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	<title>Gli Euros</title>
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		<title>Gli Euros</title>
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		<title>Quale pluralismo religioso in Italia?</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Nuovo-articolo,4008.html</link>
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		<dc:date>2010-09-08T10:23:46Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Francesca RONCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Diversit&#224; / Minoranze</dc:subject>
		<dc:subject>Italia</dc:subject>

		<description>La moderna globalizzazione apre lo scenario internazionale alle migrazioni di popoli e culture che spingono ogni identit&#224; nazionale a confrontarsi con nuovi modelli culturali e religiosi: &#232; inevitabile che si ripensi e si ridia nuovo significato al termine pluralismo, lontano da ogni luogo comune e da facili generalizzazioni. Pluralismo &#232; quello che parte proprio dall'incontro tra uomini e donne che si rendono conto di come altre persone come loro possano e debbano partecipare alla (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-Regards-d-Europeens-.html" rel="directory"&gt;2. Sguardi da europei&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Diversite-Minorites-+.html" rel="tag"&gt;Diversit&#224; / Minoranze&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Italie-+.html" rel="tag"&gt;Italia&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH113/arton4008-749cc.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='113' class='spip_logos' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;La moderna globalizzazione apre lo scenario internazionale alle migrazioni di popoli e culture che spingono ogni identit&#224; nazionale a confrontarsi con nuovi modelli culturali e religiosi: &#232; inevitabile che si ripensi e si ridia nuovo significato al termine pluralismo, lontano da ogni luogo comune e da facili generalizzazioni. Pluralismo &#232; quello che parte proprio dall'incontro tra uomini e donne che si rendono conto di come altre persone come loro possano e debbano partecipare alla costruzione di una nuova idea di convivenza civile in Italia e in Europa. Un ruolo importante nello scardinare i luoghi comuni &#232; svolto dalla CO.RE.IS. (Comunit&#224; Religiosa Islamica), che promuove un'azione di testimonianza e di informazione sulla civilt&#224; islamica in Italia e in Occidente, rappresentando cos&#236; gli interessi religiosi dei musulmani presenti in Italia e in Europa. Nell'Islam, infatti, non vi &#232; un clero, ma sono piuttosto i sapienti, &#8220;ulama&#8221;, a svolgere una funzione di rappresentanza e di trasmissione della conoscenza. La CO.RE.IS. Italiana &#232;, infatti, l'organizzazione che riunisce il maggior numero di cittadini italiani musulmani, che sono ormai oltre 50 mila. Ha la sua sede nazionale a Milano e 10 sedi periferiche in sette differenti regioni italiane.
Approfondiamo la conoscenza di questa realt&#224; con Hamid &#8216;Abd Al-Qadir Distefano, membro della Commissione Affari Giuridici della CO.RE.IS.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1- Tra i principi fondamentali della Costituzione Italiana, l'articolo 3 ci ricorda che &#8220;Tutti i cittadini hanno pari dignit&#224; sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert&#224; e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese&#8221;. Questo articolo ribadisce il principio dell'unit&#224; nella diversit&#224; del popolo italiano, ma a questo principio non corrisponde un quadro adeguato di riconoscimento legislativo, o mi sbaglio?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'espressione &#8220;unit&#224; nella diversit&#224;&#8221; &#232; molto pregnante. La convivenza armoniosa di ogni comunit&#224;, la comunit&#224; familiare, la comunit&#224; dei cittadini, la comunit&#224; nazionale, la comunit&#224; dei credenti, la comunit&#224; umana tout court, si fonda proprio su un principio di riconoscimento di ci&#242; e di chi apparentemente &#232; altro da s&#233;, ma la cui alterit&#224; non va a pregiudicare l'unit&#224; di fondo. La precondizione del riconoscimento &#232; proprio la conoscenza dell'altro che si sviluppi con empatia e onest&#224; intellettuale. Ci&#242; &#232; vero anche se riferito allo sviluppo del quadro normativo inerente il rapporto tra Stato laico italiano e confessioni religiose diverse dalla cattolica. Infatti accanto all'art.3 andrebbe citato anche l'art.8 della nostra Costituzione che sancisce la dinamica normale di questa relazione che dovrebbe scaturire nello strumento dell'Intesa. La mancanza di un'Intesa con la comunit&#224; islamica in Italia deriva dalla scarsa maturit&#224; della comunit&#224; stessa da una parte, dall'altra da un vizio nella prospettiva conoscitiva di cui dicevamo prima sull'Islam in Italia delle nostre istituzioni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;2- Per evitare di rimanere imbrigliati in una miopia politica che vorrebbe difendere &#8220;presunte&#8221; e &#8220;imprecisate&#8221; radici nazionali come &#232; possibile realizzare una vera integrazione in Italia e in Europa? Quali sono le problematiche e le direttrici essenziali di cui gli Stati nazionali devono tener conto per realizzare una vera comunit&#224; nazionale e non discriminante? Pu&#242; spiegarci meglio la questione dei luoghi dediti al culto, delle preghiere, del venerd&#236; e dell'elemosina rituale?
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In primo luogo le radici nazionali o europee, quali si assuma che esse siano, hanno generato nei secoli germogli di civilt&#224; esemplari fondati su un pluralismo autentico, laddove invece l'ottusit&#224; e la mancanza di buona fede hanno prevalso, la conseguenza &#232; stata disastrosa, dal punto di vista spirituale, economico e civile. Una parabola completa in questo itinerario possiamo vederla nelle vicende della Spagna medioevale.
In Italia e in Europa si tratterebbe di guardare ai cittadini di fede islamica in maniera pi&#249; &#8220;laica&#8221;, come una comunit&#224; di uomini e donne ai quali garantire la possibilit&#224; di pregare in luoghi di culto riconosciuti e dignitosi, guidati da imam preparati e alieni da ogni prospettiva fondamentalista, comunit&#224; che si reggano su &#8220;economie&#8221; trasparenti e non sugli interessi di politica estera di altri Stati. All'interno della comunit&#224; esistono poi le risorse intellettuali per sapere sviluppare quegli adattamenti necessari che la civilt&#224; islamica ha sempre sapientemente saputo realizzare in 14 secoli di storia. Per fare un unico esempio &#8220;mediatico&#8221;: gli imam hanno sempre svolto il sermone del venerd&#236; nella lingua del Paese in cui vivevano, laddove invece la Rivelazione del Sacro Corano &#232; sempre stata recitata secondo la lingua sacra. I contenuti della proposta di Intesa avanzata ormai da 10 anni dalla CO.RE.IS. Italiana non fanno che richiamare l'applicazione dei requisiti essenziali del culto islamico, i cinque pilastri: la testimonianza di fede, la preghiera, l'elemosina rituale, il digiuno e il pellegrinaggio a Mecca.&lt;/p&gt;
&lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3117 spip_documents spip_documents_center'&gt; &lt;!--# pour le l&#233;gendage en bas de l'image dans Thickbox : Soit (code origine): title='Word - 66 Kb' Ou : title='Proposta di Intesa tra la Repubblica italiana e la CO.RE.IS. ' Ou nom exact du fichier : title='Proposta_di_Intesa_tra_la_Repubblica_Italiana_e_la_Comunita_Islamica_in_Italia.doc' --&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.glieuros.eu/IMG/doc/Proposta_di_Intesa_tra_la_Repubblica_Italiana_e_la_Comunita_Islamica_in_Italia.doc&quot; title='Proposta di Intesa tra la Repubblica italiana e la CO.RE.IS.' type=&quot;application/msword&quot;&gt;&lt;img src='http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L52xH52/doc-cfac9.png' width='52' height='52' alt='Proposta di Intesa tra la Repubblica italiana e la CO.RE.IS.' style='height:52px;width:52px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;!--# A r&#233;-activer si je veux faire appara&#238;tre le titre sous les vignettes : &lt;dt class='crayon document-titre-3117 spip_doc_titre' style='width:120px;'&gt;&lt;strong&gt;Proposta di Intesa tra la Repubblica italiana e la CO.RE.IS.&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; --&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt; &lt;strong&gt;3-	Lo scorso 19 luglio, il presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso, il presidente dell'europarlamento Buzek e il presidente del Consiglio Europeo Van Rompuy hanno discusso con i massimi esponenti di religione cristiana, ebraica e islamica e delle comunit&#224; Sikh e Hindu sulle modalit&#224; pi&#249; efficaci di lotta contro la povert&#224; e l'esclusione sociale quale imperativo ai fini della governance europea. Questo era il sesto di una serie di incontri annuali varata dal presidente Barroso nel 2005. Per la prima volta la riunione ha avuto luogo nell'ambito del nuovo contesto del trattato di Lisbona, il cui articolo 17 prevede che l'unione intrattenga un dialogo &#8220;aperto, trasparente e regolare&#8221; con le chiese e le comunit&#224; religiose e di pensiero. Quale &#232; stata la posizione dell'imam Yahya Pallavicini, dal momento che la CO.RE.IS Italiana, della quale &#232; Vice Presidente, &#232; stata l'unica organizzazione italiana invitata a Bruxelles per quanto riguarda la religione islamica?
&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3115 spip_documents spip_documents_center'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;IMG/jpg/pallavicini_barroso.jpg&quot; title='L'imam Pallavicini con il Presidente della Commissione Barroso&lt;br /&gt;(Fonte: CO.RE.IS.)' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L241xH267/pallavicini_7f49-4e6c7.jpg' width='241' height='267' alt='JPEG - 65 Kb' style='height:267px;width:241px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dt class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;L'imam Pallavicini con il Presidente della Commissione Barroso&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dd class='spip_doc_descriptif'&gt;&lt;p&gt;(Fonte: CO.RE.IS.)&lt;/p&gt;&lt;/dd&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;Anche in Europa si tratta di favorire l'interazione tra le Istituzioni politiche e le rappresentanze religiose in modo da consentire lo sviluppo delle possibilit&#224; spirituali e materiali dei cittadini europei. I contesti diversi vanno messi in comunicazione e devono potere esercitare tra loro una influenza virtuosa: come non si possono scindere nell'uomo la dimensione spirituale e quella fisica, neppure nella societ&#224; contemporanea si pu&#242; procedere per compartimenti impermeabili l'uno rispetto all'altro. In questo modo lo sviluppo non sar&#224; solo materiale ma costituir&#224; una autentica opportunit&#224; conoscitiva per tutti i cittadini. In questa direzione l'imam Pallavicini ha potuto presentare il complesso e delicato lavoro che la CO.RE.IS. Italiana sta sviluppando anche in ambito socio-economico per il beneficio di tutta la comunit&#224; islamica, attraverso strumenti che sappiano rappresentare anche in tale ambito l'apporto dei principi fondanti l'economia islamica, essa stessa basata su quei presupposti etici che l'Europa stessa sta riscoprendo a seguito della recente crisi finanziaria internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3116 spip_documents spip_documents_center'&gt; &lt;!--# pour le l&#233;gendage en bas de l'image dans Thickbox : Soit (code origine): title='PDF - 87,7 Kb' Ou : title='Il discorso dell'imam Pallavicini alla Commissione europea ' Ou nom exact du fichier : title='combattere_l_esclusione_sociale_-discorso_alla_commissione_europea.pdf' --&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.glieuros.eu/IMG/pdf/combattere_l_esclusione_sociale_-discorso_alla_commissione_europea.pdf&quot; title='Il discorso dell'imam Pallavicini alla Commissione europea' type=&quot;application/pdf&quot;&gt;&lt;img src='http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L52xH52/pdf-eb697.png' width='52' height='52' alt='Il discorso dell'imam Pallavicini alla Commissione europea' style='height:52px;width:52px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;!--# A r&#233;-activer si je veux faire appara&#238;tre le titre sous les vignettes : &lt;dt class='crayon document-titre-3116 spip_doc_titre' style='width:120px;'&gt;&lt;strong&gt;Il discorso dell'imam Pallavicini alla Commissione europea&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; --&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Stop! Coi Rolling stones</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Stop-Coi-Rolling-stones,4000.html</link>
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		<dc:date>2010-09-07T10:36:23Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Notizie dal mondo</dc:subject>
		<dc:subject>Vicino e Medio Oriente</dc:subject>

