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	<title>Gli Euros</title>
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		<title>Gli Euros</title>

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		<title>La Commissione a favore della sottoscrizione del trattato sul commercio delle armi</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/La-Commissione-a-favore-della,6007.html</link>
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		<dc:date>2013-05-13T13:41:27Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberta PICCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Commissione europea</dc:subject>

		<description>La Commissione europea ha presentato una decisione del Consiglio che autorizza gli Stati membri dell'UE a sottoscrivere il trattato sul commercio delle armi (ATT). L'atto si propone di assicurare un commercio legale di armi convenzionali pi&#249; responsabile introducendo elevati standard internazionali su importazioni, esportazioni e trasferimenti. L'obiettivo &#232; garantire una maggiore trasparenza nel commercio di armi attraverso l'introduzione di una rendicontazione al Segretariato e agli altri (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-Le-rendez-vous-.html" rel="directory"&gt;4. L'attesa&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Commission-europeenne,189-+.html" rel="tag"&gt;Commissione europea&lt;/a&gt;

		</description>


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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;La Commissione europea ha presentato una decisione del Consiglio che autorizza gli Stati membri dell'UE a sottoscrivere il trattato sul commercio delle armi (ATT). L'atto si propone di assicurare un commercio legale di armi convenzionali pi&#249; responsabile introducendo elevati standard internazionali su importazioni, esportazioni e trasferimenti. L'obiettivo &#232; garantire una maggiore trasparenza nel commercio di armi attraverso l'introduzione di una rendicontazione al Segretariato e agli altri organi interessati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RQuarato&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Bulgaria al voto tra illegalit&#224; e brogli</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Bulgaria-al-voto-tra-illegalita-e,6009.html</link>
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		<dc:date>2013-05-13T13:39:08Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberta PICCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Bulgaria</dc:subject>
		<dc:subject>Politiche europee</dc:subject>

		<description>Dopo il governo di transizione di Marin Raykov, in Bulgaria, riconosciuto come il Paese pi&#249; povero dell'Unione europea, si giunge al voto. La situazione non prevede nulla di positivo: il rischio &#232; quello che nessuno dei due partiti candidati giunga ad ottenere la maggioranza necessaria per formare il nuovo governo. Il malcontento cresce e a determinarlo non &#232; solo il rincaro dei prezzi dell'energia elettrica quanto uno schema politico sempre pi&#249; deludente che negli ultimi tempi &#232; stato segnato (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-La-mauvaise-nouvelle-.html" rel="directory"&gt;6. La cattiva notizia&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Bulgarie-+.html" rel="tag"&gt;Bulgaria&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Politique-europeenne-+.html" rel="tag"&gt;Politiche europee&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH100/arton6009-9468b.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Dopo il governo di transizione di Marin Raykov, in Bulgaria, riconosciuto come il Paese pi&#249; povero dell'Unione europea, si giunge al voto. La situazione non prevede nulla di positivo: il rischio &#232; quello che nessuno dei due partiti candidati giunga ad ottenere la maggioranza necessaria per formare il nuovo governo. Il malcontento cresce e a determinarlo non &#232; solo il rincaro dei prezzi dell'energia elettrica quanto uno schema politico sempre pi&#249; deludente che negli ultimi tempi &#232; stato segnato dal ritrovamento di 350mila schede elettorali illegali rinvenute in una tipografia di un consigliere municipale dei conservatori. Elezioni segnate dal broglio e dall'illegalit&#224; che hanno portato il 12% dei cittadini a dichiarare di voler vendere il proprio voto, nonostante si tratti di un'azione punibile con l'arresto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RQuarato&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'Ue chiede maggiori garanzie per la libert&#224; di stampa</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/L-Ue-chiede-maggiori-garanzie-per,6008.html</link>
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		<dc:date>2013-05-13T13:36:20Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberta PICCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Democrazia e diritti umani</dc:subject>
		<dc:subject>Media e societ&#224; dell'informazione</dc:subject>
		<dc:subject>Parlamento europeo</dc:subject>

		<description>88 giornalisti uccisi, 879 arrestati, 1993 minacciati o attaccati fisicamente, 38 giornalisti rapiti, 144 blogger arrestati: sono questi i dati del 2012 trasmessi dal Parlamento europeo che sottolineano quanto sempre pi&#249; la libert&#224; di stampa sia sottoposta a interventi lesivi verso un diritto che dovrebbe garantire la massima libert&#224; di esercizio della professione. Per far fronte a questa drammatica situazione la Commissione Affari Esteri al Parlamento europeo ha approvato due relazioni, (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-La-bonne-nouvelle-.html" rel="directory"&gt;5. La buona notizia&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Democratie-et-citoyennete-+.html" rel="tag"&gt;Democrazia e diritti umani&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Kultur-und-Medien-+.html" rel="tag"&gt;Media e societ&#224; dell'informazione&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Parlement-europeen,190-+.html" rel="tag"&gt;Parlamento europeo&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L113xH150/arton6008-8d539.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='113' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:113px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;88 giornalisti uccisi, 879 arrestati, 1993 minacciati o attaccati fisicamente, 38 giornalisti rapiti, 144 blogger arrestati: sono questi i dati del 2012 trasmessi dal Parlamento europeo che sottolineano quanto sempre pi&#249; la libert&#224; di stampa sia sottoposta a interventi lesivi verso un diritto che dovrebbe garantire la massima libert&#224; di esercizio della professione. Per far fronte a questa drammatica situazione la Commissione Affari Esteri al Parlamento europeo ha approvato due relazioni, redatte dalle deputate Renate Weber e Marietje Schaak del gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (Alde), con le quali invitano la Commissione a reprimere qualsiasi provvedimento che limiti la libert&#224; di stampa, garantendo autonomia e imparzialit&#224; dei mezzi di informazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RQuarato&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Al via la sesta edizione della Settimana europea della giovent&#249; </title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Al-via-la-sesta-edizione-della,6006.html</link>
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		<dc:date>2013-05-13T13:25:39Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberta PICCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Cultura e istruzione</dc:subject>
		<dc:subject>eguaglianza </dc:subject>

