Un Regno Unito ?

La Gran Bretagna verso un divorzio in famiglia ?

Il Gabinetto per il Regno Unito ha recentemente discusso la possibilità di indire un referendum che potrebbe provocare numerose divisioni e controversie, come l’alterazione del Regno Unito e le sue relazioni con l’Europa. Il referendum potrebbe inoltre modificare la posizione del Regno Unito nel panorama mondiale. Il referendum non concerne la questione largamente dibattuta della posizione britannica nell’Unione Europea ma il futuro di un’altra Unione, Il Regno Unito. Dopo la strepitosa vittoria dello Scottish National Party (SNP) al parlamento scozzese nelle elezioni del 2011 (69 seggi conquistati su 129 disponibili) la questione dell’indipendenza scozzese a da Westminster si è trasformata da slogan elettorale in una vera e concreta prospettiva.


Il primo ministro David Cameron ha provato ad anticipare l’entusiasmo che potrebbe nascere nel SNP nella corsa alle elezioni del 2014 proponendo un referendum vincolante nel quale potrebbe, una volta per tutte, essere decisa l’indipendenza. Sebbene questa mossa possa essere interpretata come una scommessa da parte del partito conservatore dei Tory sul futuro del Regno Unito, gli oppositori dello Scottish National Party (SNP) hanno dichiarato che il primo ministro sta cercando di imporre un referendum su questioni di politica interna scozzese.

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Il Partito SNP pensa che la Scozia possa stia meglio fuori dalla Gran Bretagna

Il premier scozzese Alex Salmond ed il deputato Nicola Sturgeon. Il partito SNP sta conducendo una campagna per « una nuova, moderna relazione tra i paesi della Gran Bretagna ». Source of image : http://www.flickr.com/photos/thesnp... by the SNP

L’offerta di un referendum vincolante resta comunque largamente illusoria, dato che secondo la costituzione tutti i referendum sono solamente consultivi vista la supremazia del parlamento. Nonostante ciò sarebbe comunque molto difficile per il governo del Regno Unito ignorare un “si” deciso degli scozzesi. La proposta avanzata da Cameron di un referendum vincolante ha provocato confusione e dibattitti sia nella coalizione governativa che nel più ampio campo di coloro che sostengono il Regno Unito. Tutto ciò rischia di spingere gli scozzesi verso un voto secessionista, attraverso ciò che da molti è definita l’interferenza dei Tory negli affari scozzesi. In fin dei conti i Tory hanno a Westminster solo 1 seggio su 59 riservati alla Scozia e gli scozzesi non si sentono rappresentati da questa fazione politica. Il supporto per il referendum rimane alto, mentre quello per l’indipendenza variegato, e secondo le stime si ferma correntemente intorno al 32% con un numero alto di persone che si dichiara indecisa.

Il risultato del referendum dipenderà moltissimo da come sarà formulata la domanda. Infatti, è stata proposta anche una terza possibilità definita “devolution max” che prevede pieni poteri in materia fiscale e politica per il parlamento scozzese (Holyrood), mentre la politica estera e di difesa resterebbe a Westminster. Come, quando e cosa dividere saranno le questioni più discusse tra Downing Street e Holyrood nei prossimi mesi.

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Benvenuti in Scozia

Diventera’ presto un confine internazionale ?

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Il primo ministro scozzese Nicola Sturgen ha dichiarato che lo Scottish National Party (SNP) vorrebbe indire un referendum nel 2014, dimostrando il desiderio dell’attuale governo di volere questa consultazione prima delle prossime elezioni.

Cosa potrebbe accadere se gli scozzesi dovessero votare per una piena indipendenza ?