		<description>Non &#232; servita, finora, la mobilitazione della comunit&#224; internazionale a fermare la condanna a morte per Sakineh, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio. Centinaia di migliaia di firme raccolte in diversi paesi europei per appellarsi al governo di Teheran non sono finora valse la grazia alla sfortunata donna. A poco sono serviti gli appelli del Papa, dei governi europei, di note personalit&#224; del mondo della cultura e dello spettacolo. Addirittura minacce di morte sono state (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Proche-et-Moyen-Orient-+.html" rel="tag"&gt;Vicino e Medio Oriente&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L80xH100/arton4000-9199e.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='80' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:80px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Non &#232; servita, finora, la mobilitazione della comunit&#224; internazionale a fermare la condanna a morte per Sakineh, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio. Centinaia di migliaia di firme raccolte in diversi paesi europei per appellarsi al governo di Teheran non sono finora valse la grazia alla sfortunata donna. A poco sono serviti gli appelli del Papa, dei governi europei, di note personalit&#224; del mondo della cultura e dello spettacolo. Addirittura minacce di morte sono state lanciate all'indirizzo di Carla Bruni, rea di essersi schierata apertamente contro tale barbara violazione dei diritti della donna. Anche la comunit&#224; islamica italiana ha espresso la propria contrariet&#224; rispetto alla lapidazione, giacch&#233; il Corano, unica fonte di legge per l'Islam, non ne fa alcun cenno.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: repubblica.it
Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>I minatori del Diavolo</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/I-minatori-del-Diavolo,3998.html</link>
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		<dc:date>2010-09-07T10:33:13Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>America Latina</dc:subject>
		<dc:subject>Societ&#224;, Cittadinanza e Storia</dc:subject>