		<description>Cittadinanza attiva e partecipazione dei giovani alla societ&#224; democratica e alle elezioni del Parlamento europeo del 2014 saranno i temi affrontati nella sesta edizione della Settimana europea della giovent&#249;. Celebrata negli Stati membri dell'Unione europea dal 25 maggio al 2 giugno 2013, la Settimana vedr&#224; come protagonista anche l'Italia, che presenter&#224; le proprie iniziative il 16 maggio a Riccione con un evento organizzato dall'Agenzia nazionale per i giovani. (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-L-evenement-.html" rel="directory"&gt;3. L'evento&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Gleichberechtigung,202-+.html" rel="tag"&gt;eguaglianza &lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH150/arton6006-423d8.png&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Cittadinanza attiva e partecipazione dei giovani alla societ&#224; democratica e alle elezioni del Parlamento europeo del 2014 saranno i temi affrontati nella sesta edizione della Settimana europea della giovent&#249;. Celebrata negli Stati membri dell'Unione europea dal 25 maggio al 2 giugno 2013, la Settimana vedr&#224; come protagonista anche l'Italia, che presenter&#224; le proprie iniziative il 16 maggio a Riccione con un evento organizzato dall'Agenzia nazionale per i giovani.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RQuarato&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Erasmus per giovani imprenditori: 1600 scambi andati a buon fine</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Erasmus-per-giovani-imprenditori,6005.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.glieuros.eu/Erasmus-per-giovani-imprenditori,6005.html</guid>
		<dc:date>2013-05-13T13:22:51Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberta PICCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Industria</dc:subject>
		<dc:subject>Sviluppo</dc:subject>

		<description>&#8220;Erasmus per giovani imprenditori&#8221; &#232; il programma, nato nel 2009 e finanziato dalla Commissione europea, che permette ai nuovi imprenditori, ovvero coloro che dirigono un'impresa avviata nei tre anni precedenti o imprenditori &#8220;potenziali&#8221;, di svolgere un'analoga esperienza a servizio di un'impresa situata in un altro Paese partecipante al programma per la competitivit&#224; e l'innovazione, per un periodo che va da uno a sei mesi e grazie al sostegno finanziario dell'Ue. Fino ad oggi il progetto ha visto (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-Le-chiffre-.html" rel="directory"&gt;2. Le cifre&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Industries-+.html" rel="tag"&gt;Industria&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Entwicklung-+.html" rel="tag"&gt;Sviluppo&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH148/arton6005-113ee.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='148' class='spip_logos' style='height:148px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&#8220;Erasmus per giovani imprenditori&#8221; &#232; il programma, nato nel 2009 e finanziato dalla Commissione europea, che permette ai nuovi imprenditori, ovvero coloro che dirigono un'impresa avviata nei tre anni precedenti o imprenditori &#8220;potenziali&#8221;, di svolgere un'analoga esperienza a servizio di un'impresa situata in un altro Paese partecipante al programma per la competitivit&#224; e l'innovazione, per un periodo che va da uno a sei mesi e grazie al sostegno finanziario dell'Ue. Fino ad oggi il progetto ha visto realizzarsi e andare a buon fine 1600 scambi tra 3200 imprese sorte e sviluppate in tutta Europa. Positivi sono stati i riscontri ottenuti: il 94% dei nuovi imprenditori che hanno preso parte al progetto e l'85% di quelli ospitanti hanno avuto un'ottima impressione sull'utilit&#224; del programma e l'84% di questi ultimi non nega la possibilit&#224; di ospitare un altro giovane imprenditore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RQuarato&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Nasce il portale unico per l'accesso ai finanziamenti europei per le PMI</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Nasce-il-portale-unico-per-l,6004.html</link>
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		<dc:date>2013-05-13T13:18:20Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberta PICCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Politiche economiche e monetarie</dc:subject>
		<dc:subject>Industria</dc:subject>

		<description>Nel corso di una riunione del Forum sul finanziamento delle PMI che ha preceduto il Consiglio informale Competitivit&#224; del 2 e 3 maggio a Dublino, Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l'industria e l'imprenditoria, ha ufficializzato la nascita del portale unico degli strumenti finanziari per le PMI che favorir&#224; l'accesso ai finanziamenti europei da parte delle piccole e medie imprese. Il portale fornir&#224; gli strumenti finanziari messi a (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-Le-site-de-la-semaine-.html" rel="directory"&gt;7. Il sito della settimana&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Politiques-economiques-et-+.html" rel="tag"&gt;Politiche economiche e monetarie&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Industries-+.html" rel="tag"&gt;Industria&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH118/arton6004-f6cd7.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='118' class='spip_logos' style='height:118px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Nel corso di una riunione del Forum sul finanziamento delle PMI che ha preceduto il Consiglio informale Competitivit&#224; del 2 e 3 maggio a Dublino, Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l'industria e l'imprenditoria, ha ufficializzato la nascita del &lt;a href='http://access2eufinance.ec.europa.eu/youreurope/business/finance-support/access-to-finance/' class='spip_out' rel='external'&gt;portale unico degli strumenti finanziari per le PMI&lt;/a&gt; che favorir&#224; l'accesso ai finanziamenti europei da parte delle piccole e medie imprese. Il portale fornir&#224; gli strumenti finanziari messi a disposizione dall'Ue e una guida informativa per promuovere la quotazione in borsa delle PMI.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RQuarato&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Intesa fra Letta Schulz a Palazzo Chigi </title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Intesa-fra-Letta-Schulz-a-Palazzo,6003.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.glieuros.eu/Intesa-fra-Letta-Schulz-a-Palazzo,6003.html</guid>
		<dc:date>2013-05-13T13:11:32Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberta PICCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Italia</dc:subject>
		<dc:subject>Politiche interne</dc:subject>

		<description>Si &#232; svolto lo scorso 10 maggio a Palazzo Chigi l'incontro tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, e il Presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz. Il mondo dei giovani e le possibilit&#224; di lavoro a loro offerte sono stati uno temi di discussione che hanno visto Letta auspicare un futuro migliore: &#8220;Servono misure immediate, questa &#232; la priorit&#224;. Senza lavoro per i giovani non c'&#232; speranza per l'Europa, n&#233; per l'Italia. Noi crediamo che non c'&#232; tempo, bisogna che l'Europa dia (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Politique-nationale-+.html" rel="tag"&gt;Politiche interne&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH150/arton6003-8160e.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Si &#232; svolto lo scorso 10 maggio a Palazzo Chigi l'incontro tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, e il Presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz. Il mondo dei giovani e le possibilit&#224; di lavoro a loro offerte sono stati uno temi di discussione che hanno visto Letta auspicare un futuro migliore: &#8220;Servono misure immediate, questa &#232; la priorit&#224;. Senza lavoro per i giovani non c'&#232; speranza per l'Europa, n&#233; per l'Italia. Noi crediamo che non c'&#232; tempo, bisogna che l'Europa dia risposte chiare al problema della crescita e della disoccupazione giovanile. Per questo chiediamo che il consiglio europeo di giugno concentri i suoi sforzi per un piano straordinario: la scelta di fare della lotta alla disoccupazione giovanile il tema principale&#8221;. Alla richiesta del Presidente Letta di &#8220;maggiore flessibilizzazione&#8221; per il completamento del bilancio, il presidente Schulz, concorde, ha risposto: &#8220;In alcuni Paesi dell'Unione si rischia di perdere una generazione intera. Per questo &#232; importante lottare su questo tema e prendere subito misure applicabili. Come prima misura potremmo prendere in esame una proposta. Nel quadro finanziario 2014-2020 c'&#232; una iniziativa proposta dalla presidenza irlandese di un piano di 6 miliardi. Abbiamo bisogno, per&#242;, di questi soldi oggi, non nel 2020. Io e Letta collaboriamo insieme da molti anni su questi punti&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RQuarato&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'UE e i Balcani: l'impatto politico dell'Europa in Kosovo (Parte II)</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/L-UE-e-i-Balcani-l-impatto,5995.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.glieuros.eu/L-UE-e-i-Balcani-l-impatto,5995.html</guid>
		<dc:date>2013-05-10T19:18:23Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Maria Giulia Amadio Vicer&#233;</dc:creator>


