Salute e sicurezza sul lavoro : presentati gli obiettivi 2014-2020

Sette azioni chiave per proteggere da incidenti e malattie gli oltre 217 milioni di lavoratori europei

Investire in una cultura della prevenzione dei rischi, garantendo condizioni migliori sul posto di lavoro, può offrire vantaggi non soltanto sociali ma anche economici, specie in una situazione di crisi come quella odierna. Per questo la Commissione europea ha presentato a Bruxelles un nuovo quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con la speranza di bissare i risultati positivi ottenuti nel periodo 2007-2012.


Ogni anno sono più di 3 milioni i lavoratori europei vittime di gravi infortuni sul lavoro, 4 mila dei quali mortali. Infortuni che, insieme alle malattie professionali, colpiscono - come ha ricordato László Andor, commissario europeo per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione - “tutti i settori e le professioni, che il lavoratore sieda a una scrivania o alla guida di un camion o che lavori in una miniera o un cantiere, e non solo causano sofferenza personale, ma impongono anche costi elevati per le imprese e per la società nel suo insieme”.

È proprio in quest’ottica, quindi, che si è resa necessaria, da parte della Commissione europea, l’adozione di misure idonee a migliorare le condizioni di tutti i lavoratori europei, soprattutto in virtù di quel diritto, riconosciuto a tutti, di poter lavorare senza dover affrontare pericoli, né per la salute né per la sicurezza.

Già in passato, infatti, era stata adottata una strategia europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro per il periodo 2007-2012, grazie alla quale era stato possibile ridurre del 27,9% il numero di incedenti sul lavoro che comportavano un’assenza superiore a tre giorni. Ed è dalla valutazione dei risultati di questa strategia che è emersa l’importanza di un piano d’azione comune per l’intera Ue, specie in un settore così delicato come quello riguardante la salute e la sicurezza sul lavoro, ma anche la necessità di rivederne obiettivi, priorità e metodi per far fronte sia agli innumerevoli cambiamenti nei modelli di lavoro sia alla comparsa di nuovi rischi.

Il nuovo quadro strategico : obiettivi e azioni chiave

Il nuovo quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014–2020, presentato a Bruxelles lo scorso 6 giugno, mira ad assicurare all’Ue un ruolo di giuda nella promozione di standard elevati in tema di condizione di lavoro, sia in Europa che nel mondo, nel pieno rispetto di quanto stabilito dalla strategia Europa 2020. Ma mira anche a “contribuire al miglioramento della qualità del lavoro e della soddisfazione sul lavoro, aumentando al contempo la competitività e la produttività delle imprese europee, specialmente quelle piccole, e riducendo i costi per i sistemi di sicurezza sociale”, come ricordato dal commissario Andor.

Tre gli obiettivi principali individuati dalla strategia Ue :

- migliorare le politiche di attuazione di tutte le norme esistenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, prestando particolare attenzione a rafforzare la capacità delle microimprese e delle piccole imprese di mettere in atto misure di prevenzione dei rischi che siano efficaci ed efficienti ;

- migliorare la prevenzione delle malattie professionali affrontando i rischi nuovi, ma senza trascurare quelli già esistenti ;

- tenere conto dell’invecchiamento della forza lavoro europea.

Sette, invece, le azioni chiave mediante cui raggiungere i suddetti obiettivi :

- consolidare le strategie nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro ricorrendo, ad esempio, al coordinamento delle politiche e all’apprendimento reciproco.

- Sostenere le piccole e microimprese per aiutarle a soddisfare al meglio le norme in materia di salute e sicurezza, fornendo loro assistenza tecnica e strumenti pratici quali la Online Interactive Risk Assessment (OiRA - valutazione interattiva online dei rischi), una piattaforma web che fornisce strumenti per la valutazione dei rischi.

- Migliorare l’applicazione della strategia europea da parte degli Stati membri.

- Semplificare la legislazione esistente, eliminando gli inutili oneri amministrativi, ma garantendo comunque ai lavoratori un elevato livello di protezione.

- Affrontare l’invecchiamento della forza lavoro europea e migliorare la prevenzione delle malattie professionali per affrontare i rischi nuovi e quelli attuali relativi a nanomateriali, tecnologie verdi e biotecnologie.

- Migliorare i metodi di raccolta dei dati statistici così da ottenere migliori elementi di prova e sviluppare idonei strumenti di monitoraggio.

- Rafforzare il coordinamento con i partner e le organizzazioni internazionali come l’OIL (Organizzazione internazionale del lavoro), l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) e l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) in modo tale da contribuire a ridurre il numero di incidenti sul lavoro e di malattie professionali e migliorare le condizioni di lavoro in tutto il mondo.

Dialogo sociale sensibilizzazione, applicazione della normativa UE, sinergie con altri settori strategici (ad esempio sanità pubblica e istruzione) e con i fondi unionali, saranno invece gli strumenti per l’attuazione delle norme.


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Simone BUSCHI

Laureato in Scienze della comunicazione, curriculum politico-istituzionale, presso l’Università di Roma Tor vergata. Iscritto alla specialistica in Scienze dell’informazione, della comunicazione e dell’editoria presso lo stesso (...)
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