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Nepal : l’Unione europea a sostegno delle popolazioni terremotate

Circa 8000 le vittime del sisma che ha devastato il Nepal lo scorso 25 aprile

Il terremoto, di magnitudine 7.8, è il più forte degli ultimi 80 anni e ha provocato, tra l’altro, la distruzione di gran parte dei villaggi riducendo la popolazione superstite senza cibo, senza acqua, senza elettricità e senza medicine.

Già nelle prime 24 ore che hanno seguito il terremoto, la Commissione europea aveva inviato in Nepal 3 milioni di euro per soddisfare i bisogni più urgenti della popolazione ; poi, dopo la missione congiunta Ue-Onu, che ha visto il commissario europeo per gli Aiuti Umanitari, Christos Stylianides, in prima linea, ha stanziato altri 16,6 milioni di euro che saranno inviati al governo di Katmandu entro la fine della settimana.

Salgono così a 22,6 i milioni messi a disposizione dall’esecutivo guidato da Juncker, ai quali vanno aggiunti i soldi già inviati da alcuni degli Stati membri, tra cui Belgio, Finlandia, Germania, Polonia, Grecia, Olanda e Svezia, per un totale di circa 40 milioni. Inoltre diversi Paesi, tra cui l’Italia che ha spedito in Nepal una equipe di medici, hanno già inviato sul posto delle squadre specializzate nella gestione delle emergenze.

Dopo aver verificato di persona le condizioni delle popolazioni terremotate, Christos Stylianides ha dichiarato di aver mobilitato tutti gli esperti degli Stati membri in risposta all’emergenza per aiutare i sopravvissuti e le autorità in seguito a questa tragedia, precisando che le cose più urgenti in questo momento sono i gruppi medici e le provviste di aiuto.

Gli aiuti della Commissione andranno a ricoprire i bisogni più immediati nelle aree colpite, includendo la distribuzione di acqua pulita, medicine, rifugi d’emergenza, equipaggiamenti e infrastrutture per le telecomunicazioni.

Nei giorni scorsi due aerei cargo con 40 tonnellate di aiuti salvavita sono partiti da Dubai in direzione Kathmandu per raggiungere le regioni colpite dal devastante sisma. I ponti aerei sono stati resi possibili grazie a 400.000 euro donati dalla European Commission’s Humanitarian Aid & Civil Protection department (Echo) ; nello specifico i voli hanno consegnato forniture per l’acqua e i servizi igienico sanitari, kit per dissenteria e colera, che in condizioni come queste possono risultare mortali per i bambini, sacche per garantire acqua pulita e sicura, oltre a kit medici e teloni per le famiglie che adesso vivono all’aperto.

Quando si verifica un disastro, è necessario che gli aiuti arrivino in fretta. La partnership Unicef-Ue si è messa subito in moto, garantendo aiuti salvavita a tutte le persone che hanno più bisogno anche quando le procedure a livello logistico sono particolarmente impegnative” ha dichiarato Claus H. Sorensen, direttore generale Echo.

Il Nepal è un paese particolarmente vulnerabile alle catastrofi naturali ; infatti si registrano annualmente notevoli perdite di vite, proprietà e mezzi di sostentamento e proprio per questo l’Unione europea investe da anni in programmi di predisposizione operativa in caso di catastrofi, in particolare per far sì che il sistema sanitario sia in grado di rispondere alle situazioni di emergenza. Dopo il terremoto sono state le Nazioni Unite a fare una prima valutazione dei bisogni, dalla quale è emersa che ciò di cui il Nepal ha maggiormente bisogno sono le squadre di ricerca e di soccorso, le squadre di medici, i prodotti di prima necessità, come tende, coperte, batterie di cucina, ripari, acqua e prodotti igienici, e assistenza tecnica per assicurare le comunicazioni mobili.

Il commissario europeo per gli Aiuti Umanitari ha più volte ribadito la solidarietà tangibile dell’UE nei confronti del governo e del popolo nepalesi e degli eroici soccorritori che lavorano senza sosta per far fronte all’emergenza.


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