		<dc:subject>Allargamento</dc:subject>
		<dc:subject>Politica Estera</dc:subject>
		<dc:subject>Balcani</dc:subject>

		<description>Dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, nel dicembre 2009, la politica europea nei confronti del Kosovo &#232; stata parzialmente inficiata dal serpeggiare di opinioni discordanti fra gli stati dell'Unione riguardo lo status del Kosovo e la sua indipendenza dalla Serbia. Ancora oggi, solo 22 dei 27 stati membri dell'UE riconoscono a pieno l'autonomia dell'ex-provincia serba. Fratture di questo tipo avrebbero potuto causare ritardi nell'implementazione delle nuove previsioni contenute nel (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-Analysis,24-.html" rel="directory"&gt;1. Articoli di analisi&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Elargissement-+.html" rel="tag"&gt;Allargamento&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Politique-exterieure-+.html" rel="tag"&gt;Politica Estera&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Balkans-+.html" rel="tag"&gt;Balcani&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH113/arton5995-04afa.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='113' class='spip_logos' style='height:113px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, nel dicembre 2009, la politica europea nei confronti del Kosovo &#232; stata parzialmente inficiata dal serpeggiare di opinioni discordanti fra gli stati dell'Unione riguardo lo status del Kosovo e la sua indipendenza dalla Serbia. Ancora oggi, solo 22 dei 27 stati membri dell'UE riconoscono a pieno l'autonomia dell'ex-provincia serba.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Fratture di questo tipo avrebbero potuto causare ritardi nell'implementazione delle nuove previsioni contenute nel Trattato di Lisbona o nell'azione esterna dei nuovi attori istituzionali. Tuttavia, nei tre anni successivi all'entrata in vigore del trattato, le istituzioni europee, in stretta collaborazione con gli stati membri, sono riuscite ad esercitare, in maniera coordinata e coerente, un'azione efficace nei confronti del Kosovo. Azione che ha determinato un'influenza positiva sullo transizione democratica ed economica del giovane stato e, in particolare, sullo &lt;strong&gt;sviluppo del dialogo tra Belgrado e Pristina&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Gli esempi a riguardo sono numerosi. Dopo un'efficace azione diplomatica del nuovo Alto Rappresentante per la Politica Estera e Sicurezza Comune Lady Ashton, nel settembre 2010, il Presidente serbo Tadic acconsent&#236; a cambiare, in parte, il testo di una risoluzione ONU. In vari passaggi della risoluzione emergeva infatti il rifiuto della Serbia a riconoscere la sovranit&#224; dello stato del Kosovo. La settimana precedente, William Hague, il Ministro degli Esteri Britannico, e Guido Westerwelle, il Ministro degli Esteri tedesco, erano stati a Belgrado per convincere il governo serbo della necessit&#224; di modificare la terminologia della risoluzione. Le nuove disposizioni ribadivano, con forza, l'importanza di un rinnovato dialogo tra Belgrado e Pristina. Accogliendo eventuali sforzi di mediazione da parte dell'UE gettavano inoltre le basi per gli accordi tecnici che sarebbero stati stipulati negli anni a seguire fra i due stati. In cambio, la Commissione Europea avrebbe acconsentito ad esaminare la &lt;strong&gt;domanda di ammissione della Serbia all'Unione&lt;/strong&gt;, passaggio procedurale fondamentale prima dell'ammissione di ogni potenziale candidato.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel marzo 2011, grazie ad un decisivo intervento della Cancelliera tedesca Angela Merkel, inizi&#242;, a Bruxelles, la mediazione del &lt;strong&gt;SEAE&lt;/strong&gt;, il Servizio Europeo per l'Azione Esterna, del dialogo tra Belgrado e Pristina. Durante questi incontri, soprasieduti da Rober Cooper, consigliere politico di Lady Ashton, si incontrarono, per la prima volta da quando il Kosovo dichiar&#242; la propria indipendenza nel 2008, i governi dei due stati.&lt;/p&gt; &lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_4462 spip_documents spip_documents_left' style='float:left;width:320px;'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.glieuros.eu/IMG/jpg/balcani.jpg&quot; title='' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L320xH242/balcani-699d6b1b-c8040.jpg' width='320' height='242' alt='JPEG - 34.9 Kb' style='height:242px;width:320px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt; Tuttavia, tra luglio e settembre 2011, violenti scontri ai confini tra Kosovo e Serbia minacciarono l'interruzione dei dialoghi. Negli anni successivi all'indipendenza kosovara, Belgrado aveva costantemente impedito le importazioni dal Kosovo. In quei mesi, la violenza era scoppiata proprio a causa del tentativo delle autorit&#224; kosovare di forzare i posti di blocco serbi, nella regione a nord di Mitrovica, a maggioranza serba. Il rapporto annuale della Commisisone dello stesso anno fu molto critico verso Belgrado, ribadendo, con forza, che il processo di ammissione dello stato serbo non sarebbe andato avanti se Belgrado non si fosse impegnata a pieno nel dialogo con Pristina. L'avvertimento della Commissione non sembr&#242; per&#242; funzionare. Solo alcuni dei check points al confine tra Serbia e Kosovo vennero smantellati e, il 9 dicembre dello stesso anno, soprattutto per volont&#224; della Germania, &lt;strong&gt;il Consiglio Europeo rifiut&#242; di concedere lo status di candidato alla Serbia&lt;/strong&gt;. Ormai era chiaro a tutti che il destino di Belgrado nell'Unione sarebbe stato inesorabilmente legato all'esito della normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Numerosi incontri si tennero a Bruxelles anche sulla definizione del nome da indicare sulla targa di presentazione del Kosovo durante le conferenze internazionali. La Serbia avrebbe voluto che venisse impedita la partecipazione del Kosovo a meno che non fosse fatto esplicito riferimento alla risoluzione ONU 1244 del 1999. Nella risoluzione del 1999, la comunit&#224; internazionale descriveva la regione kosovara come parte dello stato Serbo, in attesa di definizione del proprio status. Il Kosovo, dichiarandosi stato autonomo ed indipendente, chiedeva invece che venisse indicata la dicitura &#8220;&lt;strong&gt;Repubblica del Kosovo&lt;/strong&gt;&#8221;. Grazie ad un'intensa attivit&#224; di mediazione venne raggiunto un compromesso. Il Kosovo avrebbe accettato il riferimento alla Risoluzione 1244 dell'ONU a condizione, per&#242;, che venisse fatto un riferimento simile all'opinione della Corte Internazionale di Giustizia che, nel 2010, dichiarava la dichiarazione d'indipendenza kosovara del 2001 non in contrasto con le norme di diritto internazionale. In cambio, Stefa Fuele, il Commissario per l'allargamento europeo, dovette promettere che presto avrebbero avuto inizio i lavori preparatori del processo di ammissione del Kosovo all'UE.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il 20 maggio 2012, Boris Tadic venne battuto da Tomislav Nicolic alle elezioni presidenziali. Anche per le elezioni un accordo era stato raggiunto. La popolazione serba residente nel Nord del Kosovo non avrebbe potuto votare per le elezioni amministrative locali. Le sarebbe stato concesso il diritto di voto per quelle presidenziali, ma sotto la stretta supervisione dell'OSCE. La missione EULEX, poi, avrebbe assicurato la sicurezza dei seggi. Le elezioni si svolsero senza particolari incidenti. Il nuovo presidente serbo sarebbe stato un conservatore, populista, ex membro del governo Milosevic tra il 1998 e 1999. Solo qualche mese prima, a marzo, il Consiglio Europeo aveva deciso di attribuire lo status di candidato alla Serbia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un anno dopo le elezioni serbe i dialoghi di mediazione tra Belgrado e Pristina continuano. La Serbia &#232; tuttora in attesa di una data di inizio della propria procedura di ammissione. Il Kosovo chiede ancora con forza che le istituzioni controllate da Belgrado al confine con la Serbia siano smantellate. Sar&#224; un processo lungo. Quello che conta per&#242;, &#232; che l'UE sia stata in grado di agire in maniera coerente e coordinata in quest'area, sfruttando a pieno le modifiche istituzionali entrate in vigore con Lisbona. E, soprattutto, dimostrando per una volta, di poter giocare un ruolo prominente sullo scacchiere internazionale.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'UE e i Balcani: l'impatto politico europeo in Kosovo (Parte I)</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/L-UE-e-i-Balcani-l-impatto,5986.html</link>
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		<dc:date>2013-05-05T19:24:52Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Maria Giulia Amadio Vicer&#233;</dc:creator>