		<description>Un mese &#232; oramai passato dal crollo che ha sorpreso 33 minatori cileni in fondo a una galleria nella miniera di San Jos&#233;. Dopo due settimane di disperazione il primo segnale di vita dal fondo del tunnel, e da allora la lotta contro il tempo e contro la montagna per tirare fuori i minatori che nel frattempo leggono, scrivono e cantano per trovare la forza di resistere. Anche la NASA prender&#224; parte alle operazioni di recupero, ciononostante ci vorranno almeno 4 mesi per scavare un tunnel (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH113/arton3998-61b5e.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='113' class='spip_logos' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Un mese &#232; oramai passato dal crollo che ha sorpreso 33 minatori cileni in fondo a una galleria nella miniera di San Jos&#233;. Dopo due settimane di disperazione il primo segnale di vita dal fondo del tunnel, e da allora la lotta contro il tempo e contro la montagna per tirare fuori i minatori che nel frattempo leggono, scrivono e cantano per trovare la forza di resistere. Anche la NASA prender&#224; parte alle operazioni di recupero, ciononostante ci vorranno almeno 4 mesi per scavare un tunnel parallelo. A 54 anni di distanza dalla tragedia di Marcinelle che segn&#242; profondamente le coscienze degli italiani, l'ennesimo incidente ci ricorda quanto ancora si debba fare sulla strada della sicurezza sul lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: repubblica.it
Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>A volto scoperto</title>
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		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Spagna</dc:subject>
		<dc:subject>Citt&#224; e Regioni</dc:subject>

		<description>L'ETA, l'organizzazione indipendentista basca, ha proclamato un cessate il fuoco per poter affrontare il processo per l'indipendenza dei Paesi Baschi in maniera democratica. Sono state quindi accolte le richieste del suo braccio politico Batasuna, che aveva chiesto di deporre le armi ed aprire in maniera ufficiale una trattativa con i governi francese e spagnolo. Dopo numerosi arresti che hanno decapitato l'orgnaizzazione basca negli ultimi mesi, la parola passa ora al governo di Madrid, che (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH100/arton3999-c0f1c.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;L'ETA, l'organizzazione indipendentista basca, ha proclamato un cessate il fuoco per poter affrontare il processo per l'indipendenza dei Paesi Baschi in maniera democratica. Sono state quindi accolte le richieste del suo braccio politico Batasuna, che aveva chiesto di deporre le armi ed aprire in maniera ufficiale una trattativa con i governi francese e spagnolo. Dopo numerosi arresti che hanno decapitato l'orgnaizzazione basca negli ultimi mesi, la parola passa ora al governo di Madrid, che deve decidere se considerare credibile la proposta dell'ETA e riconoscere la legittimit&#224; della sua struttura politica (Batasuna &#232; tuttora considerato un partito fuorilegge) o se perseverare nella sua battaglia frontale all'indipendentismo basco.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: BBCnews
Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>30 cavalli</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/30-cavalli,4002.html</link>
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		<dc:date>2010-09-07T10:32:36Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Immigrazione, polizia e giustizia</dc:subject>
		<dc:subject>Italia</dc:subject>
		<dc:subject>Mediterraneo</dc:subject>

		<description>30 cavalli berberi, ma anche 500 hostess a gettone (70 euro per la presenza) e una singolare richiesta di 5 miliardi di euro. Sono le cifre che hanno contraddistinto la visita del Colonnello Gheddafi a Roma, ancora una volta all'insegna del folklore. Non ha fatto piacere alla Lega l'auspicio di Gheddafi a che l'Europa diventi musulmana. Si attende invece una reazione del governo italiano e dell'Unione Europea alla richiesta di 5 miliardi di euro affinch&#233; la Libia continui a bloccare i flussi (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Italie-+.html" rel="tag"&gt;Italia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Mediterranee-+.html" rel="tag"&gt;Mediterraneo&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L100xH150/arton4002-956ed.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='100' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:100px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;30 cavalli berberi, ma anche 500 hostess a gettone (70 euro per la presenza) e una singolare richiesta di 5 miliardi di euro. Sono le cifre che hanno contraddistinto la visita del Colonnello Gheddafi a Roma, ancora una volta all'insegna del folklore. Non ha fatto piacere alla Lega l'auspicio di Gheddafi a che l'Europa diventi musulmana. Si attende invece una reazione del governo italiano e dell'Unione Europea alla richiesta di 5 miliardi di euro affinch&#233; la Libia continui a bloccare i flussi migratori che dalle sue coste cercano di raggiungere l'Europa. Quello che era stato presentato dal governo Berlusconi come un enorme successo nella lotta all'immigrazione clandestina si rivela ora un enorme boomerang, in una partita che si gioca sulla pelle dei migranti.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Vecchio scarpone</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Vecchio-scarpone,4001.html</link>
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		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Gran Bretagna </dc:subject>
		<dc:subject>Vicino e Medio Oriente</dc:subject>

		<description>&#171;L'autobiografia di Tony Blair vi far&#224; storcere il naso per i suoi luoghi comuni, ma &#232; anche, a tratti, estremamente sincera. Tranne quando si parla di Iraq&#187;. Con queste parole il critico letterario del Guardian accoglie la pubblicazione dell'ultima fatica letteraria dell'ex primo ministro britannico. A Dublino, invece, Blair &#232; stato accolto da lanci di uova e scarpe. Il gesto &#232; ormai diventato un simbolo della protesta contro il conflitto iracheno, dopo che Bush ne fu per primo vittima durante una (...)