In primis, il parlamento inglese dovrebbe approvare e promulgare leggi per l’indipendenza, facendo a pezzi l’originale Acts of Union del 1707. Ammesso che la prima operazione possa essere possibile, ci sarebbe comunque bisogno di un periodo di consultazioni tra i due governi. Le maggiori questioni sul tavolo delle trattative potrebbero essere rappresentate dalla delicata questione dell’accesso al petrolio e al gas del Mare del Nord e dalla divisione degli eserciti e delle armi nucleari deterrenti che si trovano in territorio scozzese. Inoltre non vanno tralasciati altri argomenti come lo smembramento del servizio medico nazionale (National Health System, NHS) o dell’apparato non propriamente statali della BBC.

Il divorzio tra cechi e slovacchi si realizzò relativamente in pace poiché le due nascenti nazioni rappresentavano già due entità federali riconosciute a livello costituzionale. Ma anche in quel caso il divorzio richiedette 30 trattati bilaterali e una moltitudine di disposizioni legali.

La relazione tra Scozia e Regno Unito è più complessa. La Scozia ha un governo devoluto con funzioni decentralizzate. Il Regno Unito resta però uno stato unitario, uno stato centrale che non ha una costituzione codificata. Le risorse, i beni ed i debiti appartengono tutti ad entrambe le parti. Un divorzio tartan avrebbe bisogno di accordi bilaterali e negoziazioni tra i due governi.

Non c’è dubbio che la Scozia sia differente dal resto della Gran Bretagna per il clima infame e la deliziosa campagna, per il sistema legale orientato a centro-sinistra e verso lo stato sociale. Malgrado queste differenze, per gli ultimi trecento anni la Scozia è rimasta una parte integrale del Regno Unito, mentre oggi, da entrambe i lati, gli umori stanno mutando.

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Il parlamento scozzese

Le bandiere della Scozia, del Regno Unito e dell’UE a Holyrood, il parlamento scozzese. L’indipendenza scozzese comporterebbe grandi cambiamenti nelle relazioni tra le tre istituzioni.

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Il recente veto sulla riforma fiscale europea ha provocato numerose critiche non solo dall’ampia opposizione britannica ma anche dai partiti nazionali. In particolare Plaid Cymru (Il partito nazionale del Galles) e lo SNP, si lamentano per il loro ridotto ruolo decisionale nell’arena europea.

Lo SNP vede un futuro indipendente nell’UE. Le ramificazioni di una potenziale indipendenza scozzese dal Regno Unito nel contesto europeo devono ancora essere analizzate dalla stampa nazionale, ma potrebbero comunque avere larghe ripercussioni sul ruolo di Londra. Se la Scozia decidesse di aderire alla federazione fiscale europea la pressione aumenterebbe di conseguenza anche sulla Gran Bretagna. Se la Scozia firmasse il Trattato di Schengen anche il Regno Unito potrebbe essere costretto a farlo. Gli accordi sulla pesca dovrebbero essere rinegoziati tra Londra e Bruxelles, cosi come il traffico marittimo, le tasse, i trasporti e gli accordi territoriali. Il Regno Unito potrebbe vedere diminuito il suo peso a Bruxelles, mentre Cameron, o chiunque sia il premier inglese in quel momento, potrebbe passare alla storia come l’uomo o la dona che ha dissolto l’Unione. Per il bene della legitimacy, la secessione potrebbe provocare le elezioni politiche ed il partito laburista si potrebbe trovare in una situazione difficile, rischiando di perdere ad oggi i suoi 41 membri del parlamento. D’altra parte il governo del Regno Unito ed il partito laburista aprirebbero una intensa battaglia nella speranza di mantenere lo status-quo. Comunque, una cosa è sicura : gli scozzesi avranno l’opportunità democratica di decidere sul futuro della loro nazione. Salvo che le attitudini cambino a Sud, il Regno Unito sembra sempre meno unito.

Traduzione Giuseppe Ciarliero


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Alex JOHNSON

« Alex is a Brit who has lived, worked and studied across Europe. He has interned in the UK House of Commons, worked in a key Brussels think-tank, and now works for a NGO in Berlin. His interests lie in EU external relations, environment and (...)

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Giuseppe CIARLIERO

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