		<dc:subject>Allargamento</dc:subject>
		<dc:subject>Politica Estera</dc:subject>
		<dc:subject>Balcani</dc:subject>

		<description>Pur anticipatamente rispetto alle modifiche istituzionali introdotte con il trattato di Lisbona (Dicembre 2009), l'intervento politico dell'UE in Kosovo, dopo il conflitto nei Balcani, esercitato tramite un'azione esterna coordinata e coerente, ha avuto un impatto estremamente positivo. Christopher Hill lo aveva in qualche modo anticipato nel 1993 quando, in un suo lungimirante studio, descrisse in sei punti le funzioni e il ruolo dell'UE nello scenario internazionale. Tutti i punti (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Balkans-+.html" rel="tag"&gt;Balcani&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH94/arton5986-ec54c.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='94' class='spip_logos' style='height:94px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Pur anticipatamente rispetto alle modifiche istituzionali introdotte con il trattato di Lisbona (Dicembre 2009), l'intervento politico dell'UE in Kosovo, dopo il conflitto nei Balcani, esercitato tramite un'azione esterna coordinata e coerente, ha avuto un impatto estremamente positivo. Christopher Hill lo aveva in qualche modo anticipato nel 1993 quando, in un suo lungimirante studio, descrisse in sei punti le funzioni e il ruolo dell'UE nello scenario internazionale. Tutti i punti contenevano, infatti, riferimenti espliciti all'ex - Jugoslavia e all'importanza della mediazione politica dell'UE, qualora la pace della regione balcanica fosse stata nuovamente in pericolo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;I profili storici&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;In seguito al crollo dell'Unione Sovietica, l'area occidentale dei Balcani rappresenta da sempre l'unica regione dove l'UE ha esplicitamente preteso di esercitare la direzione politica e amministrativa, bench&#233; affiancata dalla NATO e dagli USA, nel comune obiettivo di favorire la transizione democratica ed economica dei paesi coinvolti.
Tuttavia, &#232; solo in seguito all'intervento della NATO in Kosovo nel 1999, che Bruxelles inizia a giocare un ruolo incisivo nei Balcani occidentali. Alla fine degli anni &#8216;90 l'UE comprende, infatti, l'importanza di evitare un altro fallimento della politica estera comune nel proprio back yard. Contribuire alla stabilizzazione del Kosovo, da molti considerato una polveriera, una piccola Jugoslavia, rappresentava per gli stati dell'Unione l'opportunit&#224;' di cancellare dalla storia il ricordo dell'impotenza del vecchio continente di fronte alla sanguinosa disgregazione della Jugoslavia e, poco pi&#249; tardi, dello scoppio della guerra in Kosovo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nella fase successiva al conflitto, la politica economica e le ingenti risorse destinate al Kosovo da parte dell'Unione sembrano coerenti con le nuove aspirazioni europee in politica estera. Dall'inizio della guerra del Kosovo con la Serbia nel 1998-1999, l'UE ha destinato a quest'area pi&#249; di due bilioni di euro, una cifra pari ai due terzi della somma devoluta dall'intera comunit&#224; internazionale. L'UE ha contribuito anche all'amministrazione civile provvisoria delle Nazioni Unite (UNMIK), guidata dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell'ONU, nell'ex provincia serba. La missione si componeva di quattro diverse funzioni, quattro pilastri, diretti dal Vice Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite con il supporto di varie organizzazioni. Il primo pilastro coordinava il ritorno dei rifugiati sotto la direzione dell'UNHCR. Il secondo pilastro gestiva l'amministrazione civile. Il terzo, sotto l'egida della missione dell'OSCE in Kosovo, era responsabile della democratizzazione dell'area e dell'institution-building. Mentre il quarto e ultimo pilastro della Missione UNMIK, il &#8220;pilastro UE&#8221;, si occupava, dello sviluppo economico. Gli stati membri e le istituzioni europee non solo si fecero carico di tutte le spese operative di quest'ultimo, ma inviarono anche esperti che, in stretta collaborazione con la missione dell'ONU, fossero in grado di fornire assistenza tecnica e supporto.&lt;/p&gt; &lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_4458 spip_documents spip_documents_center'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.glieuros.eu/IMG/jpg/thumb.jpg&quot; title='' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L320xH147/thumb-2fd31j6ac7-396e9.jpg' width='320' height='147' alt='JPEG - 87.9 Kb' style='height:147px;width:320px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;Il sostegno dell'UE alla missione UNMIK fu affiancato, dal 1999, dagli aiuti forniti nell'ambito del processo di stabilizzazione e associazione europeo nei Balcani. Una politica, ispirata a un potenziale allargamento dell'UE nella regione, incentrata su assistenza finanziaria, preferenze tariffarie, rapporti contrattuali e assistenza tecnica ai potenziali stati membri. Il commercio, settore chiave del processo di stabilizzazione e associazione, permise al Kosovo di esportare agevolmente i propri prodotti manifatturieri e agricoli nei paesi dell'Unione senza incontrare barriere tariffarie. Una forte crescita economica fondata sull'esportazione dei beni consent&#236; cos&#236; una stabilizzazione del sistema economico kosovaro. Si tratt&#242; di misure molto significative anche dal punto di vista politico. Per la prima volta, infatti, l'ex provincia serba veniva considerata dalla comunit&#224; internazionale un territorio separato. Uno stato, in grado di condurre una propria politica economica e commerciale indipendente dalla Serbia. Il &lt;strong&gt;principio di condizionalit&#224; europeo&lt;/strong&gt;, cardine delle relazioni esterne dell'Unione, sembr&#242;, poi, funzionare perfettamente: nel tentativo di adattare la legislazione interna all'acquis comunitario ed eliminare eventuali normative incompatibili con gli standards europei, furono intraprese numerose iniziative, soprattutto per modernizzare la legislazione in materia di regolazione del libero movimento dei beni.