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		</description>


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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&#171;L'autobiografia di Tony Blair vi far&#224; storcere il naso per i suoi luoghi comuni, ma &#232; anche, a tratti, estremamente sincera. Tranne quando si parla di Iraq&#187;. Con queste parole il critico letterario del Guardian accoglie la pubblicazione dell'ultima fatica letteraria dell'ex primo ministro britannico. A Dublino, invece, Blair &#232; stato accolto da lanci di uova e scarpe. Il gesto &#232; ormai diventato un simbolo della protesta contro il conflitto iracheno, dopo che Bush ne fu per primo vittima durante una conferenza stampa a Baghdad. Chiss&#224; se sar&#224; pi&#249; grande, per Blair, il rammarico per le critiche o la consolazione per le vendite, che si preannunciano milionarie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: The Guardian Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>&#1488;&#1505;&#1508;&#1488;&#1512;&#1488;&#1504;&#1494;&#1492;, speranza, &#1575;&#1605;&#1604;</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/%D7%90%D7%A1%D7%A4%D7%90%D7%A8%D7%90%D7%A0%D7%96%D7%94-speranza-%D8%A7%D9%85%D9%84,4004.html</link>
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		<dc:date>2010-09-07T10:32:01Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Notizie dal mondo</dc:subject>
		<dc:subject>Vicino e Medio Oriente</dc:subject>

		<description>Riprendono i negoziati di pace tra l'Autorit&#224; Palestinese e Israele, dopo l'ennesima interuzione dell'ormai lontano Dicembre 2008. La speranza che si giunga ad una soluzione sembra trasparire dalle parole dei due leader, che si dichiarano pronti a cercare un compromesso partendo dal mutuo riconoscimento dei due Stati. Ma la strada non sar&#224; facile: Netanyahu afferma che la pace va difesa dai suoi nemici, mentre Abu Mazen chiarisce che i negoziati si fermeranno immediatamente se riprenderanno gli (...)

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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Riprendono i negoziati di pace tra l'Autorit&#224; Palestinese e Israele, dopo l'ennesima interuzione dell'ormai lontano Dicembre 2008. La speranza che si giunga ad una soluzione sembra trasparire dalle parole dei due leader, che si dichiarano pronti a cercare un compromesso partendo dal mutuo riconoscimento dei due Stati. Ma la strada non sar&#224; facile: Netanyahu afferma che la pace va difesa dai suoi nemici, mentre Abu Mazen chiarisce che i negoziati si fermeranno immediatamente se riprenderanno gli insediamenti di coloni nei Territori Occupati. E Hamas ribadisce la propria posizione uccidendo 4 coloni in Cisgiordania. Le possibilit&#224; di successo sono appese a un filo, ma dopo la recente crisi umanitaria a Gaza i nuovi negoziati rappresentano comunque una nuova speranza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: Corriere.it Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Wilders, l'incognita dell'Olanda</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Wilders-l-incognita-dell-Olanda,3987.html</link>
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		<dc:date>2010-09-02T12:02:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Giuseppe TERRANOVA</dc:creator>


		<dc:subject>Paesi Bassi</dc:subject>
		<dc:subject>Politiche interne</dc:subject>
		<dc:subject>West - Welfare, Societ&#224;, Territorio</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Continua la collaborazione de Gli Euros con il quotidiano di affari sociali West - Welfare, Societ&#224;, Territorio. E' la volta dell'Olanda, dove le negoziazioni per formare il nuovo governo, a tre mesi dalle elezioni, restano ostaggio della destra anti-immigrazione di Geert Wilders. Ma quali sono le vere chance dell'ultima espressione del neopopulismo all'europea? Meteora politica o astro nascente?&lt;/p&gt;

