritirò la candidatura nel 1996. Ma l’idea si fece largo e le grandi forze politiche divennero favorevoli all’adesione. Malta diviene così Stato membro nel 2004 ; ha ratificato il trattato costituzionale nel 2005 ed è aperta ad un maggiore approfondirsi dell’Unione, specie in materia di immigrazione. In effetti, Malta è esposta a una forte immigrazione, non sempre legale, ancor più accentuata dalla sua posizione di porta dell’Europa. Ma l’arcipelago, con una densità di 1200 abitanti per km², non può sostenere un aumento eccessivo della sua popolazione. Questo piccolo Stato mediterraneo non intende tuttavia abbandonare il proprio ruolo centrale tra Europa e Africa del nord. Malta si impegna così in differenti azioni per la messa in opera di una politica mediterranea : partecipa al processo di Barcellona e al dialogo 5+5 ; ha organizzato al contempo incontri nell’ambito delle università estive euro-arabe.
Il processo di Barcellona e il dialogo 5+5
Il Processo di Barcellona è stato messo in opera tra l’Unione europea e differenti paesi mediterranei al fine di sviluppare relazioni più strette tra paesi vicini. Si fonda su due azioni principali : la ricerca della pace grazie al dialogo e lo sviluppo di relazioni commerciali e finanziarie attraverso la creazione di una zona di libero scambio. Vi partecipano i 27 Stati membri dell’UE, la Commissione europea e Algeria, Autorità palestinese, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia e Turchia. La Libia ha al momento solo un ruolo di osservatore. Nel quadro di questo processo sono stati creati strumenti informali, come il forum mediterraneo.
Il dialogo 5+5 è nato da un’idea lanciata nel 1980. Comprendeva in origine i paesi della sponda nord (Portogallo, Spagna, Francia e Italia) e cinque paesi della sponda sud (Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia e Libia). Malta ne è divenuta il decimo membro nel 1991. Dopo un inizio caotico, incontri regolari si tengono dal 2001, a livello di ministri degli esteri, ma anche degli interni. La Commissione europea vi prende parte ormai dal 2003.
Un’economia orientata ai servizi

- Gozo
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L’isola di Gozo, dove i maltesi hanno l’abitudine di recarsi il weekend. E’ uno dei principali luoghi per l’agricoltura : olive, capperi e formaggio di capra sono i prodotti tipici
Questo arcipelago roccioso che può vantarsi di far parte dei dieci più piccoli stati al mondo non può certo definirsi una terra dove scorrono latte e miele (vedi riquadro). Le sue risorse naturali sono prossime allo zero : terre poco fertili, assenza di sorgenti d’acqua dolce o di ricchezze sotterranee. Dipendente dai rifornimenti di derrate alimentari e prodotti manifatturieri dei suoi principali partner commerciali (Italia e Libia), Malta si trova per sua natura in una posizione delicata, resa ancor più fragile in occasione di ogni minima scossa geopolitica regionale. Per mantenersi “a galla”, Malta ha saputo puntare sui propri pregi :
Come l’Irlanda, 100% della sua popolazione parla inglese e ha ricevuto una solida formazione di base.
Come la Francia, si trova in posizione di crocevia naturale e accoglie il 15% del traffico del Mediterraneo
Come ogni paese del sud Europa che si rispetti, possiede un potenziale di turismo di massa da sfruttare, certo limitato in materia di grandi spiagge di sabbia fine, ma ben dotato quanto al patrimonio culturale.
Quadro geografico L’arcipelago di Malta è situato 93 km a sud della Sicilia, 288 km a est della Tunisia e 340 km a nord della Libia. Occupa una posizione centrale nel Mediterraneo, circa a metà strada tra Gibilterra (1826 km) e Alessandria (1510 km). Possiede frontiere marittime con Italia, Tunisia, Libia, Grecia e Albania. L’arcipelago è composto da due isole principali, Malta (367.000 abitanti, 246 km² , comprendente la capitale La Valletta e le città più importanti del paese) e Gozo (32.000 abitanti, 67 km²), e da quattro isolotti , di cui solo Comino ospita degli abitanti. Le dimensioni massime dell’isola maggiore sono 27 km sull’asse sud-est/nord-ovest e 14 km sull’asse est/ovest. Il suolo è calcareo e la vegetazione di tipo mediterraneo secco, con pochi alberi e coltivazioni su terrazzamenti. A livello di popolazione i 400.000 abitanti stabiliscono quasi il record mondiale di densità (1200 abitanti/km²), battuto solo dal Principato di Monaco, Singapore e Città del Vaticano.
Si è così sviluppata un’economia di nicchia su settori molto specifici. A livello industriale (22% del PIL) essa si appoggia su un solido tessuto di piccole e medie imprese a carattere famigliare. Al loro fianco ST Microelectronics rappresenta da sola più della metà delle esportazioni del paese (il che pone qualche problema quanto alla dipendenza dell’arcipelago dai risultati della società franco-italiana).
Una rete di trasporti molto sviluppata, con dei tipici bus, sui quali non è raro trovare immagini dei santi o della vergine.