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Poco dopo l'entrata in vigore del &lt;strong&gt;processo di stabilizzazione e associazione&lt;/strong&gt;, nel 2000, il Consiglio Europeo di Feira, ne conferm&#242; ed ampli&#242; la visione strategica. Per la prima volta, in maniera esplicita, i capi di stato e di governo degli stati membri dichiararono che sarebbe stato possibile per gli stati dei Balcani Occidentali, un giorno, entrare a far parte dell'Unione. Lo stesso messaggio fu poi riaffermato con forza al summit del Consiglio Europeo a Zagabria nel Novembre 2000 e nelle conclusioni del Consiglio Europeo del Marzo 2003. Sulla stessa linea programmatica, nel Giugno 2003, l'Agenda di Salonicco per i Balcani Occidentali, avrebbe poi assicurato che il supporto alla transizione democratica, economica e sociale dei Balcani occidentali, in vista di un allargamento dell'UE in quest'area, sarebbe stato, da quel momento in poi, una delle priorit&#224; dell'azione esterna europea.&lt;/p&gt; &lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_4457 spip_documents spip_documents_center'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.glieuros.eu/IMG/jpg/EULEX.jpg&quot; title='' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L320xH248/EULEX-678f4j1e19-dc05f.jpg' width='320' height='248' alt='JPEG - 211.5 Kb' style='height:248px;width:320px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;Al fine di assistere le istituzioni locali kosovare con un'azione di &#8220;MMA-Monitoring, Mentoring and Advising&#8221;, nel Febbraio 2008, gli stati membri istituirono congiuntamente la missione EULEX (European Rule of Law Mission in Kosovo). La prima missione, nella storia dell'UE con un mandato cosi ampio, cio&#232; promuovere lo stato di diritto attraverso attivit&#224; inerenti al settore della giustizia, della polizia, del controllo delle dogane. Una missione approvata anche dai cinque stati membri che tuttora si rifiutano di riconoscere l'indipendenza del Kosovo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un anno dopo l'istituzione dell'EULEX, entr&#242; in vigore il Trattato di Lisbona. Le nuove disposizioni normative avrebbero comportato una rivoluzione del sistema istituzionale dell'azione esterna dell'Unione Europea. Una razionalizzazione destinata, secondo alcuni, ad eliminare la maggior parte delle inefficienze e sovrapposizioni della politica estera comunitaria. Tuttavia, le basi perch&#233; il Kosovo potesse entrare a far parte della comunit&#224; internazionale, come un vero e proprio stato sovrano ed autonomo, erano gi&#224; state poste.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>L'invecchiamento attivo si impara sul web</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/L-invecchiamento-attivo-si-impara,5979.html</link>
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		<dc:date>2013-04-28T09:34:51Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberta PICCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Diversit&#224; / Minoranze</dc:subject>
		<dc:subject>Salute</dc:subject>
		<dc:subject>Democrazia e diritti umani</dc:subject>
		<dc:subject>eguaglianza </dc:subject>

		<description>L'Ue lancia un nuovo portale web, www.irhola.eu, che si pone come principale obiettivo quello di incentivare la conoscenza degli anziani sull'invecchiamento attivo in modo tale da poter preservare una buona salute, offrendo a tutti i Paesi dell'Ue la possibilit&#224; di condividere le proprie esperienze relativamente all'educazione alla salute. Si tratta di un progetto di tre anni, cofinanziato dal settimo programma di sanit&#224; e coordinato dal Centro Medico dell'Universit&#224; di Groningen, che si occuper&#224; (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-Le-site-de-la-semaine-.html" rel="directory"&gt;7. Il sito della settimana&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Sante-+.html" rel="tag"&gt;Salute&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Democratie-et-citoyennete-+.html" rel="tag"&gt;Democrazia e diritti umani&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Gleichberechtigung,202-+.html" rel="tag"&gt;eguaglianza &lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH101/arton5979-9d6a6.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='101' class='spip_logos' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;L'Ue lancia un nuovo portale web, &lt;a href='http://www.irohla.eu/home/' class='spip_out' rel='external'&gt;www.irhola.eu&lt;/a&gt;, che si pone come principale obiettivo quello di incentivare la conoscenza degli anziani sull'invecchiamento attivo in modo tale da poter preservare una buona salute, offrendo a tutti i Paesi dell'Ue la possibilit&#224; di condividere le proprie esperienze relativamente all'educazione alla salute. Si tratta di un progetto di tre anni, cofinanziato dal settimo programma di sanit&#224; e coordinato dal Centro Medico dell'Universit&#224; di Groningen, che si occuper&#224; di affrontare gli interventi di alfabetizzazione sanitaria tra la popolazione, traendo insegnamenti da altri settori, in modo tale da promuovere e sviluppare l'interesse della popolazione verso la cultura della salute.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RQuarato&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Quadruplicate infezioni alimentari nel 2011, in calo solo in Italia</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Quadruplicate-infezioni-alimentari,5978.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.glieuros.eu/Quadruplicate-infezioni-alimentari,5978.html</guid>
		<dc:date>2013-04-28T09:27:47Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberta PICCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Salute</dc:subject>

