Una tassa sulle transazioni finanziarie e l’Unione Fiscale

In un momento come questo, più che mai sono le soluzioni politiche innovatrici che contribuiranno alla consolidazione fiscale della UE.


Una delle rivendicazioni della Piattaforma More Europe è l’unione fiscale per l’Europa.

La scorsa settimana in un vertice informale a Bruxelles, dove si sono discusse misure comuni per i Paesi membri quali gli eurobonds e il recupero di misure per la crescita. Il dibattito è stato dovuto soprattutto alla vittoria di Hollande in Francia. Nel Consiglio europeo di giugno dovranno essere definite le decisione migliori : quella di garantire la stabilità finanziaria nell’Eurozona, e ancor più delle correzioni che sono imposte agli Stati membri. In momenti di austerità, più che mai, si giustificano misure che mirano all’aumento delle risorse disponibili per applicare politiche proattive.

JPEG - 44.2 ko

Seguendo la linea scelta nel 2011 a proposito della proposta di emissione di bonds di stabilità, la Commissione si è mostrata favorevole a emettere bonds per sostenere il debito dell’Eurozona, se ben articolati in pacchetti legislativi creati ad hoc, in linea con le misure fiscali imposte dal Six-Pack per integrare le politiche di budget. Non ci dimentichiamo che per far sì che le norme siano vincolanti devono essere approvate dal Parlamento Europeo, la Commissione e gli Stati membri.

Una delle iniziative più interessanti proposte dalla Commissione per incrementare le risorse dell’Unione è la tassa sulle transazioni finanziarie. L’imposizione di questa tassa suppone che il settore finanziario, dopo aver usufruito di aiuti pubblici rilevanti sin dall’inizio della crisi attuale (gli stati membri dell’UE hanno destinato 4,6 miliardi di euro per il salvataggio del settore finanziario durante la crisi), contribuirà a coprire i costi della crisi, senza dimenticare che una cornice coordinata a livello dell’UE faciliterà la creazione di un mercato interno di servizi finanziari più forte per evitare distorsioni di competenza.

Si crede che l’armonizzazione della tassa impedirà l’evasione fiscale, eviterà la doppia imposizione e minimizzerà le distorsioni di competenza all’interno del mercato unico. Detto questo, l’ideale sarebbe il raggiungimento di un’imposizione sulle transazioni finanziarie a livello mondiale, dovuta all’interconnessione dei mercati finanziari e in grado di ridurre il rischio di frammentazione. Il tipo di tassa che si è proposto per azioni e obbligazioni è dello 0.1%, e dello 0.01% per i derivati, pagato dalle due parti che prendono parte alla transazione e nel Paese di residenza. Gli Stati membri armonizzeranno la base imponibile, così da favorire l’uguaglianza di condizioni nel mercato e ridurre inoltre la speculazione finanziaria.

JPEG - 12.5 ko

I ricavi di questa imposta saranno destinati a finanziare il bilancio dell’UE, anche se si discute di cedere una parte agli Stati membri. Chiaramente, la Commissione si augura che questa tassa si converta in un vantaggio per l’UE, riducendo così i contributi basati sul PIL degli Stati membri.

La tassa entrerà in vigore nel gennaio 2014, facendo parte delle risorse della riforma finanziaria 2014-2020. Tuttavia, una volta accettata dal verdetto definitivo del Parlamento Europeo, la proposta per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie deve essere approvata all’unanimità dal Consiglio dell’Unione europea. Nell’introdurre questa tassa, l’UE sarà la precorritrice a livello mondiale, e da qui si potrà discutere a favore di norme comuni, specialmente all’interno del G-20, per l’applicazione delle imposte in tutto il mondo. Indubbiamente l’introduzione di una tassa di questo tipo guida l’Unione verso un’unione fiscale e di bilancio, mettendo al sicuro la sostenibilità politica dell’UE. Inoltre la tassa doterà di credibilità e capacità di azione, autonomia e legittimità le istituzioni europee e avvicinerà la politica all’interesse comune.


reagir   Imprimer   envoyer par mail   Auteurs
Espace réactions ()

L’Europa e la crisi
il 16 e 17 ottobre gli Euros sono stati a Bucarest al congresso del PPE. Il nostro reportage.
Con il “sì” condizionato della Corte Costituzionale tedesca alla partecipazione di Berlino al Fondo Salva Stati (ESM) e l’annuncio di un programma (...)

Auteurs

Eva PEÑA

Nacida en Barcelona. Asesora e investigadora en políticas de la UE y gobernanza europea. Miembro del grupo de investigación EUGOV. Doctoranda en Relaciones Internacionales e Integración Europea. Master en Relaciones Internacionales. Licenciada en (...)

More Europe

Somos un grupo de europeístas 2.0 (Blogueros, tuiteros y usuarios de redes sociales) que hemos convenido en luchar juntos en defensa de una mayor integración europea, para iniciar con ella un movimiento cívico por y para Más Europa (More Europe) (...)

Site internet : More Europe

traducteur

Giulia PAPPALEPORE

Ci twittano
Facebook
Grecia 17 giugno: un voto di paura o di speranza?

I blog georgafici e tematici del gruppo Euros du Village
Youth8 London: la delegazione italiana è pronta!
di Roberta Picchi
19 maggio 2013
Nucleare: minaccia VS risorsa
di Carlo Roggio
16 maggio 2013
Lingue europee a rischio estinzione
di Tiziano Ummarino
16 maggio 2013

Parte il prossimo 30 novembre una serie di dibattiti aperti tra la Commissione europea e i cittadini sui temi dell’occupazione, della protezione dei cittadini e della sostenibilità. L’obiettivo è quello di rispondere insieme alla domanda: “Che Europa vogliamo nel futuro?”. Tutti possono interagire con i dibattiti su Twitter, utilizzando l’hashtag #dialogocittadini.

Dibattito sul futuro dell’Europa

Politica
Economia
Società e media
Sviluppo sostenibile
Affari interni
Affari esteri
Istituzioni e Bruxelles
Italia
UE 27
L’altra Europa
Mondo
© Groupe Euros du Village 2010 | Note legali | Sito realizzato con SPIP | Relizzazione tecnica e design : Media Animation & Euros du Village France