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH113/arton3987-2c398.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='113' class='spip_logos' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Continua la collaborazione de Gli Euros con il quotidiano di affari sociali West - Welfare, Societ&#224;, Territorio. E' la volta dell'Olanda, dove le negoziazioni per formare il nuovo governo, a tre mesi dalle elezioni, restano ostaggio della destra anti-immigrazione di Geert Wilders. Ma quali sono le vere chance dell'ultima espressione del neopopulismo all'europea? Meteora politica o astro nascente?&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;L'articolo &#232; stato pubblicato sul quotidiano &lt;a href='http://www.west-info.eu/it/' class='spip_out' rel='external'&gt;West - Welfare, Societ&#224;, Territorio&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dopo le grida di preoccupato allarme per il successo elettorale del partito di Geert Wilders, sulla situazione politica olandese &#232; sceso un colpevole silenzio. Un disinteresse tanto pi&#249; colpevole se si tiene conto che l'incertezza e l'instabilit&#224; politica &#232; quanto mai inusuale per un paese dalle nobili tradizioni democratiche. Quello olandese, dunque, &#232; un problema al quale l'intera Europa deve prestare attenzione.
Perch&#233; in Olanda, a quasi tre mesi dalle ultime elezioni politiche, la formazione di un nuovo governo &#232; sempre pi&#249; un rebus? La verit&#224; &#232; che la tornata elettorale dello scorso giugno ha prodotto soltanto frammentazioni e incertezze nell'instabile scenario politico olandese. La d&#233;bacle dei due grandi partiti, quello democristiano (21 seggi) e quello laburista (30 seggi); la vittoria stentata del partito liberale (31 seggi) che deve fare i conti con il Partito della Libert&#224; (PVV) di Geert Wilders (passato da 9 a 24 seggi), non solo ha reso quasi impossibile la nascita di un nuovo esecutivo, ma ha anche posto una questione pi&#249; generale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fin dai tempi di Weimar, infatti, le democrazie occidentali si interrogano su come relazionarsi con le formazioni politiche extra-parlamentari. Escluderle dal gioco democratico o favorire una loro inclusione? E, quest'ultima opzione non pu&#242; tradursi in un cavallo di Troia degli estremisti?
Insomma Amsterdam &#232; come Weimar? E' questo l'enigma che ancora oggi rallenta la formazione del nuovo esecutivo olandese. A noi non sembra cos&#236;. Per almeno due ragioni.
La prima, sappiamo che la storia dei partiti neo-populisti europei negli ultimi due decenni ha seguito percorsi diametralmente opposti a quello registrato nella Repubblica tedesca tra le due guerre mondiali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Come ha affermato il politologo francese Jean-Yves Camus in un'intervista al nostro giornale, le formazioni cosiddette populiste, dopo gli straordinari successi elettorali degli esordi, si sono sistematicamente trovate a un bivio: moderarsi per entrare in Parlamento e nel governo o continuare sulla strada dell'estremismo. Che per&#242; si &#232; sempre rivelata senza sbocco.
In questo senso, se il PVV, com'&#232; probabile, fornir&#224; un appoggio esterno al nuovo esecutivo olandese, &#232; possibile sostenere che nel breve periodo Geert Wilders non rinuncer&#224; alle sue sortite anti-immigrati e anti-Islam. Tant'&#232; che ha gi&#224; annunciato di voler partecipare alle celebrazioni dell'11 settembre a New York per manifestare contro il progetto che prevede la costruzione di una moschea nei pressi di Ground Zero. Sul lungo periodo, per&#242;, Wilders dovr&#224; scegliere se limare gli atteggiamenti pi&#249; estremisti per trasformare il PVV in un partito di governo o continuare a fare il capo popolo. In quest'ultimo caso i successi degli ultimi anni potrebbero trasformarsi in un fuoco di paglia. Fermo restando che in politica nulla &#232; immutabile e, dunque, conviene sempre stare allerta. Evitando la tentazione del tacchino induttivista.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Senza dimenticare, ed &#232; questa la seconda ragione, che i grandi partiti e, pi&#249; in generale l'establishment olandese, per sopravvivere devono fare i conti con le sfide e le problematiche poste dal biondone capo-popolo. Non solo in tema di immigrazione, ma anche per quanto riguarda le politiche di welfare. Lasciare il monopolio di questioni cos&#236; delicate alle forze anti-sistema non sembra consigliabile.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Nicholas Sarkozy</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Nicholas-Sarkozy,3977.html</link>
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		<dc:date>2010-08-30T18:41:49Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Diversit&#224; / Minoranze</dc:subject>
		<dc:subject>Francia</dc:subject>
		<dc:subject>Politiche interne</dc:subject>

		<description>Bastonato dai sondaggi d'opinione pre-estivi, l'iperpresidente &#232; tornato a cavalcare come-prima-pi&#249;-prima l'idra della sicurezza, che ai tempi in cui era ancora Ministro dell'Interno ne aveva spianato l'ascesa all'Eliseo. Privazione della nazionalit&#224; francese agli immigrati macchiatisi di reati gravi, giro di vite sui rom, inasprimento delle pene per la delinquenza minorile. Gli obiettivi nel mirino di Sarko si moltiplicano, con buona pace degli attivisti per i diritti umani e speculare giubilo (...)

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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Bastonato dai sondaggi d'opinione pre-estivi, l'iperpresidente &#232; tornato a cavalcare come-prima-pi&#249;-prima l'idra della sicurezza, che ai tempi in cui era ancora Ministro dell'Interno ne aveva spianato l'ascesa all'Eliseo. Privazione della nazionalit&#224; francese agli immigrati macchiatisi di reati gravi, giro di vite sui rom, inasprimento delle pene per la delinquenza minorile. Gli obiettivi nel mirino di Sarko si moltiplicano, con buona pace degli attivisti per i diritti umani e speculare giubilo dell'estrema destra europea. Solo che la strategia del pugno di ferro, agitato e fatto agitare ai suoi fedelissimi, per ora almeno pare non pagare. La popolarit&#224; del Nostro, secondo le ultime indagini statistiche, resta bloccata ai minimi storici.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Boris Tadic</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Boris-Tadic,3976.html</link>
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		<dc:date>2010-08-30T18:35:01Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Allargamento</dc:subject>
		<dc:subject>Balcani</dc:subject>

		<description>Il premier serbo ha il merito di aver sottratto il paese dall'orbita seducente della Russia, gettando con sincera convinzione le basi per un futuro sotto le dodici stelle del firmamento europeo. Non a caso l'UE l'ha premiato scongelando a fine 2009 l'Accordo di Stabilizzazione e Associazione, primo concreto passo verso l'adesione vera e propria. Ecco che adesso il buonsenso dell'europeista Tadic torna a fare capolino sullo spinoso nodo Kosovo. La controversa indipendenza dell'ex provincia serba a (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH101/arton3976-34961.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='101' class='spip_logos' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il premier serbo ha il merito di aver sottratto il paese dall'orbita seducente della Russia, gettando con sincera convinzione le basi per un futuro sotto le dodici stelle del firmamento europeo. Non a caso l'UE l'ha premiato scongelando a fine 2009 l'Accordo di Stabilizzazione e Associazione, primo concreto passo verso l'adesione vera e propria. Ecco che adesso il buonsenso dell'europeista Tadic torna a fare capolino sullo spinoso nodo Kosovo. La controversa indipendenza dell'ex provincia serba a maggioranza albanese ha da poco ottenuto un'implicita benedizione della Corte di Giustizia Internazionale. E piuttosto che reagire con rappresaglie di sorta, come molti compatrioti desidererebbero, il presidente apre le porte a un compromesso invocando l'aiuto di Bruxelles. Un atto di grande maturit&#224; politica che dissipa gli ultimi fantasmi di Milosevic.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>A dieci anni dalla sua entrata in vigore: la caduta dell'euro?</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/A-dieci-anni-dalla-sua-entrata-in,3960.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.glieuros.eu/A-dieci-anni-dalla-sua-entrata-in,3960.html</guid>
		<dc:date>2010-08-30T18:00:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Anna Paternino (traduttrice), Peter CLAEYS</dc:creator>