		<description>Passano da 43.500 a 70 mila le vittime di infezioni alimentari nel 2011, 93 i decessi causati dal batterio dell'Escherichia Coli che ha colpito Germania, Francia e si &#232; diffuso nel centro Europa. Questo &#232; quanto emerge dalla relazione pubblicata dall'Autorit&#224; europea per la sicurezza alimentare (Efsa) in collaborazione con il Centro Ue per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc). Meno grave risulta essere, invece, la situazione italiana che mostra un netto miglioramento. Nell'ultimo (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH101/arton5978-76c86.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='101' class='spip_logos' style='height:101px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Passano da 43.500 a 70 mila le vittime di infezioni alimentari nel 2011, 93 i decessi causati dal batterio dell'Escherichia Coli che ha colpito Germania, Francia e si &#232; diffuso nel centro Europa. Questo &#232; quanto emerge dalla relazione pubblicata dall'Autorit&#224; europea per la sicurezza alimentare (Efsa) in collaborazione con il Centro Ue per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc). Meno grave risulta essere, invece, la situazione italiana che mostra un netto miglioramento. Nell'ultimo anno, infatti, sono nettamente calate la diffusione dell'epidemia nota con il nome di Salmonella (6660 casi nel 2008 e 3344 nel 2011) e quella della listeria, batterio presente in cibi gi&#224; pronti. In Italia l'unica eccezione &#232; fatta dalla campylobatteriosi, epidemia trasmessa principalmente dalla carne di pollo e in costante crescita non solo in Italia, ma in tutta Europa dove si &#232; appunto attestato un aumento pari a 2,2 punti percentuali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RQuarato&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Ue nega lo sblocco fondi per smaltimento rifiuti in Campania</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Ue-nega-lo-sblocco-fondi-per,5977.html</link>
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		<dc:date>2013-04-28T09:23:08Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberta PICCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Ambiente</dc:subject>
		<dc:subject>Italia</dc:subject>

		<description>Negativa &#232; stata la risposta alla richiesta avanzata dall'Italia sull'ottenimento di finanziamenti europei indirizzati allo smaltimento dei rifiuti in Campania. La richiesta riguarda 46,6 milioni di euro provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Il blocco dei fondi destinati a realizzare una serie di operazioni utili allo smaltimento dei rifiuti risale al 2008, anno successivo all'avvio da parte di Bruxelles di una procedura d'infrazione contro l'Italia per il mancato rispetto (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-La-mauvaise-nouvelle-.html" rel="directory"&gt;6. La cattiva notizia&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Environnement-+.html" rel="tag"&gt;Ambiente&lt;/a&gt;, 
&lt;a href="http://www.glieuros.eu/+-Italie-+.html" rel="tag"&gt;Italia&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L113xH150/arton5977-b9bbf.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='113' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:113px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Negativa &#232; stata la risposta alla richiesta avanzata dall'Italia sull'ottenimento di finanziamenti europei indirizzati allo smaltimento dei rifiuti in Campania. La richiesta riguarda 46,6 milioni di euro provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Il blocco dei fondi destinati a realizzare una serie di operazioni utili allo smaltimento dei rifiuti risale al 2008, anno successivo all'avvio da parte di Bruxelles di una procedura d'infrazione contro l'Italia per il mancato rispetto del piano previsto e per una cattiva gestione della situazione rifiuti in Campania. L'Italia ha cos&#236; presentato ricorso alla Corte adducendo come spiegazione il fatto che i fondi fossero destinati a specifiche operazioni, non previste dalla stessa procedura d'infrazione. La Corte ha respinto il ricorso ricordando che i fondi erano previsti per l'operazione smaltimento rifiuti e quindi di conseguenza per tutte le azioni specifiche necessarie. Al di l&#224; della negazione ottenuta dall'Ue, l'Italia ora rischia entro giugno di essere nuovamente deferita alla Corte dalla Commissione Ue.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RQuarato&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Coppie divorziate e figli: mantenimento &#232; un diritto anche in paesi no UE</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Coppie-divorziate-e-figli,5976.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.glieuros.eu/Coppie-divorziate-e-figli,5976.html</guid>
		<dc:date>2013-04-28T09:15:21Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Roberta PICCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Democrazia e diritti umani</dc:subject>
		<dc:subject>Politiche europee</dc:subject>

		<description>Il 17 aprile sono stati approvati gli emendamenti dell'Aia sull'esazione internazionale delle prestazioni alimentari nei confronti di figli e altri membri della famiglia. Il relatore del Parlamento europeo, L&#243;pez-Ist&#250;riz White, sottolineando che &#8220;in Ue il 13% delle coppie &#232; formato da persone provenienti al di fuori dell'Ue&#8221;, ha avvertito l'esigenza di porre sotto tutela questa alta percentuale di coppie. Questo provvedimento, considerato fondamentale, permette di mantenere gli obblighi di (...)

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&lt;a href="http://www.glieuros.eu/-La-bonne-nouvelle-.html" rel="directory"&gt;5. La buona notizia&lt;/a&gt;

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH110/arton5976-181c4.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='110' class='spip_logos' style='height:110px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Il 17 aprile sono stati approvati gli emendamenti dell'Aia sull'esazione internazionale delle prestazioni alimentari nei confronti di figli e altri membri della famiglia. Il relatore del Parlamento europeo, L&#243;pez-Ist&#250;riz White, sottolineando che &#8220;in Ue il 13% delle coppie &#232; formato da persone provenienti al di fuori dell'Ue&#8221;, ha avvertito l'esigenza di porre sotto tutela questa alta percentuale di coppie. Questo provvedimento, considerato fondamentale, permette di mantenere gli obblighi di mantenimento dei figli anche a un genitore residente in un paese extra europeo. Inoltre, stabilisce l'istituzione di una nuova autorit&#224; europea al quale &#232; affidato il compito di raccogliere le domande dei cittadini europei e trasmetterle ai Paesi terzi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;RQuarato&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Energia e clima: l'Ue guarda al futuro</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Energia-e-clima-l-Ue-guarda-al,5967.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.glieuros.eu/Energia-e-clima-l-Ue-guarda-al,5967.html</guid>
		<dc:date>2013-04-21T15:59:56Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Simone BUSCHI</dc:creator>


		<dc:subject>Energia e Trasporti</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Ridurre il consumo di energia, abbattere le emissioni di gas serra e promuovere le energie rinnovabili sono i 3 obiettivi che l'Unione europea ha gi&#224; da tempo fissato in materia di energia e cambiamenti climatici.&lt;/p&gt;