- Servizi pubblici...
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Una rete di trasporti molto sviluppata, con dei tipici bus, sui quali non è raro trovare immagini dei santi o della vergine.
La vera ricchezza economica maltese poggia sul settore terziario (75% del PIL), sviluppato a partire dall’indipendenza. Da solo il turismo, con un milione di visitatori l’anno, rappresenta il 35% del PIL e permette a numerosi maltesi di cumulare due o tre lavori tra il giorno e le attività notturne. Ma dopo aver puntato sul turismo di massa ed averne sperimentato i limiti congiunturali dopo l’11 settembre, il governo ha cambiato priorità e si concentra ormai su un turismo di fascia più alta (sport nautici, talassoterapia, balneoterapia,...).
In aggiunta al turismo, Malta ha saputo sfruttare i suoi vantaggi naturali per sviluppare i servizi agli armatori : con 1500 navi battenti bandiera maltese, la flotta mercantile è la prima d’Europa. L’ultima nicchia economica del settore dei servizi è il sorprendente sviluppo di soggiorni linguistici per professionisti e studenti per apprendere la lingua di Shakespeare.
Questa ottima salute economica (che pone l’arcipelago ad un livello di prosperità superiore a quello del Portogallo) ha avuto come conseguenza l’ingresso della Lira maltese nel Meccanismo dei cambi europeo 2 (abbandono del riferimento ad un paniere di divise forti, adozione di una parità fissa con l’euro). Un po’ come in Italia o in Grecia negli anni 1990, le politiche economiche di rigore, di riforme strutturali e di rafforzamento del bilancio sono state portate avanti in maniera incisiva, e ciò ha permesso l’ingresso nella zona euro a partire dal 1 gennaio 2008.
Una nazione, due lingue, tre isole, un’identità culturale multipla.
Da sempre Malta si è trovata al crocevia delle civiltà e al cuore del loro sviluppo mediterraneo. Questo aspetto della cultura maltese spicca ancor oggi : per esempio le città portano nomi talvolta latineggianti (Victoria, Floriana, Pietà), talvolta chiaramente arabi (Rabat, Mina Sliema, Mosta, Żejtun), ereditati dalla storia della loro fondazione (La Valletta) o semplicemente maltesi (Marsaxlokk, Zebbug).
Gli edifici storici, particolarmente ben preservati e mantenuti, recano l’eredità delle successive dominazioni di cartaginesi, romani, turchi, francesi dell’età napoleonica o inglesi. Così, nonostante un’aria da piccola Sicilia (cultura gastronomica mediterranea, 96% di abitanti di fede cattolica – religione di Stato praticata assai regolarmente), Malta è anche una culla di cultura inglese : il suo sistema politico e costituzionale, il divieto di fumare nei bar e nei ristoranti, la guida a sinistra e il fatto che metà della popolazione si appassioni al campionato di calcio inglese (e sostenga durante la coppa del mondo la squadra con nugoli di Clacson a St. George Cross), ne fanno un degno rappresentante del Commonwealth.
(traduzione a cura di Guido Sala Chiri)


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