		<dc:subject>Politiche economiche e monetarie</dc:subject>
		<dc:subject>Budget e finanze pubbliche</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Circa due anni fa, nel momento in cui la crisi economica aveva iniziato a dilagare sembr&#242; che si trattasse di un problema riguardante principalmente gli Stati Uniti. La Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, riusc&#236; a mantenere a galla il sistema bancario soltanto con l'aiuto dei contribuenti americani, seppure con un enorme aumento del debito pubblico. L'Europa, grazie agli interventi della Banca Centrale Europea (BCE) e dei governi europei, riusc&#236; a resistere allo tsunami della crisi finanziaria. L'euro venne considerato un successo sotto tutti i punti di vista. La moneta comune, dieci anni dopo la sua entrata in vigore, aveva protetto l'Europa dall'instabilit&#224; economica. La politica economica continuava ad essere indirizzata a una crescita economica stabile, con una bassa inflazione.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-Articles-d-analyses-.html" rel="directory"&gt;1. Articoli di analisi&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Politiques-economiques-et-+.html" rel="tag"&gt;Politiche economiche e monetarie&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Budget-et-finances-publiques-+.html" rel="tag"&gt;Budget e finanze pubbliche&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH101/arton3960-40eb7.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='101' class='spip_logos' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Circa due anni fa, nel momento in cui la crisi economica aveva iniziato a dilagare sembr&#242; che si trattasse di un problema riguardante principalmente gli Stati Uniti. La Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, riusc&#236; a mantenere a galla il sistema bancario soltanto con l'aiuto dei contribuenti americani, seppure con un enorme aumento del debito pubblico. L'Europa, grazie agli interventi della Banca Centrale Europea (BCE) e dei governi europei, riusc&#236; a resistere allo tsunami della crisi finanziaria. L'euro venne considerato un successo sotto tutti i punti di vista. La moneta comune, dieci anni dopo la sua entrata in vigore, aveva protetto l'Europa dall'instabilit&#224; economica. La politica economica continuava ad essere indirizzata a una crescita economica stabile, con una bassa inflazione.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Due anni dopo, la politica economica della zona euro &#232; al contrario distrutta. La crisi del debito in Grecia ha messo in evidenza la debolezza di una combinazione tra una politica monetaria a livello europeo e le politiche fiscali a livello nazionale. Le divergenze tra i governi degli Stati Membri sugli obiettivi economici comuni sarebbero dovute essere chiare sin dall'entrata in vigore dell'euro. E mentre finora la BCE &#232; stata in grado di attenersi al suo obiettivo, mantenendo un'inflazione pari al 2%, i governi nazionali non sono stati in grado di seguire il Patto di Stabilit&#224; e Crescita con lo stesso rigore. Negli ultimi dieci anni il rigore dei conti pubblici &#232; stato abbandonato, e non soltanto dalla Grecia o dal Portogallo. Nel 2002 Francia e Germania hanno riscritto le regole del Patto nel modo a loro pi&#249; consono. Inoltre, le riforme strutturali a livello nazionale (attraverso la cosiddetta Strategia di Lisbona) o a livello europeo (attraverso l'approfondimento del mercato unico) non sono state prese seriamente in considerazione. Gli stati membri dell'Unione Europea hanno spesso continuato a portare avanti i loro interessi nazionali, perfino in quei settori di competenza dell'Unione Europea.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Dieci anni dopo, una riforma delle politiche sull'euro&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L'accordo raggiunto il 16 maggio, ha dato un ultimo scossone al consenso di Bruxelles- Francoforte nella zona euro. Per difendere l'euro, la BCE ha abbandonato la sua priorit&#224;, ovvero la stabilit&#224; dei prezzi, acquistando titoli di stato; creer&#224; l'inflazione iniettando liquidit&#224; a breve termine o ricapitalizzando il bilancio sempre pi&#249; debole a lungo termine. Come risarcimento per la Germania che accetta l'indebolimento della BCE, ai paesi con un alto deficit come Spagna, Francia e Italia viene chiesto di tagliare i loro bilanci in modo drastico. Ma &#232; probabile che tutto ci&#242; vada a deprimere ulteriormente la crescita economica, proprio adesso che i primi segnali di ripresa economica erano iniziati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non &#232; ancora chiaro cosa di fatto implichi questa nuova politica. L'accordo che permette alla BCE di acquistare i titoli di stato e iniettare liquidit&#224; potrebbe essere destinato a ridurre il debito ricorrendo all'inflazione. E la forte riduzione del deficit richiesta dai paesi pi&#249; indebitati potrebbe costituire un modo per deflazionare queste economie, e permettere che riacquistino competitivit&#224;. Non ci sono soltanto dubbi sulla possibile riuscita di questa formula dal punto di vista economico, ma ci sono anche dubbi sul fatto che questa tipo di politica sia effettivamente realizzabile dal punto di vista politico.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
La politica economica costruita a tavolino &#232; la chiave del fallimento&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Cosa vuol dire chiedere dei sacrifici alla Grecia o alla Spagna, in cambio di aiuto da parte della BCE e di altri stati membri? Dal punto di vista politico &#232; possibile chiedere alla Grecia di suicidarsi, economicamente parlando, per i prossimi vent'anni? Ed &#232; possibile mantenere la solidariet&#224; all'interno dell'Europa con una politica economica fatta di sacrifici? Sembra che si tratti di battibecchi politici piuttosto che di una politica economica. La domanda fondamentale sorta agli inizi dell'Unione Monetaria Europea (UME) non &#232; ancora svanita: quanto potr&#224; ancora durare un'unione economica senza un'unione dal punto di vista politico? Un paese non ha bisogno di avere la propria valuta, ma esistono alcuni motivi per cui non esistono valute senza uno stato.&lt;/p&gt; &lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_3074 spip_documents spip_documents_right' style='float:right;width:238px;'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;IMG/jpg/ecb-2.jpg&quot; title='La Banca Centrale Europea&lt;br /&gt;Fonte: U-g-g-B-o-y-(-Photograp h-World-Sense-) da Flickr.com' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L238xH320/ecb-2-13aeaja495-155d1.jpg' width='238' height='320' alt='JPEG - 187,1 Kb' style='height:320px;width:238px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dt class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;La Banca Centrale Europea&lt;/strong&gt;&lt;/dt&gt; &lt;dd class='spip_doc_descriptif'&gt;&lt;p&gt;Fonte: U-g-g-B-o-y-(-Photograp h-World-Sense-) da Flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/dd&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;Una moneta comune impone vere e proprie restrizioni alle politiche economiche che devono essere adottate da ogni stato membro. Imporre rigidit&#224; in termini di bilancio e flessibilit&#224; attraverso politiche deflazionistiche &#232; difficile in Europa. Ci&#242; non implica soltanto politiche impopolari con grandi effetti politici. &#200; compromettente sotto il profilo economico, e impone inutilmente un alto costo alla societ&#224;. Ed &#232; anche contrario allo spirito del mercato unico e allo scopo di un'integrazione pi&#249; stretta. In questo modo mina alla base la convinzione per cui l'integrazione politica ed economica &#232; benefica per i cittadini dell'UE. La vera sfida per l'Unione Europea &#232; sul piano politico piuttosto che economico. Nonostante i primi passi gi&#224; fatti con il Trattato di Lisbona, non esiste ancora un orientamento politico per il bene comune dell'Europa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Una domanda a questa risposta &#232; urgente. I mercati hanno continuato a finanziare i deficit negli ultimi dieci anni, in parte per l'ambiente economico vantaggioso, e in parte per la prospettiva futura di una mix di politiche stabili che puntassero ad una crescita a lungo termine. Ma la crisi ha fatto vacillare la convinzione per cui i politici europei siano fermamente decisi a subire le conseguenze di un'integrazione sempre pi&#249; stretta. Le indecisioni politiche relative al Trattato di Lisbona hanno dovuto mostrare chiaramente che l'Europa resta divisa nei suoi obiettivi economici e politici. Le esitazioni di Angela Merkel, l'inattivit&#224; dei governi dell'Europa meridionale, le continue discussioni sulle riforme, l'esiguo conferimento di poteri al Consiglio Europeo nel corso della crisi, hanno mostrato chiaramente l'incapacit&#224;, da parte dei governi europei, di battersi per un'ulteriore integrazione. Nessun pacchetto di misure anticrisi di una qualsiasi entit&#224; &#232; in grado di risolvere questo problema. Fa soltanto guadagnare tempo. Ma la domanda non pu&#242; essere rimandata all'infinito, e il consenso politico all'interno dell'UE non pu&#242; essere messo a tacere con quantit&#224; sempre maggiori di denaro preso in prestito dagli USA o dalla Cina.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
Grandi passi per governare l'Europa ed evitare il peggio&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il pi&#249; grande pericolo per l'UME &#232; forse l'esitazione a voler avanzare con determinazione verso un'unione politica. Purtroppo il tempo a disposizione sta finendo, e ora non c'&#232; tempo per discutere per altri 20 anni su un altro trattato. Per risolvere questo problema, un importante passo avanti deve essere fatto nell'ambito di una governance economica della zona euro. Governance economica non vuol dire soltanto controlli pi&#249; rigidi sul budget con un monitoraggio indipendente e sanzioni pi&#249; dure. Fondamentalmente una governance implica una politica in grado di bilanciare le instabilit&#224; economiche di tutta l'Europa. Ci&#242; implica un'ampia tassazione europea, con un budget significativo a livello europeo (con la possibilit&#224; di emettere eurobbligazioni) come strumento per la stabilizzazione delle fluttuazioni economiche. Una politica economica comunitaria richiede anche un governo economico che non si basi sull'insieme di particolari interessi nazionali, ma sull'interesse europeo comunitario, un governo guidato preferibilmente dalla Commissione Europea. Se questi provvedimenti non potranno essere presi, bisogner&#224; prepararsi ad assedi alle banche in alcuni stati membri, a banche sempre pi&#249; in crisi, a una caduta a picco dell'euro, a turbolenze politiche e forse alla secessione in alcuni paesi dell'UME o, per concludere, alla fine dell'euro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;(Foto logo: mammal su Flickr.com)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Perch&#233; l'Italia &#171;snobba&#187; Bruxelles </title>
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		<dc:date>2010-08-30T17:40:00Z</dc:date>
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		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Istituzioni</dc:subject>
		<dc:subject>Italia</dc:subject>
		<dc:subject>Petite UNE</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;&#8220;Noiosa&#8221;, &#8220;complicata&#8221;, &#8220;inefficace&#8221;. L'Unione Europea, si sa, ha poca presa sui pensieri e le ambizioni dei nostri politici, salvo rare e perci&#242; stesso ancor pi&#249; fulgide eccezioni. Il punto de l'Economist...&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-Regards-d-Europeens-.html" rel="directory"&gt;2. Sguardi da europei&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Institutions-+.html" rel="tag"&gt;Istituzioni&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Italie-+.html" rel="tag"&gt;Italia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Petite-UNE-+.html" rel="tag"&gt;Petite UNE&lt;/a&gt;