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L150xH100/arton5967-9bde5.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='150' height='100' class='spip_logos' style='height:100px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Affinch&#233; si possa mantenere questo slancio anche dopo il 2020, &#232; necessario avviare sin da subito una fase di riflessione e consultazione pubblica. Secondo l'Ue, infatti, programmare il futuro &#8220;contribuir&#224; a incoraggiare gli investimenti nelle nuove infrastrutture e a stimolare l'innovazione nel settore delle tecnologie a basse emissioni di CO2&#8221;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Era il 2009 quando la Commissione europea, tramite l'adozione di un'apposita direttiva, invitava tutti gli Stati membri a dar vita a una stretta collaborazione che avesse come fine ultimo il raggiungimento, entro il 2020, di 3 ambiziosi obiettivi:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra rispetto ai livelli registrati negli anni 90; &lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; raggiungere una quota complessiva di energie rinnovabili pari al 20% nell'ambito del consumo globale di energia;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; far registrare una riduzione - sempre del 20% - nel consumo di energia primaria.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tuttavia, stando agli ultimi &lt;strong&gt;dati Eurostat&lt;/strong&gt;, il raggiungimento di tali traguardi non appare cos&#236; scontato. Sebbene infatti l'Unione Europea nella sua totalit&#224; sembri essere sulla strada giusta, lo stesso non pu&#242; dirsi per i singoli Stati: 15 Paesi non hanno raggiunto gli obiettivi fissati per il 2010 nel settore dell'elettricit&#224; e ben 22 Stati membri su 27 hanno mancato l'obiettivo in quello dei trasporti. &#8220;Tra le fonti di energia rinnovabile, inoltre, quella che finora ha avuto pi&#249; successo &#232; stato il settore fotovoltaico, mentre l'eolico ha tradito di gran lunga le stime (&#8230;). Allo stesso tempo, non &#232; nemmeno garantito che l'UE nel suo complesso possa continuare a mantenere il trend dimostrato fino ad oggi, poich&#233; a guidare questa buona partenza sono stati i Paesi leader nel settore delle rinnovabili e servirebbero investimenti che attualmente non sono garantiti, complici la crisi economica e i tagli ai bilanci&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per tutte queste ragioni la Commissione europea ha deciso di adottare il &#8220;&lt;strong&gt;Libro verde sul quadro 2030 per le politiche climatiche ed energetiche&lt;/strong&gt;&#8221; e di avviare una consultazione online che si concluder&#224; il 2 luglio prossimo. Scopo della proposta &#232; quello di migliorare la strategia attuale, tenendo conto di 3 variabili imprescindibili: il mix energetico dell'UE, la difficile situazione economica attuale e la disponibilit&#224; futura di nuove tecnologie. L'iniziativa, che rappresenta il primo passo verso l'istituzione di un quadro strategico unionale da qui al 2030, invita pertanto tutti i cittadini a esprimersi su:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; quale tipo, natura e livello dovrebbero essere gli obiettivi da fissare per il 2030 in materia di clima ed energia;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; come si pu&#242; ottenere coerenza tra i diversi strumenti politici;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; in che modo il sistema energetico pu&#242; contribuire alla competitivit&#224; dell'UE;
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L8xH11/puce-32883.gif&quot; width='8' height='11' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:11px;width:8px;' /&gt; come tenere conto delle diverse capacit&#224; degli Stati membri di agire.
Tutti i pareri espressi andranno ad alimentare le proposte che la Commissione formuler&#224; a fine anno, i cui obiettivi rimarranno inalterati: ridurre le emissioni di gas serra, garantire l'approvvigionamento energetico dell'UE e sostenere crescita, competitivit&#224; e occupazione.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ricordiamo, infine, che nell'ambito della strategia di riduzione delle emissioni di gas serra, la Commissione sta anche raccogliendo pareri su come favorire lo sviluppo di tecnologie per la cattura e lo stoccaggio di CO2.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Alcune dichiarazioni&lt;/h3&gt;
&lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_4455 spip_documents spip_documents_left' style='float:left;width:267px;'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.glieuros.eu/IMG/jpg/imagesCAXOCX9X.jpg&quot; title='' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L267xH188/imagesCAXOCXc1ab-7f026.jpg' width='267' height='188' alt='JPEG - 6.7 Kb' style='height:188px;width:267px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt; &lt;strong&gt;G&#252;nther Oettinger&lt;/strong&gt;, Commissario europeo per l'Energia, ha dichiarato: &#8220;&#200; necessario definire il pi&#249; rapidamente possibile il quadro strategico per le nostre politiche in materia di clima ed energia da oggi al 2030, in modo da garantire investimenti adeguati per una crescita sostenibile, prezzi competitivi e accessibili per l'energia e una maggiore sicurezza energetica. Il nuovo quadro strategico deve tenere conto delle conseguenze della crisi economica ed essere anche sufficientemente ambizioso per realizzare l'obiettivo a lungo termine di ridurre le emissioni dell'80-95% entro il 2050&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;span class='csfoo htmla'&gt;&lt;/span&gt;&lt;dl class='spip_document_4454 spip_documents spip_documents_left' style='float:left;width:125px;'&gt; &lt;dt&gt;&lt;a href=&quot;http://www.glieuros.eu/IMG/jpg/333vn75-5e9cf-f5052.jpg&quot; title='' type=&quot;image/jpeg&quot;&gt;&lt;img src='http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L125xH150/333vn75-5e9c4786-09f16.jpg' width='125' height='150' alt='JPEG - 5 Kb' style='height:150px;width:125px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/dt&gt; &lt;/dl&gt;&lt;span class='csfoo htmlb'&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt; &lt;strong&gt;Mentre Connie Hedegaard&lt;/strong&gt;, Commissaria responsabile per l'Azione per il clima, ha aggiunto: &#8220;La dipendenza dell'Europa dai combustibili fossili provenienti dai paesi terzi aumenta ogni giorno determinando fatture energetiche sempre pi&#249; care per i cittadini europei. Tutto ci&#242; non &#232; affatto positivo. Non &#232; positivo per il clima ma non lo &#232; neanche per la nostra economia e la nostra competitivit&#224;. Per queste ragioni abbiamo deciso che per il 2050 auspichiamo una societ&#224; europea a basse emissioni di carbonio. Abbiamo stabilito degli obiettivi per il 2020, ma per la maggior parte degli investitori il 2020 &#232; gi&#224; alle porte. &#200; arrivato il momento di stabilire gli obiettivi per il 2030. Prima lo facciamo, maggiore sicurezza offriamo alle nostre imprese e ai nostri investitori. Pi&#249; ambiziosi saranno questi obiettivi, maggiori saranno i benefici per il clima&#8221;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		

	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Ue: candidatura Turchia, &#8216;eppur si muove', storia di un negoziato senza fine</title>
		<link>http://www.glieuros.eu/Ue-candidatura-Turchia-eppur-si,5964.html</link>
		<guid isPermaLink="true">http://www.glieuros.eu/Ue-candidatura-Turchia-eppur-si,5964.html</guid>
		<dc:date>2013-04-10T17:37:12Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Sara Stefanini</dc:creator>


		<dc:subject>Allargamento</dc:subject>
		<dc:subject>Turchia</dc:subject>
		<dc:subject>Politica internazionale</dc:subject>

		<description>&#8220;La Turchia non pu&#242; scrivere la storia senza l'Ue e l'Ue non potr&#224; scrivere la sua storia senza la Turchia&#8221;. Sono le parole dell'ambasciatore turco in Italia, Hakki Akil che &#232; intervenuto durante il forum &#8220;Quo vadis Turkey in Europe&#8221; organizzato dall'Istituto Affari Internazionali e dall'ambasciata turca in Italia. Turchia s&#236;, Turchia no. Continua l'eterno dibattito sull'entrata in Ue del paese musulmano. Intanto, la candidatura &#232; ferma nel cassetto europeo dal 14 aprile 1987, quando il paese era (...)