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 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH101/arton3961-6055b.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='101' class='spip_logos' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;&#8220;Noiosa&#8221;, &#8220;complicata&#8221;, &#8220;inefficace&#8221;. L'Unione Europea, si sa, ha poca presa sui pensieri e le ambizioni dei nostri politici, salvo rare e perci&#242; stesso ancor pi&#249; fulgide eccezioni. Il punto de l'Economist...&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&#8220;Noiosa&#8221;, &#8220;complicata&#8221;, &#8220;inefficace&#8221;. L'Unione Europea, si sa, ha poca presa sui pensieri e le ambizioni dei nostri politici, salvo rare e perci&#242; stesso ancor pi&#249; fulgide eccezioni. Di tale distacco, il tasso di assenteismo tra gli eurodeputati italiani, generalmente alto, &#232; certo l'elemento probante pi&#249; familiare al grande pubblico, venendo rilanciato dalla stampa del Belpaese con ciclica frequenza. Un altro esempio eloquente arriva dal blog di Marco Zatterin, corrispondente da Bruxelles per La Stampa, il quale non perde mai occasione per &#8220;pizzicare&#8221; e segnalare i (tanti) forfait dei ministri italiani ai meeting del Consiglio. L'aneddotica delle istituzioni, le voci di corridoio e i rumors che circolano a Bruxelles pullulano in ogni caso di storie in tal senso. Cos&#236; perfino &lt;a href='http://www.economist.com/node/16693617?story_id=16693617&amp;CFID=140132494&amp;CFTOKEN=22853781' class='spip_out' rel='external'&gt;l'Economist dalle colonne della rubrica &#8220;Charlemagne&#8221; ha provato a interrogarsi su quello che definisce &#8220;benign neglect&#8221;&lt;/a&gt;, il disinteresse benigno della politica italiana verso Bruxelles. Benigno proprio perch&#233; non colluso con alcun euroscetticismo di sorta. Un tema di cui a pi&#249; frangenti si &#232; interessata Federiga Bindi (&lt;i&gt;L'influenza italiana nei processi decisionali CE&lt;/i&gt; e, a breve in uscita per il Brookings Institution Press &lt;i&gt;Italy and the European Union&lt;/i&gt;), studiosa di fama internazionale citata dallo stesso articolo del settimanale britannico. Buona lettura.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Le sang impur</title>
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		<dc:date>2010-08-04T23:12:24Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Immigrazione, polizia e giustizia</dc:subject>
		<dc:subject>Francia</dc:subject>