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		</description>


 <content:encoded>&lt;img src=&quot;http://www.glieuros.eu/local/cache-vignettes/L100xH150/arton5964-03dd5.jpg&quot; alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; width='100' height='150' class='spip_logos' style='height:150px;width:100px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;&#8220;La Turchia non pu&#242; scrivere la storia senza l'Ue e l'Ue non potr&#224; scrivere la sua storia senza la Turchia&#8221;. Sono le parole dell'ambasciatore turco in Italia, Hakki Akil che &#232; intervenuto durante il forum &#8220;Quo vadis Turkey in Europe&#8221; organizzato dall'Istituto Affari Internazionali e dall'ambasciata turca in Italia.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Turchia s&#236;, Turchia no. Continua l'eterno dibattito sull'entrata in Ue del paese musulmano. Intanto, la candidatura &#232; ferma nel cassetto europeo dal 14 aprile 1987, quando il paese era governato da Turgut &#214;zal, due volte primo ministro e ottavo presidente della Repubblica turca dal 1989 al 1993.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non sono pochi i motivi che frenano l'apertura alla Turchia. Tra questi, oltre alla religione islamica, emerge l'insufficienza della salvaguardia dei diritti umani, il coinvolgimento turco a Cipro, la repressione militare della minoranza curda e il genocidio armeno. Fardelli del passato troppo pesanti per essere dimenticati. Il motivo della corrente scettica da parte dei paesi europei sta nel fatto che &#8220;non conoscono la nuova Turchia&#8221;, afferma l'ambasciatore Akil. Sar&#224; presto &#8220;un punto fondamentale &#8211; aggiunge - tra Balcani, Medio Oriente e Asia e perno per gli investitori europei&#8221;. Ma il paese ce la sta mettendo tutta e dal 2005, anno in cui sono cominciati ufficialmente i negoziati, non ha smesso di attuare riforme per raggiungere i criteri di adesione. &#8220;Poi i cittadini turchi decideranno con un referendum se entrare o no nell'Ue&#8221;, precisa l'ambasciatore Hakki Akil. Ma intanto, ci sono voluti ben 18 anni per riconoscere la candidatura. &#8220;In questi anni &#8211; spiega Selim Yenel, ambasciatore turco in Ue - ci sono state strette relazioni finanziarie e educative con l'Europa pur non facendone parte, il mio auspicio &#232; quello di migliorare e andare avanti&#8221;. I progressi ci sono, tanto che la Turchia viene sempre pi&#249; spesso associata agli emergenti Bric. Il tasso medio di crescita tra il 2002 e il 2011 &#232; stato pari al 5,2% e nel 2006 l'economia turca ha avuto un balzo del 6%.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per l'Italia &#232; s&#236; politico.&lt;/strong&gt; L'Italia &#232; da sempre convinta sostenitrice della Turchia, ma &#8220;non pensate che 15 milioni di italiani non vedono l'ora che la Turchia entri nell'Ue, la propensione &#232; pi&#249; politica che altro&#8221;, spiega il deputato europeo Lapo Pistelli. La Turchia &#8220;&#232; un paese giovane, popoloso, ha relazioni con Asia e Medio Oriente, ha un'economia in crescita e queste sono tutte buone ragioni per pensare che l'adesione possa essere reciprocamente utile&#8221;. Le stesse ragioni per&#242;, &#8220;possono diventare un incubo, quindi &#232; una valutazione soggettiva&#8221;. In sostanza, Pistelli vuole riaprire i negoziati il prima possibile e &#8220;si potrebbe far vedere alla gente che la Turchia pu&#242; essere vista sotto un'altra prospettiva&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Francia prudente.&lt;/strong&gt; Linea opposta per la Francia e Marc Semo, giornalista di Liberation, ricorda che l'arrivo del presidente Hollande ha creato una sorta di disgelo di Parigi nei confronti di Ankara. Certo &#232; che &#8220;Hollande &#232; molto prudente su tutto e anche sulle relazioni con la Turchia&#8221; e non c'&#232; da aspettarsi nessuna svolta. &#171;Non a caso non ha ancora dato un'intervista a media turchi, si rifiuta&#187;, perch&#233; &#171;teme le domande&#187; e la richiesta di prendere una posizione. Segnali positivi, continua il giornalista, sono arrivati a febbraio quando il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, ha detto al suo omologo turco, Ahmet Davutoglu, che la Francia &#232; favorevole per un rilancio dei negoziati. Insomma, Hollande non sembra prendere posizione, anche perch&#233; da una parte non dimentica il suo predecessore Sarkozy che era nettamente contrario all'ingresso della Turchia, tanto che nel 2007 pose il veto all'apertura di nuovi negoziati. Dall'altra parte, c'&#232; la comunit&#224; armena che lo frena nel cambiare linea, per non dimenticare il genocidio armeno. Adesso si attende solo un incontro ufficiale di Hollande in Turchia, promesso ma non ancora fissato. E pensare che l'ultimo risale al 1992 quando all'Eliseo c'era un altro Francois, Mitterand.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#200; anche vero che il punto centrale dell'Europa non sarebbe pi&#249; la Francia con la Germania, ma verrebbe spostato tutto pi&#249; a est, includendo un'altra dimensione. In pi&#249;, continua Marc Semo, &#8220;il 70% dei francesi sarebbe favorevole all'ingresso del Marocco ma non della Turchia, quindi il problema non &#232; la religione islamica, ma la mentalit&#224; che va cambiata col tempo&#8221;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Germania diffidente.&lt;/strong&gt; Per Michael Thumann, giornalista del Die Zeit, &#8220;ancora non ci siamo ma credo che le cose miglioreranno&#8221;. Il problema per la Germania non &#232; ideologico, ma si tratta di una questione di politica interna tedesca. Angela Merkel non &#232; contraria a prescindere e la cancelliera ha ultimamente aperto al rilancio dei negoziati. Thuman ironizza: &#8220;Merkel e Erdogan hanno caratteri diversi e non si sopportano ma sono entrambi pragmatici e pronti a cambiare linea se conviene. E converrebbe dato che la Turchia, dal punto di vista commerciale promette bene. E la posizione della Germania, oltretutto, pu&#242; fare la differenza. In pi&#249;, siamo in campagna elettorale e se al prossimo governo salissero i socialdemocratici le carte in tavola cambierebbero.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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