		<description>Francia sotto shock per un video che mostra le violenze della gendarmerie durante lo sgombero di un gruppo d'immigrati da una banlieue. Il video, registrato di nascosto da un attivista dell'associazione Droit au logement (&#171;Diritto alla casa&#187;), mostra aggressioni di una violenza inaudita. Una madre e il suo bambino trascinati sull'asfalto senza alcuna pieta', si attendono interventi del governo che spieghino l'accaduto. Ecco il video delle violenze nella banlieue Fonte: Le monde (Foto: (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-La-mauvaise-nouvelle-.html" rel="directory"&gt;6. La cattiva notizia&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Immigration-police-et-justice-+.html" rel="tag"&gt;Immigrazione, polizia e giustizia&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-France-+.html" rel="tag"&gt;Francia&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L113xH150/arton3942-00ca7.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='113' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:113px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Francia sotto shock per un video che mostra le violenze della gendarmerie durante lo sgombero di un gruppo d'immigrati da una banlieue. Il video, registrato di nascosto da un attivista dell'associazione Droit au logement (&#171;Diritto alla casa&#187;), mostra aggressioni di una violenza inaudita. Una madre e il suo bambino trascinati sull'asfalto senza alcuna pieta', si attendono interventi del governo che spieghino l'accaduto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;a href='http://www.lepost.fr/article/2010/07/28/2166606_video-d-une-expulsion-a-la-courneuve-des-violences-policieres-denoncees.html' class='spip_out' rel='external'&gt;Ecco il video delle violenze nella banlieue&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: Le monde (Foto: Flickr)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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<item xml:lang="it">
		<title>Diritto alla fonte</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Diritto-alla-fonte,3945.html</link>
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		<dc:date>2010-08-04T23:11:39Z</dc:date>
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		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Notizie dal mondo</dc:subject>

		<description>L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato un documento storico, seppure non vincolante: l'acqua &#232; infatti, per la prima volta, riconosciuta come un diritto umano il cui accesso va garantito ad ogni persona. La risoluzione &#232; passata dopo 15 anni di dibattiti e le astensioni pesanti di Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Australia, secondo i quali il testo appena approvato ostacolerebbe i lavori su una normativa simile in corso di discussione presso il Consiglio per i Diritti Umani. (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-La-bonne-nouvelle-.html" rel="directory"&gt;5. La buona notizia&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-International-+.html" rel="tag"&gt;Notizie dal mondo&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH100/arton3945-32f42.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato un documento storico, seppure non vincolante: l'acqua &#232; infatti, per la prima volta, riconosciuta come un diritto umano il cui accesso va garantito ad ogni persona. La risoluzione &#232; passata dopo 15 anni di dibattiti e le astensioni pesanti di Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Australia, secondo i quali il testo appena approvato ostacolerebbe i lavori su una normativa simile in corso di discussione presso il Consiglio per i Diritti Umani. Nel frattempo, comunque, viene riconosciuto ufficialmente dall'ONU che &quot;l'accesso a un'acqua potabile pulita e di qualit&#224; &#232; un diritto dell'uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita&#8221; mentre si invitano i paesi industrializzati a cooperare &#8220;affinch&#233; tutti nel mondo abbiano accesso all'acqua&#8221;. Accesso che attualmente &#232; impedito a 884 milioni di persone, mentre oltre due miliardi e mezzo di persone ne beneficiano in condizioni igienico-sanitarie insufficienti.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: repubblica.it Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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<item xml:lang="it">
		<title>Previsioni del tempo</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Previsioni-del-tempo,3946.html</link>
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		<dc:date>2010-08-04T23:11:19Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Redazione - gli Euros</dc:creator>


		<dc:subject>Ambiente</dc:subject>
		<dc:subject>Governance mondiale</dc:subject>
		<dc:subject>Clima: l'ora della verit&#224;</dc:subject>

		<description>Dal 2 al 6 Agosto si discuter&#224; a Bonn del futuro della cooperazione globale sulla riduzione dei gas serra. Si avvicina, infatti, la scadenza del protocollo di Kyoto e i leader mondiali devono rapidamente giungere ad un nuovo accordo per evitare di ritrovarsi in un vuoto normativo che renderebbe vani gli sforzi compiuti finora. Ma la strada sembra impervia: secondo il gruppo dei 77 paesi in via di sviluppo, la bozza di accordo &#232; eccessivamente sbilanciata a favore dei paesi industrializzati. (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-Le-rendez-vous-.html" rel="directory"&gt;4. L'attesa&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Environnement-+.html" rel="tag"&gt;Ambiente&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Gouvernance-mondiale-ONU-OMC-etc-+.html" rel="tag"&gt;Governance mondiale&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Changement-climatique-l-heure-de-+.html" rel="tag"&gt;Clima: l'ora della verit&#224;&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L148xH150/arton3946-f60be.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='148' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:148px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Dal 2 al 6 Agosto si discuter&#224; a Bonn del futuro della cooperazione globale sulla riduzione dei gas serra. Si avvicina, infatti, la scadenza del protocollo di Kyoto e i leader mondiali devono rapidamente giungere ad un nuovo accordo per evitare di ritrovarsi in un vuoto normativo che renderebbe vani gli sforzi compiuti finora. Ma la strada sembra impervia: secondo il gruppo dei 77 paesi in via di sviluppo, la bozza di accordo &#232; eccessivamente sbilanciata a favore dei paesi industrializzati. Gli Stati Uniti, a loro volta, hanno espresso perplessit&#224;. Nel frattempo l'Europa, che sul protocollo di Kyoto aveva agito da leader, si divide: molti membri dell'UE, tra cui Francia Germania e Regno Unito, sono favorevoli ad una ulteriore riduzione di gas serra dal 20 al 30%. L'Italia si oppone.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fonte: Ansa Foto: flickr.com&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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